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Metro 2035 – Recensione

Il genere post apocalittico ha subito un certo risalto negli ultimi anni, soprattutto grazie al panorama videoludico,8f90106e25e66d91aaba5ab332336c11 che ha portato alla ribalta un Fallout 3 – 4 o un Wasteland 2, uscito anno scorso su console current gen. Anche il mondo letterario è però andato avanti con quest’ambientazione, mostrandoci degli scenari che talvolta sono diventati in seguito dei videogiochi. Dmitry Glukhovsky è l’ideatore del fotunatissimo romanzo Metro 2033, seguito poi da Metro 2034 e da cui sono stati tratti due videogiochi. Metro è stata una vera boccata d’aria fresca in un mondo che veniva in un certo senso guidato dai simil Fallout. La particolarità della storia di Dmitry consisteva (e consiste) nella creazione di un mondo ambientato non in superficie, ma nella metro di Mosca. Un territorio che potrebbe sembrare banale, stretto e troppo restrittivo, ma che in realtà, grazie a tutto ciò ce ne ruota attorno, divenne un campo florido in cui anche gli altri scrittori si sono cimentati, con tanti soddisfacenti romanzi. Basti pensare a Tullio Avoledo e Le Radici del Male, ambientato nella metro di Roma. Si tratta di un progetto dell’autore, che permette agli altri scrittori di scrivere i romanzi su Metro ed è un chiaro pensiero di vuole la libertà di divulgazione. Con Metro 2035 Dmitry ha pensato di chiudere la trilogia della sua saga e di quella di Artyom. Noi vogliamo recensire con largo anticipo il romanzo, uscito in lingua russa da mesi e in uscita in Italia in primavera 2016. In questa sede vogliamo raccontarvi dell’edizione russa del libro, mentre quando uscirà in Italia parleremo della fedeltà di traduzione e della qualità dell’edizione nostrana.

Non siamo soli!

3261_566db2426fee59.92938721Dopo gli eventi dei due anni precedenti alla storia del romanzo Artyom è diventato una vera leggenda vivente di VDNCh, ma allo stesso tempo molti lo guardano quasi come se fosse un pazzo. Dopo aver sentito un rumore provenire dalla radio, egli iniziò a uscire fuori dalla metro ogni giorno, cercando di catturare dei segnali e parlando con i possibili ascoltatori. Purtroppo ogni giorno passa come un altro, senza risultati. Affranto da questo e dall’uccisione degli unici esseri che potevano aiutare il genere umano Artyom finì per perdersi anche nel matrimonio con Anya, la giovane ragazza che ha deciso di abbandonare il padre per andare con un eroe sempre più oscuro. Tutto prende una piega del tutto diversa quando durante una giornata qualunque Artyom incontra un enigmatico vecchietto che si fa chiamare Omero e che vorrebbe scrivere un libro su tutta la storia di Metro. Tra una frase e l’altra il vecchietto fa capire che in realtà fuori dall’attuale casa dei moscoviti esiste ancora una civiltà e che ci sono state delle comunicazioni tra alcune stazioni della metro e delle altre città della Federazione Russa. Questo da il via alla vera avventura del libro ed è ciò che per l’autore dovrebbe essere ed è un grande finale.

Tra una stazione e l’altra, tra una conoscenza e una perdita, i due conoscono anche un giovane che si unisce al gruppo e che più in seguito diventa uno dei protagonisti. Con una descrizione meticolosa e appassionante Dmitry ci ritrasporta nei sotterranei, dandoci qualcosa simile alla speranza, a cui aggrapparci come se non ci fosse un domani. Non vogliamo raccontarvi troppo della storia in quanto riteniamo giusto lo scoprire da soli questa storia.

Il Lascito di Dmitry

Con Metro 2035 Dmitry Glukhovsky ha voluto esagerare e ciò che ne è uscito fuori è un romanzo pregno di un’abilità non indifferente dell’autore nel descrivere i luoghi, le emozioni e le azioni. Né troppo veloce né troppo lento, lo stile di Dmitry colpisce fin nel profondo soprattutto grazie all’introspezione dei personaggi, che qui più che mai mostra ogni sua venatura. Non è solo questo però che caratterizza il romanzo di Dmitry, ma è anche una forte critica non solo verso il governo russo odierno, ma verso il mondo intero. Possiamo dire tranquillamente che si tratta di un romanzo in cui è possibile vedere il mondo che stiamo vivendo in una forma diversa, ma è soprattutto un modo per trasmettere una voglia di pace, di unificare il mondo e mostrare quanto siamo sciocchi nel nostro piccolo modo di vedere questo pianeta.

Un eroe con le macchie e con la paura

Siamo abituati, grazie all’occidente, di vedere gli eroi senza macchia e senza la paura, che imperterriti compiono gesta eroiche senza battere ciglia, ma è l’est a dimostrare che anche gli anti eroi sono degli eroi, forse molto più di quelli classici. Ne è una grande dimostrazione The Witcher. Lo Strigo ha conquistato i fan di tutto il mondo, nonostante egli non sia proprio un santo e in Metro possiamo altrettanto vedere un personaggio molto tetro e oscuro, che difficilmente ci verrà la voglia di interpretare o di impersonare, ma che come noi ha delle paure ataviche e dei desideri carnali. Artyom, ora più che mai, appare stanco, desideroso di trovare altre persone nel mondo e uscire dal proprio tunnel, che gli è fin troppo stretto. Delle volte potremo non essere d’accordo con il protagonista e altre volte faremo tifo per lui, per il suo coraggio, per la sua codardia e per saper scegliere delle priorità tra la missione e la vita degli amici, non scegliendo per forza l’amicizia. Ciò che ne emerge è un quadro in cui gli umani lavorano per il proprio beneficio e in cui i nazisti e i comunisti rinascono, come un male immortale, un problema da sradicare, in cui la vita corre lentamente e spesso solo per il proprio beneficio.

Commento:

Metro 2035 è il romanzo di fantascienza del 2015 ed è una conclusione più che degna di tutto ciò che abbiamo visto nei precedenti due capitoli e la sua lettura è obbligatoria per i suoi lettori. Non sappiamo se un giorno ci sarà una trasposizione videoludica di questo romanzo e non possiamo che sperare in questo.

Sull'autore

Rostislav Kovalskiy

Rostislav Kovalskiy

Un giovane appassionato del mondo videoludico e di tutto ciò che lo circonda. Cresciuto con i videogiochi e libri tra le mani ha deciso di unire la sua passione per la scrittura con quella per i videogiochi ed ecco perché si trova qui.