Videogiochi

Horizon: Zero Dawn – Anteprima

Horizon Zero Dawn

Una delle principali rivelazioni della scorsa edizione dell’E3 è stata nientepopodimeno che Horizon: Zero Dawn, nuovo action RPG di matrice open world, presentato in maniera raffinata e da un gusto particolare, sotto i riflettori di Sony. È una proprietà intellettuale inusitata, ambientata in un mondo post-apocalittico, dove le grandi e futuristiche città non sono altro che rovine e i sopravvissuti nientemeno che tramutati a uomini regrediti. Il pianeta Terra non è lo stesso: le metropoli si sono estinte e gli ambienti rudimentali e primitivi sono diventati un’esauriente scenario incardinato sulla caccia, alle belve robotiche.

Un mondo alla rovina

È una realtà distopica, un’esperienza caleidoscopica, quella offerta da Guerrilla Games, che ci farà calare nei panni dell’eroina Aloy, una guerriera da un animo strenuo, mossa dal desiderio di indagare sul passato del suo mondo, sulle origini della civiltà. I piccoli frammenti di gameplay mostrati recentemente nel corso della conferenza Sony hanno ratificato il sopraffino comparto visivo di Horizon: Zero Dawn.

Ma non solo, il titolo ha permesso di far trapelare alcuni dettagli pregevoli: quando Aloy sbaraglia i nemici, ne raccoglie i pezzi costituenti, utili per il crafting che esercita un ruolo importante. Per assottigliare questo discorso, sarà possibile recuperare parti del corpo robotici al fine di essere scagliati, per l’appunto, contro di loro. Non viene escluso, inoltre, rendere come bottino il materiale ricavato dalle belve in modo da sfoggiare nuove attrezzature e creazioni artigianali: saranno di imprescindibile spicco per adattarsi in un mondo così dolente.

IP ambiziosa!

Un aspetto che ha colpito è la scena con dialoghi a scelta multipla, un’espediente molto interessante. L’arma che la protagonista ha utilizzato durante i frenetici combattimenti non è stato nient’altro che un esemplare arco, in grado di conficcare i colpi ai nemici e conseguentemente atterrarli. In men che non si dica, Aloy è riuscita ad addomesticarli con un’ottima solerzia e a cavalcarli. In aggiunta, c’è da evidenziare la distruttibilità di una gran parte degli elementi presenti nel gioco, che amplificano in tal modo il valore di questa produzione. Quanto alla vastità dell’ambientazione, il team svedese aveva rammentato che Horizon: Zero Dawn non punta eccessivamente su una mappa open-world sproporzionata, al contrario su una regolata e piuttosto densa di contenuti e attività.

È assodata quindi un’incommensurabile attenzione circa il riempimento di contenuti, incluse le immancabili missioni secondarie, e il bilanciamento della grandezza concreta della mappa senza insinuare quella sensazione di girare a vuoto. Un plauso generale e una medaglia in merito va consegnato per l’impianto grafico, in egual modo per le illuminazioni e le modellazioni dei personaggi. Pur trattandosi nello specifico di un action RPG è naturalmente un dato pazzesco.

Horizon: Zero Dawn ha i presupposti spaventosi per figurare come capolavoro. Un capolavoro di involuzione umana a favore di una tecnologia oltre i confini, in grado di concedere oltremodo un’esperienza spettacolare, unica, stracolma di ostacoli, pericoli e possibilità. Gli unici interrogativi sono avvinghiati al sistema di progressione del personaggio e alla struttura delle missioni. La narrazione, in conclusione, sarà tutta da vivere.