Assassin’s Creed: Un ricordo d’amore

A volte ritornano.” Questo detto viene ripetuto talvolta a sproposito. Giusto per dire qualcosa, per non stare zitti. Quando però a ritornare è un titolo che racchiude tanti ricordi, il detto acquista magicamente un significato maggiore e profondo. Come per ogni film, libro e brano musicale, anche il videogioco talvolta ci accompagna con dei ricordi che vanno aldilà del semplice divertimento ludico. Avete presente quei titoli che a distanza di anni vi rimanderanno a quel sorriso perché magari giocato con la vostra dolce metà o perché rappresenta quei momenti di puro divertimento con degli amici di vecchia data? Beh ecco. Questo è ciò che succede al sottoscritto quando pensa a quel grande capolavoro qual è Assassin’s Creed II. Non sono dei ricordi relativi un qualche momento specifico, no. Piuttosto si tratta di frammenti, pezzi di un’estate molto particolare e faticosa in quanto lavorativa a tempo pieno.

Non è quindi una stranezza se la mia attesa verso il titolo targato Ubisoft fosse elevata a dei massimi livelli, quelli che nemmeno Vegeta riuscirebbe a calcolare. Ritrovare le vecchie amiche nella casa chiusa di Firenze, bere un bicchiere di vino insieme a Leo (Da Vinci mi ha permesso di chiamarlo cosi, giuro), regalare i soldi ai poveri, anche se nelle tasche ho solo 20 monete. Tutto questo mi mancava particolarmente, nonostante la grande mole di titoli che mi hanno sommerso in questi ultimi tempi.

Assassin's Creed II

La storia di Ezio Auditore da Firenze è tra le più intriganti in assoluto nella saga e il secondo capitolo ci ha mostrato alcune delle città più belle del mondo, quelle italiane. Passeggiare per Firenze, Venezia, Forlì e Roma sicuramente procura un qual certo piacere anche a chi i videogiochi non li apprezza molto. La ricostruzione delle città poi lascia basiti per la sua fedeltà. Io personalmente a Forli ho trovato un luogo dove andai con degli amici a mangiare ed era molto divertente questo piccolo confronto. Da anni mi riprometto di visitare tutte le città con in mano la mappa del gioco, solo per confrontarle con quelle attuali e vedere le piccole differenze e chissà, forse l’anno prossimo sarà l’anno giusto per esplorare bene Firenze, o forse no.

Divagando qua e là non ho ancora parlato di quei ricordi che mi legano a questo titolo. La classica tecnica utilizzata dalle persone di una certa età, che iniziano con tante inutili digressioni e finiscono per non dire niente. Tutto il gioco è per l’appunto legato all’estate lavorativa e ai pomeriggi passati davanti al gioco, prima del lavoro e prima di conoscere qualche nuova persona. Alle volte giocavo prima di addormentarmi dopo il lavoro, verso le 8 del mattino ed è anche l’estate che mi lega a tanti piccoli ricordi particolari, minuscoli tasselli che finiscono nel mio calderone dei ricordi e hanno al loro interno una ragazza, degli amici, un fratello (non di sangue), le serate al cinema e il successivo inverno, che mi ha permesso di conoscere alcune delle persone più meravigliose in assoluto. Sembra strano che un gioco rappresenti tutte queste qualità, ma in verità questa è forse la parte più bella che un prodotto possa darti.

Entrare a far parte dei tuoi ricordi più belli e intimi, più particolari e più stravaganti. Ricordi di notti passate nei treni o delle stazioni in attesa del cambio per arrivare alla destinazione, ricordi di una prima conferma di un professore che il tuo scritto va bene, che piaci a un numero di persone sempre maggiori. Assassin’s Creed II è stato e resterà per sempre un piccolo faretto luminoso di un intero periodo della mia vita e personalmente questo è un motivo più che valido per giocarlo nuovamente.




Rostislav Kovalskiy

Written by: Rostislav Kovalskiy

Un giovane appassionato del mondo videoludico e di tutto ciò che lo circonda. Cresciuto con i videogiochi e libri tra le mani ha deciso di unire la sua passione per la scrittura con quella per i videogiochi ed ecco perché si trova qui.

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