Y: L’Ultimo Uomo n. 3 e 4 – Recensione

Titolo: Vertigo Book – Y: L’Ultimo Uomo: Senza Uomini 3 e 4
Linea: Lion
Collana: Vertigo Book
Serie: Y: L’Ultimo Uomo
Autore: Brian K. Vaughan, Pia Guerra, Josè Marzàn jr.
ISBN: 9788869719868
16,8×25,6, B, col., 128 pp
Genere: Fantascienza
Titolo da: libreria

Dopo i colpi di scena della fine del volume 2, tornano le avventure di Yorick in Y: L’Ultimo Uomo, ambientate a quasi un anno di distanza dagli eventi del secondo episodio.

La resa dei conti tra le sopravvissute dell’Esercito Israeliano e il piccolo gruppo di Yorick occupa quasi tutto il primo dei due volumi. Le sequenze d’azione non sono la parte migliore, e vengono tirate anche un po’ troppo per le lunghe. Buona parte dell’episodio consiste in una sequela di scatole messicane che vengono spesso risolte con interventi esterni e palesi colpi di fortuna. Alcuni personaggi solo accennati nei numeri precedenti, occupano la scena in maniera non prepotente ma rilevante, ritagliandosi un ruolo importante, di fatto arricchendo la rosa di personaggi del fumetto.

Il prossimo paragrafo contiene spoiler sugli eventi del terzo volume, chi vuole evitarli, salti direttamente al prossimo.

Sarà che chi scrive è maschio e certe cose non arriva a capirle, ma le motivazioni ed i processi mentali che giustificano le azioni delle antagoniste continuano a non esserci del tutto chiare. Possiamo capire che i vertici di una potenza straniera mirino ad impossessarsi dell’ultimo uomo sulla terra; quello che non capiamo sono le motivazioni che le portano a scatenare una guerra pur di far terra bruciata ed a cercare di eliminare gli unici altri due uomini mentre letteralmente piovono dal cielo. Possiamo capire il tentativo di cattura, possiamo capire l’”esperimento” di farli camminare sulla terra per cercare di capire se il morbo è in qualche modo ancora attivo, oppure se si sia trattato di un evento limitato a pochi secondi, e ovviamente avremmo capito anche il lasciare queste persone sul suolo americano per dare anche a loro una speranza di “ripopolarsi”. Ma le scelte compiute da queste soldatesse, e dal loro capo possono essere solamente spiegate con la follia, forse giustificata dalla tragedia che le ha colpite. Ma dopo Hero e le amazzoni, non si sentiva davvero il bisogno di un altro gruppo di pazze furiose. Y: L’Ultimo Uomo ha bisogno di nemici credibili, di un Negan insomma, ma forse già possiamo intuire chi sarà questa futura nemesi…

Il quarto volume parte con una storia autoconclusiva che però farà da prologo ad un ciclo che avrà probabilmente uno Yorick più cresciuto e maturo. Attraverso una breve fuga della scimmia Ampersand, esploreremo il punto di vista di una compagnia teatrale che si scontra con la bigotteria di una città che pur essendo ovviamente popolata da sole donne, ancora si erge come un monumento al maschilismo, all’autocensura femminile ed alla sottomissione della donna. In questo episodio in cui si prende velocemente confidenza con i nuovi personaggi, e l’intervento di Yorick sul finale, nella sua brevità lancia un messaggio chiaro al lettore: ora sono un uomo, non un ragazzo.

Le citazioni non coprono mai la narrazione, anzi, vanno a braccetto e ben si sposano con i fatti ed i temi del numero. In particolare la rievocazione di un’opera di Mary Shelley, intitolata per l’appunto “L’ultimo Uomo”.

 

 

Nel corso del quarto volume, oltre alla eccellente storia autoconclusiva di cui vi abbiamo già parlato trova spazio un lungo episodio, un crudele dialogo in cui tutte le scelte stupide che il protagonista ha fatto negli scorsi numeri vengono al pettine, costringendolo a mettersi a nudo, anche letteralmente, davanti ai suoi traumi, alle sue paure, ed alle sue tendenze quasi suicide. Il tutto giustifica e corregge quello che nei primi due volumi non funzionava, ovvero l’impronta caratteriale del protagonista, troppo immaturo, attaccabrighe ed impulsivo. Yorick finora è stato un personaggio difficile in cui immedesimarsi, soprattutto a causa del suo “voto di castità” in un mondo di sole donne ed in cui lui rappresenta la sola speranza di salvezza.

Proprio qui risiede la forza di questo capitolo; il furioso e sofferto dialogo esplora il passato del protagonista, permettendoci finalmente di mettere a fuoco il suo punto di vista. Persino gli aspetti sessuali della sua vita gli vengono torchiati fuori, ed anche se questi aspetti “scomodi” vengono presi di petto, è sempre con fare accademico che vengono analizzate e prese in esame, come durante una lezione sulla psicoanalisi freudiana.

Commento finale

Il ritorno di Hero, la malvagia sorella del protagonista rimane in sospeso, così come il ruolo della loro madre e del misterioso medaglione visto all’inizio della storia. Molte porte rimangono comunque aperte, mentre speriamo nell’avvento di un avversario davvero realistico, le cui ragioni siano per l’appunto ragionevoli e anche parzialmente condivisibili.

Grazie alla crescita del personaggio, alla gestione dei volti nuovi ed al modo in cui sono state gestite la chiusura di un piccolo ciclo e l’apertura di un altro inframmezzati da una storia breve, possiamo senz’altro dire che Y: L’Ultimo Uomo resta un bellissimo fumetto in fase ascendente, nonostante persistano alcune ingenuità e forzature.




Michele “Azzie Threadbare” Sabatino

Written by: Michele “Azzie Threadbare” Sabatino

È convinto che il valore di una persona si misuri soprattutto in base al tempo che riesce a dedicare alle proprie passioni, a prescindere dagli altri impegni. Ha la straordinaria capacità di inventare cose che già esistono e di dire cose incredibili che diventano ovvietà pochi anni dopo. Inoltre gli piacciono i videogiochi, motivo principale per cui scrive qui.

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