Dylan Dog 364: Gli Anni Selvaggi – Recensione

Autore: Barbara Baraldi (testi), Nicola Mari (disegni)
Genere: Horror, Thriller
Editore: Bonelli Editore
Prezzo: 3.20€

Dopo un episodio interessante, ma non troppo, Dylan Dog continua la sua strada verso i meandri del protagonista e della sua vita. Abbiamo ripercorso alcuni punti salienti in passato, visto degli amori che probabilmente Dylan rimpiangerà per sempre (numero 74) e osservato le sue origini. Il numero 364 ci mostra una nuova parte della vita del giovane Dylan e in questo vediamo un rapporto d’amicizia molto viscerale. Non tutto funziona a dovere però. Per la sceneggiatura di Barbara Baraldi e disegni di Nicola Mari vi invitiamo a leggere la nostra recensione de “Gli Anni Selvaggi”.

Bloody Hell

Il passato di Dylan torna nuovamente a galla sotto una forma umana di un suo amico, Vincent. Da subito iniziano a comparire dei ricordi della gioventù di Dylan in cui egli si fingeva ancora come un ribelle ragazzo pronto. Erano gli anni del punk e del rock, quando la rabbia governava tanti testi dei brani pieni di speranze disilluse. In quel periodo Dylan finisce per conoscere una ragazza, che per lui significherà tanto e che lo porterà ad abbandonare la via della musica, anche se effettivamente egli non era un musicista, ma un roadie. Ma il male è sempre in agguanto e l’industria discografica è una macchia che ti toglie la linfa vitale.

Mezze tinte

La scrittura di Dylan Dog 364: Gli Anni Selvaggi è stata scritta da Barbara Baraldi come abbiamo detto prima. Il suo modo di scrivere è abbastanza semplice e non è mancato il coraggio di toccare un punto cosi importante e fermo come il passato di Dylan. Non per questo si tratta di un lavoro perfetto e il finale è un po’ troppo frettoloso, come se l’autrice avesse voluto chiudere la storia forzandola però. Anche il ripetersi della parola “Macchina” risulta essere molto pesante verso il finale, ma è molto interessante il continuo intreccio che si crea nella vita del protagonista. Troviamo infatti dei riferimenti a John Ghost fin dalla giovinezza di Dylan, come un presagio di John che osserva da sempre il nostro protagonista. I dialoghi invece non ricadono mai nella noia e la loro leggibilità è davvero alta e si finisce il volume senza problema alcuno.

Le mezze tinte di Nicola Mari invece funzionano a dovere dall’inizio alla fine del volume. A tratti sembra di vedere ben tre stili di disegno diversi e queste non risultano mai pesanti o asfissianti. La predominazione dei volti, sempre trasudanti di emozioni e di espressioni. Interessante anche l’espediente grafico utilizzato per mostrarci i flashback e altrettanto interessanti sono poi alcune inquadrature dei punti salienti della storia.




Dylan Dog 364: Gli Anni Selvaggi

Dylan Dog 364: Gli Anni Selvaggi

7.5


Rostislav Kovalskiy

Written by: Rostislav Kovalskiy

Un giovane appassionato del mondo videoludico e di tutto ciò che lo circonda. Cresciuto con i videogiochi e libri tra le mani ha deciso di unire la sua passione per la scrittura con quella per i videogiochi ed ecco perché si trova qui.

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