Le Bizzarre Avventure di JoJo: Phantom Blood 1 – Recensione

Autore: Hiroiko Araki
Editore: Star Comics
Pagine: 320
Prezzo: 7 €

Quella de “Le Bizzarre Avventure di JoJo”, a discapito del suo nome giustamente bizzarro, è una delle serie a fumetti più longeve in assoluto, soprattutto se consideriamo gli standard dei manga. Con ben 8 serie indipendenti tra loro ma legate a doppio filo con il destino della famiglia Joestar, queste avventure sono comparse per la prima volta in Giappone all’inizio del 1987. Passeranno ben sei anni prima che la lungimirante Star Comics inizi a dedicargli una intera testata, battezzata “Action”, ma erano altri tempi; Dragonball sarebbe arrivato molto dopo, e per il pubblico italiano disposto a pescare dal mercato, allora di nicchia, del fumetto giapponese, sarebbe stato troppo trovarsi in mano un fumetto con lettura alla giapponese, da destra a sinistra. Venne scelto un giusto compromesso: ribaltare l’intero manga, sacrificando la fedeltà alla leggibilità, e se in alcune, troppe scene tutti i personaggi sembravano mancini, beh pazienza. Di quando la testata Action corresse questo errore, ne parleremo un’altra volta, ciò che importa adesso è che a decenni dalla sua pubblicazione, in questi anni Star Comics sta ripubblicando JoJo in un’edizione perfezionata, aggiustando cominciando ovviamente da “Phantom Blood”, la primissima serie ambientata negli ultimi anni del 1800, inizialmente pensata come una miniserie autoconclusiva, ma che ha dato origine a tutto. Abbiamo letto con attenzione il primo di questi volumi, ed ecco cosa ne pensiamo.

La traduzione di questi consistenti volumi e stata riveduta e corretta, ed anche se sentir chiamare la cara Elena col suo nome originale, Erina, non piacerà a molti lettori, il fumetto ne guadagna in fedeltà. La carta e la rilegatura sono fatte per durare, una manna per tutti coloro che hanno paura di sfogliare i vecchi albi, risalenti al 1993, per paura di veder volar via le pagine. Da questo punto di vista, anche considerando il costo non bassissimo, il rapporto qualità prezzo di Phantom Blood è molto conveniente.

Una stirpe di eroi

Come? Non avete mai letto JoJo? Allora, per i neofiti, ecco un veloce riassunto senza spoiler: Le Bizzarre Avventure di JoJo racconta la storia di Jonathan Joestar, per gli amici JoJo, e della sua discendenza, partendo da Phantom Blood, la prima serie ambientata nel 1886 e raggiungendo gradualmente i giorni nostri attraverso le serie Battle Tendency, Stardust Crusaders, Diamond is Unbreakable, Vento Aureo (il cui nome italiano non è affatto un caso), Stone Ocean, Steel Ball Run JoJolion, l’ultima serie ancora in prosecuzione. Anche se ogni serie è indipendente, leggibile e godibile anche se avete saltato le altre, molti sono i punti in comune tra di esse, in particolare la presenza a partire dalla terza stagione degli Stand, manifestazioni semi-fisiche della forza interiore dei possessori, spesso dotati di strani poteri non limitati semplicemente a blandi upgrade di potenza e velocità, ma a poteri completamente nuovi in grado di cambiare continuamente le regole dei molti scontri, durante i quali l’astuzia conta molto di più della forza bruta… ma come direbbe un noto videomaker, ci arriveremo.

 Un assassino in casa

Phantom Blood in particolare, parte come una normale serie che racconta la vita di un giovane rampollo di una nobile famiglia inglese, l’amicizia col suo cane, i primi amori, il rapporto con il padre e con gli amici, cose normali insomma. La sua vita agiata viene stravolta quando per un tragico equivoco il padre decide di accogliere come un figlio un ragazzo di nome Dio Brando, un astuto e crudele criminale determinato a reclamare per sé tutta l’eredità del padre di Jonathan, cercando di portare quest’ultimo alla follia, e questo solo per cominciare. Nel primo dei 3 volumi di Phantom Blood, l’autore si ritaglia molto spazio per presentare i suoi protagonisti, e già a metà dell’albo si ha la sensazione di conoscerli bene, come vecchi amici. Alla cavalleria e alla bontà d’animo di Jonathan fa da contrappeso la crudeltà fredda e calcolata di Dio.

Dio è uno dei personaggi che ricorrerà più spesso col il proseguire della serie, ma è proprio la sua incarnazione giovanile quella più odiosa. All’inizio di Phantom Blood alla fin fine, è solo un ragazzino traumatizzato da un passato difficile, con tutte le carte in regola per trovare la redenzione e diventare un eroe romantico. Se questo fosse un romanzo di Dickens, una volta accolto a casa Joestar avrebbe trovato in Jonathan un rivale viziato e meschino, che avrebbe fatto di tutto per togliere di mezzo l’usurpatore del suo piccolo regno dorato. È proprio il rifiuto del riscatto morale l’aspetto più inquietante del suo carattere, anche trovandosi faccia a faccia con la bontà del fratellastro, lui rifiuta la sua umanità, diventando un mostro molto prima dell’attivazione del potere della sua maschera.

Statue in movimento

Anche se al lettore più distratto i disegni di Phantom Blood sembreranno simili a quelli di Ken il Guerriero, in realtà lo stile peculiare dell’allora giovanissimo Hiroiko Araki inizia già ad emergere fin dalle prime tavole. Il tratto è contraddistinto da un “dinamismo statuario” in cui personaggi in pose quasi plastiche sembrano comunque muoversi con l’utilizzo di uno “sfondo in movimento” o con poche linee cinetiche. Lo stile è ancora acerbo, ma le sequenze di combattimento sono chiare, e si può addirittura percepire che ogni personaggio ha le sue movenze peculiari che appartengono solo a lui. Una gioia per gli occhi fatta apposta per chi ama soffermarsi sui disegni invece di scorrere velocemente le pagine.

Il primo volume di Phantom Blood è un capolavoro che racchiude il meglio della prima serie di questo longevo fumetto, soprattutto in termini di sviluppo dei personaggi, ma con l’avvento delle serie successive, vi assicuriamo che il meglio deve ancora venire, e noi non vediamo l’ora di parlarvene.




Michele “Azzie Threadbare” Sabatino

Written by: Michele “Azzie Threadbare” Sabatino

È convinto che il valore di una persona si misuri soprattutto in base al tempo che riesce a dedicare alle proprie passioni, a prescindere dagli altri impegni. Ha la straordinaria capacità di inventare cose che già esistono e di dire cose incredibili che diventano ovvietà pochi anni dopo. Inoltre gli piacciono i videogiochi, motivo principale per cui scrive qui.

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