Marvel: No More Events… per almeno 18 mesi dopo Secret Empire!

Ogni lettore affezionato alla Marvel ha sempre sentito impulsi contrastanti che lottavano dentro di lui: da una parte, si tende ad essere devoti al sentimento che la Grande M. ha sempre fatto provare nel narrare storie tra le più emozionanti e coinvolgenti del panorama fumettistico internazionale, dall’altra, da buoni figli viziati, ci si sente presi per i fondelli quando il marketing dietro alla vendita di un’emozione su carta stampata, diventa scarsezza di idee e proposte.




Dagli anni ’80, dal post “Crisi sulle Terre Infinite” il modo di serializzare è cambiato radicalmente: inacutendosi la volontà di globalizzare e condividere l’universo narrativo, nascono nuove esigenze di narrazione che portano a creare interi archi narrativi, divisi su più testate, che andavano a convergere in un unico mega evento che avrebbe dovuto cambiare radicalmente lo status dei vari personaggi interessati. Già dagli anni ’70 si intravedevano i semi di tale logica narrativa, con la pubblicazione de “La Guerra Kree-Skrull”, che iniziò ad abituare il pubblico ad un modo di raccontare le storie che sarebbe poi diventato il modus operandi delle due più grandi major americane (con le dovute differenze ovviamente, ma di questo ne riparleremo in altra sede). Ma una volta iniziata la discesa è difficile fermarsi…

I mega eventi/ crossover diventano sempre di più e sempre più invadenti fino a dare vita ad un nuovo fenomeno ovvero quello di scrivere e lavorare in totale funzione del finale culminante nel mega evento, un esempio che mi viene in mente, anche per un fattore di affezione e fidelizzazione è la run di Jonathan Hickman sui vendicatori: due anni di lotte intestine, invasioni, distruzione, tradimenti che hanno “solo” costruito le basi di Secret Wars. Ma quante volte abbiamo sentito la formula: “Il Nuovo Evento che Sconvolgerà L’Universo Marvel”? Quante volte questa è stata una realtà e quante altre volte si è rivelata una sciocca promessa?

Purtroppo, per colpa dello scrittore dell’evento o per colpa di chi ha costruito delle premesse sbagliate o troppo confuse, non sempre la Marvel ha saputo gestire alla perfezione i suoi crossover interni generando malcontento tra le fila dei suoi lettori che, da bravi lamentoni, hanno manifestato il loro dissenso riuscendo ad ottenere un risultato pratico e concreto: giusto qualche giorno fa David Gabriel, vice presidente senior delle vendite e del marketing, ha annunciato che dopo Secret Empire, il mega evento previsto per Giugno, non hanno volutamente programmato nessun altro crossover per almeno 18 mesi. Dice Gabriel: “Sarete felici di sapere che, dopo Secret Empire, non abbiamo nessun evento programmato […] saranno allontanati per un po’. Non mancheranno, comunque, eventi minori: è già previsto ‘Weapons of Mutant Destruction’”.

La notizia potrebbe essere negativa per alcuni, molto positiva per altri o, magari, di più variegata interpretazione: viene quasi da esultare perché finalmente si potrà costruire con tranquillità una base per quella che potrebbe essere realmente la storia del secolo che,tra un anno e mezzo, SCONVOLGERA’ L’UNIVER… si, abbiamo capito. Ma la Marvel sarà in grado di gestire tutto ciò? Se ci pensiamo, ormai da quarant’anni il metodo di lavoro è sempre stato finalizzato e focalizzato sugli eventi, sulla loro completezza e complessità. Ormai la cadenza era diventata di quasi un mega crossover ogni tre o quattro mesi: non eravamo ancora ad assimilare Original Sin che ci propinano Axis. Quali sono i rischi e quali le soluzioni?

Il rischio maggiore potrebbe essere quello che porterebbe la Marvel a non sapere gestire un piano editoriale tendenzialmente diverso da quello a cui sono abituati, rischiando di scadere in storie banali e prive di vero mordente. Dunque, tutto si giocherà sugli autori: per questi diciotto mesi non deve più esistere la logica dell’autore che fa semplicemente il compitino riempitivo per arrivare bello fresco al culmine dell’evento; ciò che serve sono grandi nomi e grandi idee. Bisogna puntare su cicli autoconclusivi scritti in modo tale che possano esistere da soli senza bisogno di appigliarsi al fine superiore. Con una buona architettura si può evitare di incorrere anche nel rischio del regresso Universale ovvero, si può evitare il fatto che ogni ciclo di storie diventi stagnante ed isolato dagli altri abbattendo l’idea primaria di Universo Condiviso.

C’è anche l’alternativa complottista: esattamente come quando, coi loro crossover, promettono cambiamenti e sconvolgimenti senza poi mantenere la parola data, allo stesso modo potrebbero comportarsi a seguito di queste dichiarazioni, insinuando dei maxi-eventi chiamati in altri modi o nascosti come storie di passaggio che poi, nella struttura, si ripresenteranno come la solita vecchia minestra riscaldata che si illude di CAMBIARE RADICALMENTE L’UNIV- vabbè avete capito. Da bravi fan, possiamo solo sperare che la grande Casa di Zio Stan abbia imparato dai suoi errori e che riesca, realmente, ad essere ancora una volta, quel faro d’innovazione che ha condotto la rinascita del fumetto come lo conosciamo oggi.




Written by: Pietro Falzone

Approdato su Havoc Point, viene fuori la sua voglia di scrivere e criticare! Parte il suo viaggio da redattore, masticando Marvel e DC

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