Wonder Boy The Dragon’s Trap: Intervista ai creatori Ben Fiquet e Omar Cornut

Wonder Boy: The Dragon’s Trap è un magnifico tributo ad un gioco molto speciale. Un gioco che ha quasi varcato la soglia dei 30 anni, ma che nonostante tutto, non invecchia mai. Un platform duro e puro, che mescola in perfetta armonia azione, esplorazione e piccoli elementi ruolistici, riuscendo a trasudare un incredibile fascino in tutti i suoi aspetti.
Dalla generazione 8-bit con furore: il remake dell’omonima creatura di SEGA, sviluppato dagli estri di Lizarcube, ha appena fatto la sua comparsa su PS4, Xbox One, Nintendo Switch e PC, lasciandoci di stucco e non poco – come testimonia peraltro la nostra recensione. Per celebrare l’occasione, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Ben Fiquet e Omar Cornut di Lizardcube: quella che segue è un’intervista trascritta.




HavocPoint.it: Innanzitutto, grazie per averci concesso questa intervista. È un grandissimo piacere ospitarvi sulle nostre pagine. Partiamo subito con la prima domanda: cosa vi ha spinti a percorrere la strada verso la produzione del remake di Wonder Boy: The Dragon’s Trap per le nuove piattaforme?

Ben Fiquet: Beh, tutto è partito come un progetto amatoriale. Omar aveva in mente di crearlo e dunque gli ho chiesto di realizzare dei disegni. Si tratta di un gioco che ci sta a cuore ed è molto emozionante condividerlo con la nuova generazione di giocatori.

Omar Cornut: Da grande appassionato dei retrogame, e in particolare di Wonder Boy da parecchio tempo, volevo crearci qualcosa. È il mio gioco preferito e ho pensato che sarebbe stato davvero bello sviluppare una versione definitiva. Molti utenti non hanno avuto la possibilità di giocarlo nel 1989, ma ora ne hanno in abbondanza.

HavocPoint.it: Quali sono le caratteristiche sulle quali vi siete focalizzati di più per garantire più certezza alla qualità del gioco?

Omar Cornut: La storia, quella in cui Wonder Boy trucida il drago, viene colpito da una maledizione e si trasforma in un personaggio semi-lucertola e semi-umano. Un altro obiettivo era mantenere intatto lo spirito di gioco e la varietà delle forme che può assumere il protagonista. Nel corso dell’avventura è infatti possibile controllare tanti personaggi, ognuno dei quali con una propria abilità. Usandole è possibile accedere o tornare in diverse aree, con tanti segreti da esplorare.

HavocPoint.it: Wonder Boy: The Dragon’s Trap gira su console e PC a una risoluzione massima di 1080p con un frame rate target fisso a 60. Puoi spiegarci come avete raggiunto questo traguardo anche su Switch? È stato considerevolmente più semplice approcciarsi al sistema ibrido?

Sì, confermiamo i 1080p con 60fps al secondo su tutte le piattaforme. Sviluppare su Switch è stato come essere soffiati da una brezza leggera.

HavocPoint.it: Avete mai pensato di sfruttare l’hardware avanzato di PS4 Pro per offrire miglioramenti grafici?

Abbiamo scartato l’idea di utilizzare le funzionalità di PS4 Pro. Wonder Boy: The Dragon’s Trap non è un gioco che richiede la necessità di spostarsi dalla console standard. Perché tutta la nostra arte è disegnata a mano e in seguito animata in 1080p, e naturalmente avremmo potuto sconfinare dritti verso il 4K, ma è una risoluzione che non farebbe molta differenza per un gioco dallo stile tradizionale in 2D.

HavocPoint.it: Sappiamo che Ryuichi Nishizawa – creatore del franchise di Wonder Boy – ha collaborato con voi. Com’è stato lavorare con un artista di notevole levatura come lui?

Ben Fiquet: Nishizawa-san è stato un nostro ultra-sostenitore fin dall’inizio. Era rimasto stupito dal prototipo del remake e da allora non ha esitato altro che lodarci in continuazione. Non ha voluto compromettere la nostra visione creativa, perciò è stato abbastanza spento da questo punto di vista, ma ci ha trasmesso il ricordo della sua esperienza con la versione originale ed è anche questo che rende Wonder Boy: The Dragon’s Trap davvero un gioco speciale.

HavocPoint.it: Possiamo aspettarci un altro remake di Wonder Boy in futuro?

Ben Fiquet: In futuro, chi lo sa. Quel che è certo è che entrambi saremmo felicissimi di condividere le migliori esperienze dei vecchi giochi di SEGA.

Omar Cornut: Mai dire mai!




Luigi Fulchini

Written by: Luigi Fulchini

Nella mente una persona ingenua e timida, un romantico, un vagabondo, un gentiluomo, un sognatore, un viaggiatore, un uomo solitario, sempre in cerca di nuove avventure. Nel cuore un videogiocatore e amante delle altre sette arti in generale. Si sforza a farvi credere di essere una persona diversa, ma ha accettato la realtà, ed ha imparato ad andare avanti a forza di bluff: e di questo è consapevole, talmente tanto che riesce a ridere di se stesso e anche a commiserarsi un po’.

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