L’incantevole Creamy di Kazunori Ito e Yuko Kitagawa – Recensione

Autore: Kazunori Ito, Yuko Kitagawa
Editore: Star Comics
Volumi: 2
Prezzo: 4,50

L’umanità è forse il concetto più contorto ed oscuro che possiamo dire di conoscere senza, effettivamente, saperne molto al riguardo. Ci fermiamo spesso a chiederci quale sia il senso della nostra vita, delle nostre azioni, ma raramente ne veniamo fuori con una risposta. La vita è un arcano, e come tale presenta particolarità che non tutti riescono ad accettare o addirittura concepire. Questo, per me, come recensore ed essere umano è il concetto che sta dietro ad un genere che, negli anni, si è sparso con sempre più foga e ferocia nei cuori di tanti appassionati. Le idol.

Creature bizzarre, dall’altezza contenuta e la carineria fuori misura, si esibiscono cantando e sbracciandosi davanti a centinaia, se non migliaia, di giovani (e non) pronti a venerare la suddetta come una divinità, o quasi. A questa curiosa figura, in questo caso, va affiancata un’altra impronta del fumetto giapponese. Qualcosa che, già dalla prima infanzia, affiancavamo ad un prodotto per bambine, o almeno per giovani ragazze. Ma cosa potrebbe succedere mischiando le due cose? Ebbene, avremmo L’incantevole Creamy.

Yu è una ragazzina vivace e curiosa che, un bel giorno, riceve in dono una bacchetta magica da un folletto extraterrestre. Con questa, Yu si trasforma nell’affascinante Creamy e, causalmente, si trova a dover calcare il palcoscenico nelle vesti di cantante…

Opinioni e Commenti

Prima ancora che le Pretty Cure fossero anche solo concepite e Love Live dovesse ancora appestare la mia playlist, in Giappone le maghette erano una realtà non ancora ben consolidata, soprattutto perché, all’uscita di Creamy, il fenomeno “otaku” non aveva ancora infettato la mente di buna parte del paese del sol levante. Tutti però, nel bene o nel male, sappiamo a cosa veramente servano le serie sulle idol.

Né più, né meno, a promuovere qualche giovane cantante emergente. Takato Ohta, ormai 50enne ad agosto, è stata il motivo per il quale l’anime di Creamy è stato mandato in onda nel lontano ’83. Da questo anime, è nato in seguito il manga, un adattamento piuttosto blando rispetto alla serie, anche perché assente della componente principale: le canzoni. Sicuramente, Creamy è stata la lampada magica per Ohta, che da lì ha iniziato a scalare le vette del successo, portandola ad un’ottima carriera come cantante. Però, tutto questo, che effetto ha sul prodotto in sé?

Semplicemente, una storia leggera atta palesemente a pubblicizzare l’immagine della idol, ma al contempo capace di creare un contenuto decisamente da non ignorare, vista anche la brevità della serie. Due volumi sono sicuramente un’inerzia per buona parte delle storie, infatti ci accorgiamo già dalle prime pagine di questo fumetto quanto la narrazione sia frettolosa e voglia concludere il più in fretta possibile. Batter cassa ulteriormente è l’unico proposito in questo caso, ma da amante di questi due generi non mi posso dire del tutto deluso.

La dualità del pensiero di Creamy è sicuramente un concetto interessante, soprattutto visto l’epoca in cui il fumetto è uscito. Il desiderio di molte giovani di voler cambiare, di voler essere la ragazza perfetta, viene accantonato dal puro desiderio di voler essere comunque accettati per quel che si è. Senza veli, senza trucchi. Una naturalezza che si è andata a perdere.

Ovviamente, Creamy non vuole e non deve fare una ramanzina alla società o alla concezione che hanno i giovani di se stessi, ma riuscire ad infilare in modo naturale un tema del genere in una storia così breve atta solo al vendere, non è comunque un’impresa da poco. I disegni poi sono estremamente semplici, essenziali e classici per il genere shoujo, tuttavia il mancato eccesso di retini stucchevoli ne denota una certa cura in alcuni suoi aspetti. Per gli amanti del genere e dell’anime in sé, recuperarsi questi due volumi non è un fastidio, anzi. Tuttavia, bisogna sapere cosa c’è dietro e prepararsi a ciò che ne consegue.




Gabriele Gemignani

Written by: Gabriele Gemignani

Nato in povertà e cresciuto in un ambiente dove erano i valori a portare avanti la vita delle persone, cerco sempre di seguire fino alla mia stessa autodistruzione ogni settore che stuzzica il mio interesse. La passione è ciò che mi muove e la curiosità è ciò che mi fa resistere nonostante le difficoltà della vita. Quando devo recensire qualcosa però non è l’emozione a guidarmi, ma la stessa passione che mi sprona. La mia è una costante ricerca di ciò che è veramente bello, non solo fuori, ma anche dentro. Seguitemi dunque nella mia caccia alla ricerca di prodotti che soddisfino le mie esigenze, nella speranza che vi sia di aiuto con le vostre stesse valutazioni o, semplicemente, nell’acquisto di un fumetto, di una serie animata, di un libro o di un videogioco.

HAVOC POINT

Havoc Point non costituisce una testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilità dei materiali. Pertanto non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della Legge. n. 62 del 7/3/2001.
Tutti i marchi riportati appartengono ai legittimi proprietari.
Tutti i diritti sono riservati.