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The Last Of Us Part II – I timori, le speranze e le certezze

The Last of Us 2 Ellie

Con il passare delle generazioni risulta essere quasi del tutto “naturale” cercare di enfatizzare in modo quasi esasperante le esperienze e le emozioni vissute in passato, ponendo invece in linea di massima poca importanza al presente. Questo concetto traslato a piè pari anche nel mondo videoludico si manifesta principalmente nell’animo dei videogiocatori “navigati”, ma inaspettatamente quando si parla di Naughty Dog e soprattutto di The Last Of Us questa “differenziazione temporale” risulta svanire di fronte ad una vera e propria pietra miliare del videogioco, che sin dal primo istante ha conquistato i cuori di migliaia di giocatori, desiderosi di rivivere ancora una volta (e forse per l’ultima) le vicende di Joel ed Ellie.

A seguito dell’inaspettato reveal avvenuto alla Playstation Experience del 2016 il titolo si è mostrato nel corso di questi anni quel tanto che basta per far sognare ancora una volta gli appassionati ed anche a seguito dell’ultimo spettacolare trailer che ha decisamente monopolizzato l’E3, l’ultima fatica di Naughty Dog ancora una volta si presenta  a livello tecnico e grafico una spanna sopra alle attuali produzioni in circolazione, e stando ai rumor trapelati in rete probabilmente l’esclusiva Sony uscirà nell’ultimo periodo di produzione di PS4, per incorniciare una generazione che appunto  ha regalato davvero esperienze indimenticabili.

Ellie sarà l’unico personaggio giocabile.

Cosa stai facendo ragazzina?

Dopo tante peripezie abbiamo lasciato alla fine del primo capitolo Joel ed Ellie che si promettevano, poco prima di ritornare alla contea di Jackson, di continuare a sopravvivere insieme in questo mondo che nella sua interezza ha ormai perso del tutto la sua umanità. Cionondimeno noi avidi fruitori, entrati visceralmente nell’animo dei due, abbiamo letteralmente il bisogno di scoprire cosa accadrà ai nostri due protagonisti. Sappiamo che Ellie ha acquisito con il trascorrere degli anni una maturità tale da poter agire anche senza le direttive del suo “vecchio” Joel, ove quest’ultimo, per la sua imperiosa mancanza dai filmati mostrati, rappresenta tutt’oggi il vero “segreto di Pulcinella“. Questo capitolo non si tratta di un vero e proprio sequel dislocato a livello cronologico ma principalmente come una continuazione lineare del primo capitolo, tesi corroborata anche dalla stessa Naughty Dog che ha adottato una nomenclatura utilizzata principalmente in ambito filmico per sottolineare il medesimo scopo.

Sono stati mostrati nel corso dei vari trailer anche nuovi personaggi ed addirittura degli antagonisti facenti probabilmente parte di  un culto religioso che sicuramente avremo modo di approfondire nel corso della nostra  esperienza di gioco, ma lasciandovi libera interpretazione su questi ultimi e senza sprofondare in complottistiche teorie, risulta maggiorente catartico focalizzarci principalmente sull’oggettiva brutalità che hanno acquisito gli avvenimenti con esecuzioni, impiccagioni e veri e propri atti di violenza all’ennesima potenza rispetto al suo predecessore che si rispecchiano in un’ambientazione fotorealistica, più evocativa rispetto al passato e più pericolosa anche grazie alla repentina mutazione del cordycepes (il virus del primo The Last Of Us), ormai probabilmente radicato non solo nel corpo degli infetti ma anche nel regno animale, mettendo ancor di più a rischio l’esistenza di un umanità che dopo aver perso la sua moralità nella sua inettitudine cerca solo di autodistruggersi.

Neil Druckmann ha ribadito la forte presenza di infetti in questo secondo capitolo.

I timori

Fino ad oggi posso con tutta sicurezza affermare che Naughty Dog detiene un pedigree di tutto rispetto e del tutto invidiabile, in grado di non tradire mai le vicissitudini dell’utenza e garantendo un’evoluzione a livello narrativo e di gameplay che in tutti i suoi lavori si percepisce. Naturalmente la software house dovrà far fronte stavolta a tutte le sue risorse per poter garantire quantomeno un livello di appetibilità superiore rispetto al primo capitolo che ha letteralmente segnato la scorsa generazione di console. Una bella sfida, insomma: rispettare le aspettative e le richieste dei giocatori non sarà un obiettivo semplice.

Le speranze

Contemporaneamente ai timori sopracitati bisogna pur sempre ricordare che si sta parlando di Naughty Dog, ed oltre ad innalzare qualitativamente l’asticella, proprio per un fattore principalmente di fiducia corroborata negli anni, quello mostrato all’E3 2018 rappresenta oggettivamente di tutt’altra caratura rispetto a quello che siamo abituati a vedere. Dopo aver analizzato ogni fotogramma potremmo sospettare un ragionevole downgrade a livello grafico, ma le speranze sono tante pur non tenendo minimamente in considerazione alcune insensate polemiche che addirittura sostengono che la demo mostrata a questo E3 non rappresenti in realtà il prodotto finale, ma concepita con il solo ed unico scopo di monopolizzare la fiera.

Le certezze

A seguito di un’intervista rilasciata nel corso dell’E3 2018, il creative director, Neil Druckmann, ha diradato alcuni dubbi che erano ormai divenuti oggetto di speculazione, fra tutti il fatto che Ellie sarà l’unico personaggio giocabile e che la storia potrebbe snodarsi attraverso dei salti temporali come avvenuto nel DLC “Left Behind”, preannunciando inoltre un notevole miglioramento dell’IA dei nemici ed un crafting smussato e più accessibile anche a chi non è particolarmente avvezzo a questa meccanica. Insomma, dovremo aspettare ancora un bel po per poter mettere le mani su questo The Last Of Us Part II ma l’attesa, ormai insostenibile, cresce ogni giorno di più.

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