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Marvel’s Spider-Man – Recensione

Marvel's Spider-Man

Da tanti anni il fumetto non è più ancorato alla sola carta, ma fa parte di un mondo molto più vasto composto da film, serie televisive e ovviamente videogiochi. Grazie a questi altri media alcuni eroi sono poi entrati nell’immaginario collettivo e non solo in quello dei fan del cartaceo. Al livello videoludico abbiamo avuto parecchi titoli basati sugli eroi DC e Marvel e negli ultimi anni Batman Arkham non ha solo permesso di vedere un Cavaliere Oscuro come mai prima d’ora, ma ha creato un vero e proprio stile di combattimento, il freeflow system. Nella scuderia della Casa delle Idee invece c’era un altro eroe che stava per sbarcare, Spider-Man. Batman e Spider-Man sono in fondo legati da alcuni fattori comuni, tanto da farli vivere un’avventura insieme nel 1995. Sono due uomini che falliscono, si disperano e sentono il peso di una città sulle proprie spalle. Quindi è ovvio che con l’annuncio di Marvel’s Spider-Man tutti i riflettori fossero puntati su Insomniac Games, che in passato ha realizzato Ratchet & Clank e Sunset Overdrive.

Personalmente ho un rapporto particolare con Peter Parker e quindi con il suo alter ego. Spesso associamo un’opera a qualcosa o qualcuno e per me si tratta proprio di questo. Il fumetto di Stan Lee e Steve Ditko lo associo a una persona che aveva un paio di anni in più dei miei e che ormai non è più tra noi. Vengono in mente dei ricordi di un’estate, del parco dei divertimenti e tante piccolezze di cui non parlerò qui. Fatto sta che Spider-Man ha un’importanza enorme non solo per il fumetto e per la mia passione, ma anche per quei ricordi meravigliosi. Inutile dire quindi che la mia attesa era maggiore rispetto a quella di tanti altri, anche se non lo facevo notare. Ora che il gioco non è solo completo, ma platinato, posso dire la mia senza peli sulla lingua, solo con un po’ di quella sana nostalgia.

New York… New York

Da grandi poteri…

Prima di parlare della storia in se, bisogna dire qualcosa, non è vero? Iniziamo col dire che in quest’avventura Peter Parker non è un ragazzino delle sue prime avventure, ma nemmeno un adulto pronto a svelare al mondo la sua identità. Siamo a una versione del giovane che ormai è da otto anni un vigilante mascherato e al livello estetico sembra in effetti uscito dai racconti di Dan Slott, che infatti è presente tra gli sceneggiatori insieme a Jon Paquette, Benjamin Arfmann e Christos Gage. Parlando degli altri sceneggiatori, è facile vedere come siano legati al mondo dei fumetti Marvel e non solo. Cage ha scritto ad esempio alcuni episodi di Law & Order, Daredevil e nell’ambito videoludico The Amazin Spider-Man 2, ma questi sono alcuni dei suoi lavori. Slott però è quello di cui si percepisce di più all’interno della sceneggiatura sia in alcune soluzioni delle quest, sia della linea generale del personaggio. Detto questo, partiamo con la storia. Ma ricordate sempre che si tratta di una realtà alternativa, dove le cose non sono uguali ai fumetti.

Peter Parker è un giovane che ha già finito gli studi, ha lavorato per un periodo al Daily Bugle e nel gioco lo troviamo insieme a Otto Octavius presso le Octavius Industries. Il suo genio è molto d’aiuto al vecchio mentore e il lavoro verso la creazione delle protesi perfette prosegue, nonostante le difficoltà avanti. Questo fino alla fine dei lavori posti dal sindaco di New York Norman Osborn. Prima però abbiamo consegnato alla giustizia il boss della malavita Kingpin, scatenando la lotta al potere di tutte le piccole gang della città. Intanto in città compare un nuovo nemico, Mister Negativo, il cui alter ego è quello di Martin Lì. Scopriamo che la Zia May lavora per la sua organizzazione benefica, la F.E.A.S.T., da circa cinque anni. Questo vuol dire ovviamente comparato alla timeline reale, siamo molto più avanti di Amazing Spider-Man #546. Shocker è pronto a tutto pur di eseguire gli ordini di Mister Negativo e ciò che si percepisce in lui è la paura, che lo rende ancora più pericoloso e folle. La main quest del gioco ha una durata complessiva di circa 20 ore se giocate alla media difficoltà.

La sceneggiatura del gioco ha dei punti forti da non sottovalutare come una forte caratterizzazione dei personaggi principali e anche di qualche villain. Come ho detto, si sente l’impronta di Dan Slott, che nel mondo Marvel era colui che diede vita a Mister Negativo. Ovviamente coloro che hanno amato la sua epoca di scrittura continueranno ad apprezzare anche il gioco, che sfrutta le stesse modalità di soluzione e di fanbase. Se sia una cosa negativa o positiva non so dire, dipende dal vostro amore per lo sceneggiatore. Grazie a Christos Cage abbiamo anche tantissima qualità cinematografica, tanto che a tratti sembra di vedere una serie animata a puntate o un lunghissimo film. Bisogna anche dire che Christos Cage è l’uomo che a ottobre tirerà Spider-Man del gioco su PS4 all’interno dell’universo Marvel nella miniserie evento Spider-Geddon. Ma ne parleremo a ottobre sempre su queste pagine. Inutile dire comunque che la presenza di Miles Morales ha un solo significato, ma vi lascio indovinare qualora non conosceste i fumetti.

Una visita a casa di Ted e Marshall

New York baby…

Come ormai tutti sanno sicuramente, Marvel’s Spider-Man è un gioco open-world in cui è possibile esplorare la divisione più famosa della città di New York, Manhattan. E in questo paragrafo vorrei parlarvi proprio della città e della sua costruzione. Inutile dire che la trasposizione dell’intera Manhattan con i suoi quartieri ha necessitato di piccoli rimaneggiamenti strutturali in termini di grandezza. Se ovviamente volate da un palazzo all’altro, non potete notare questo, ma quando si passeggia tra le vie e si osservano le piccole differenze con la realtà, sì. Ad esempio passeggiando per Broadway non troverete mai la W. 55 st. o almeno non dalla parte giusta. Sono delle piccolezze che in fondo non hanno nemmneno rilevanza e non sto qui a dire che la realizzazione è di fattura scadente.

Tutt’altro invece. La ricreazione della città ha dell’incredibile quasi da ogni punto di vista e se amate la città e desiderate scoprirne ogni angolo, anche questo gioco fa a caso vostro. Personalmente ho ritrovato sia la via dove è ambientato How i Met Your Mother che Friends e ovviamente sono quelle piccolezze che dimostrano anche di quanto siano stati folli i ragazzi di Insomniac a decidere le vie da mettere, ricrearle nei punti giusti (quasi sempre) e darci una città che pullula di vita.

Quest’ultimo punto è un po’ particolare, perché, le persone che vedremo saranno solo dei manichini senza alcun valore, ma la quantità delle persone e la cura per i più piccoli dettagli vince su tutto. La cura è infatti incredibile sia per le vie che per quello che contengono e non mi stupirei se perdeste più tempo a scoprire la città che a fare le missioni secondarie.

Bisogna spendere una parolina anche per quanto concerne le missioni secondarie. Queste le possiamo dividere in tre tipologie. La prima riguarda l’auto che potremo fornire ad alcuni cittadini. Come un buon amichevole Spider-Man di quartiere, avremo delle persone alle prese con i loro problemi personali e ovviamente dovremo cercare di aiutare queste a tutti i costi. Le missioni saranno piuttosto semplici ovviamente, ma almeno non si limiteranno all’andare dal punto A al punto B. In secondo luogo avremo la città piena di covi criminali da ripulire usando la forza bruta. Man mano che la storia andrà avanti, anche il numero dei covi aumenterà. Il mio consiglio è di cercare di fare più avamposti, covi e crimini possibili strada facendo, ma questo se vi interessa ottenere il platino. La terza tipologia delle missioni sarà quella basata sul fotografare alcuni luoghi particolari della città, aiutare Harry Osborn (che non vedremo mai) con le sue ricerche e prendere i nostri vecchi zaini. Questi conterranno alcuni piccoli dettagli riguardo al passato di Peter e guardando meglio potrete trovare anche qualche piccolo easter egg. Osservando una cartolina ad esempio, potremo vedere la firma di Eddie Brock. Va detto che alcune missioni sembrano ispirarsi in modo chiaro a Arkham Kinght. Avremo per dire anche la controparte delle missioni AR che metteranno a dura prova le nostre capacità.

Mary Jane

Non servono rivoluzioni

Di solito, quando esce un titolo molto atteso si parla sempre di una possibile rivoluzione che teoricamente questo dovrebbe portare sul mercato. Non sono d’accordo su questo punto e vorrei chiarire che a rivoluzionare qualcosa sono pochi titoli ogni tot numero di anni, ma serve davvero volere ciò ogni volta? Non rischia di diventare una semplice attesa di poi finirà quasi sempre male? Finché un titolo diverte e trasmette delle emozioni, non si dovrebbe pensare alla rivoluzione di qualche genere. In fondo, guardando un film o leggendo un libro, difficilmente cercate delle rivoluzioni.

Parlando di gameplay, invece, questo gioco è tanto divertente quando ben scritto e di buona fattura al livello del level design. Come sapete da tempo ormai lontano, il sistema di combattimento si ispira al buon freeflow system introdotto con la saga del Cavaliere Oscuro. Ovviamente sono state fatte delle dovute modifiche al riguardo per rendere tutto molto più godibile con Spidey. Il personaggio come sapete è veloce e scattante ed è questo il punto di forza durante le lotte. Andremo da un capo all’altro del ring in poche mosse schivando proiettili e missili in arrivo. Non avremo il contrattacco classico, ma piuttosto la possibilità di schivare il colpo in arrivo mettendoci in posizione più comoda per riempire di pugni il povero nemico. Con questo non finisce però la nostra possibilità di migliorare. I tanti gadget presenti permetteranno al protagonista di sfruttare tantissime abilità e mosse nascose che in certi momenti aiuteranno senza alcun dubbio. Quindi ricordate che la freneticità è la parola d’ordine. Questo però ogni tanto si ripercuote sulla telecamera. Senza la possibilità di mettere nel focus un solo avversario, capiteranno i momenti in cui sapremo solo di dover premere quadrato e cerchio fino alla visione stabile della situazione. Le sequenze stealth invece sono talvolta troppe artificiose e stancano in quanto in confronto alla concorrenza, come Batman, si sente ancora che si tratta di un lavoro fin troppo acerbo. Molte delle missioni (come quelle in cui si ripuliscono i covi) possono essere stealth sono nella parte iniziale, ma successivamente si tratta sempre di picchiare a più non posso. Successivamente ci saranno anche le missioni dedicate al hacking, ma queste non vi daranno alcun fastidio in particolare. Infine altre missioni serviranno a sbloccare la mappa e qui dovremo semplicemente sincronizzare due onde differenti.

Ora però parliamo delle ragnatele. Come può esserci un Spider-Man senza le sue tele capaci di attaccarsi a qualsiasi superficie? Ebbene il lavoro svolto dai ragazzi di Insomniac Games eccelle anche in questo campo. Seguendo una certa fisica, il nostro protagonista dovrà per forza usare degli edifici e gli alberi. Senza quelli il nostro massimo sarà sempre e solo un altissimo salto e qualche piroetta. Questo crea ovviamente una possibile ricerca di appigli per creare più velocità di movimento. In questo gioca un grande ruolo anche la fisica, che ci permetterà di gettarci in basso tra le vie della città per acquisire più velocità e riprenderci all’ultimo con una tela salvatrice. Anche durante i combattimenti le tele sono di vitale importanza e permettono al ragno di spostarsi da un punto all’altro in modo veloce e immediato. Altresì possono essere usate per intrappolare i nemici e poi mille usi diversi. Quindi posso ribadire che non servono evoluzioni o rivoluzioni, ma l’uso sapiente di ciò che si ha a disposizione.

Sembra quasi una fotografia…

Un film interattivo

Una mia grande paura fin dal primo trailer era il comparto grafico che avremo visto poi a gioco ultimato. C’era in fondo una sorta di preoccupazione di vedere un titolo sottotono dal punto di vista grafico, sopratutto vista la mole di lavoro che viene fatto dal sistema sulla città. Invece, mi sono ritrovato in una città che a tratti potrebbe passare per realistica con qualche piccola accortezza. I dettagli sui palazzi, le vie, e i vicoletti mi ha ricordato un po’ quel modo certosino dei ragazzi di Rocksteady di realizzare il loro Batman, che già anni fa raggiungeva qualche piccola vetta. Gli effetti di luce su Manhattan giocano sempre il loro effetto e regalano non emozioni da ogni punto di vista, ma ovviamente a sorprendere maggiormente è il nostro protagonista. In base al costume che indosseremo potremo vedere un realismo che si aggiunge o si toglie al personaggio, ma rimarranno sempre le precise e sinuose linee del suo costume. In quei casi il livello del dettaglio supera l’immaginabile con la possibilità di vedere addirittura la suola delle scarpe, che cambierà in base al costume.

Tolta la maschera, troveremo un Peter Parker adulto e come ho detto prima, ispirato alle run di Dan Slott. Il giovane Peter è realizzato in modo realistico, ma allo stesso tempo leggermente cartoon, ma in ogni caso le espressioni facciali sono realistiche ed emozionano in alcuni punti, dando la comicità in altri. Mary Jane è stata ricreata in modo tale da essere realistica, ma allo stesso semplice come la più bella delle ragazze della porta accanto. Allo stesso modo anche altri personaggi sembrano usciti da un film e talvolta le loro espressioni hanno dell’incredibile.

La colonna sonora che accompagna il titolo invece è abbastanza classica per un gioco d’azione, ma c’è un brano in particolare che tutto voi (come me) ricorderete. Si tratta del brano che accompagna i salti in picchiata del protagonista. Le melodie pacate e lente del viaggio si trasformeranno in quelle più possenti capaci di dare una cerca carica. Le altre musiche invece sono abbastanza classiche, ma sono comunque capaci di dare la giusta emozione, che incrementerà l’azione sullo schermo.

Sorridi Parker… sei sulla copertina

Daily Bugle

Come praticamente ogni titolo di questa generazione, anche Marvel’s Spider-Man ha una sua modalità foto. Questa potrebbe rappresentare tranquillamente un minigioco a parte che vi prenderà ore di divertimento. La ricerca della miglior inquadratura e del miglior momento sarà lunga, certo, ma vi assicuro che alcuni momenti sono di una spettacolarità che ha dell’incredibile. In altri momenti riuscirete a creare delle immagini che sembreranno delle foto vere e proprie. Ovviamente la parte principale, Spider-Man, potrà essere utilizzata addirittura per creare il modello perfetto per i futuri disegnatori.

Marvel's Spider-Man
  • 9/10
    - 9/10
9/10

Commento Finale

Marvel’s Spider-Man rappresenta un titolo divertente da giocare ed emozionante da vivere sul nostro schermo televisivo. Si tratta di un gioco che non voleva e doveva rivoluzionare niente, ma ha la capacità di sfruttare ogni minimo momento per creare quelle belle emozioni che ogni fan sognava di vivere da anni e anni. La storia prende alcuni autori di spicco della Casa delle Idee, che creano la storia perfetta che sembra essere uscita da un film o direttamente dai film. Graficamente invece ci troveremo in una Manhattan quasi perfetta in ogni suo dettaglio, tanto da ricreare addirittura le vie reali. Altresì anche graficamente durante i nostri spostamenti e combattimenti troveremo una storia da vivere e rivivere più e più.

Sull'autore

Rostislav Kovalskiy

Rostislav Kovalskiy

Un giovane appassionato del mondo videoludico e di tutto ciò che lo circonda. Cresciuto con i videogiochi e libri tra le mani ha deciso di unire la sua passione per la scrittura con quella per i videogiochi ed ecco perché si trova qui.

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