Articoli Speciali

Steins;Gate: un capolavoro da non lasciarsi sfuggire

L'”anime“, un neologismo coniato in terra nipponica che indica prodotti dedicati all’animazione giapponese è un fenomeno culturale che, nato verso la fine degli anni settanta ma esploso nel successivo decennio ha inopinabilmente influenzato a livello etico, artistico e sociale i fruitori di questo vero e proprio medium d’intrattenimento attraverso capolavori senza tempo che ne hanno segnato l’irrimediabile proliferazione di un bacino d’utenza addivenuto via via sempre meno stratificato sia a livello di genere che di età.
Nel corso degli anni tante altre metodologie d’intrattenimento hanno preso ispirazione dai, volgarmente definiti dalla massa poco prima della globalizzazione, “cartoni animati giapponesi” come per esempio il mondo videoludico che in determinati casi ha rivitalizzato determinati brand nati come anime e divenuti poi anche videogiochi, ma quest’oggi invece ci concentreremo su un esempio che rappresenta l’esatto opposto dell’affermazione avallata pocanzi poichè Steins;Gate è un franchise nato come visual novel grazie ad una collaborazione fra 5pb. Games e Nitroplus uscita nel lontano 2009 che riscosse un enorme successo per la sua profondità narrativa e per la sua longevità tali da meritarsi una trasposizione animata sviluppata in modo davvero impeccabile da White Fox Ltd che, aiutata da autori del calibro di Takuya Saito (JoJo’s Bizarre Adventure) e dallo sceneggiatore Jukki Handa (Fate/stay night), sono riusciti ad amplificare all’ennesima potenza in ben 25 episodi, tra l’altro disponibili sia sulla piattaforma di streaming Netflix che gratuitamente anche su VVVVID, un susseguirsi di avvenimenti che seppur inizialmente tremendamente stereotipati, lenti e flemmatici atti principalmente ad introdurci i vari personaggi diverranno con tanta maestria e coerenza narrativa un concatenamento di eventi che metteranno a nudo la fragilità del giovane scienziato pazzo Rintaro Okabe ritrovatosi suo malgrado a trascendere addirittura le leggi dello spazio tempo…”senza dubbio è sempre stato questo il volere di Steins;Gate”.

Shiina Mayuri e Kurisu Makise, due personalità estremamente diverse ma legate dal “volere di Steins;Gate”

Coerenze paradossali

Per carpire nella sua interezza le vicende che prendono piede nel laboratorio di Gadget futuristici di Akihabara bisognerà altresì rimanere ben attenti e concentrati, ma la bellezza della serie risiede proprio nella sua disarmante semplicità con cui vengono esplicitate le argomentazioni non facendoci mai perdere il classico “filo conduttore” da un salto temporale all’altro, avendo al contempo la capacità di non esser mai ripetitiva e ridondante nel suo prosecuzio pur inequivocabilmente detenendo una notevole quantità di dimostrazioni scientifiche (per motivi registici in alcuni frangenti minimizzati rispetto alla visual novel) che evidenziano una cura per i dettagli che sicuramente gli appassionati di fisica quantistica e viaggi temporali apprezzeranno all’unanimità.
Tuffarsi in quest’avventura fuori dall’ordinario significherà anche imparare a conoscere personaggi come Mayuri, Daru, Fairis, Lukako, Moeka, Suzuha e Kurisu, ove quest’ultima si presenta molto spesso al centro di memorabili momenti d’ilarità che oltre a sdrammatizzare alcune situazioni riusciranno a farci apprezzare la profonda caratterizzazione dei vari membri del laboratorio e sopratutto di Okabe, una personalità abbastanza controversa che nella sua eccentricità arriverà a scontrarsi con la sua controparte che lui stesso idolatra quando si autodefinisce Kyouma Hououin alter ego che, inizialmente predominante, progressivamente si eclisserà nella seconda parte della storia lasciando emergere difatti un personaggio molto più maturo e mosso da fini nobili: rimediare ai propri errori e salvare il mondo dalle malefiche macchinazioni dell’associazione segreta chiamata SERN in procinto di conquistare e dominare il mondo.

Alle prese con le D-mail.

Paradossi esistenziali

L’esistenzialità degli argomenti trattati in Steins;Gate prendono in parte spunto dalla leggenda metropolitana della mistica figura del “viaggiatore nel tempo” John Titor (alias TimeTravel_0) che in un world wide web ancora agli albori asseriva sul suo forum personale di esser ritornato a cavallo degli anni 2000 per recuperare il tanto bramato IBN 5100 che a suo dire detiene delle “capacità nascoste” e volutamente celate dal team di sviluppo che dovranno esser decrittate tra mille peripezie dal nostro scienziato pazzo e dal suo team in un laboratorio tutt’altro che tale e pregno di una marea di gadget futuristici per la maggior parte inutili che in effetti rappresentano l’allegorica insofferenza creativa di Okarin che pur perseguendo la tanto bramata figura di Kyouma finirà col dover irrimediabilmente accettare la triste e dura realtà che lo circonda…o forse no, sta a voi scoprirlo!
Insomma se siete appassionati di speculazioni, mistero e viaggi temporali avete trovato davvero pane per i vostri denti, poichè Steins;Gate è un’epopea contemporanea che sfiora il labile confine della distopia rendendosi al contempo un costrutto avveniristico, contornato da concetti ipotetici come il viaggio nel tempo e l’esistenza di infinite realtà parallele nonché di principi complessi come quello della causalità, dell’effetto farfalla e della relatività temporale, di sicuro non adatta a tutti, ma che vi farà rimanere incollati allo schermo non solo per carpirne “il fine“, la morale, ma vi emozionerà al punto tale da rimpiangere di non aver scoperto un capolavoro dell’animazione che merita di esser apprezzato, contemplato ed amato pur non trattando tematiche originali ma detenendo un’autorialità che poche volte si percepisce in un’opera che difatti rappresenta il connubio perfetto tra due realtà: quella animata e quella videoludica che in tanti altri prodotti troppo spesso differiscono andando così a minare una coerenza ed una linearità ludo-narrativa tanto bramata da chi è appassionato di belle storie nella sua globalità.