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Dakar 18 – Recensione

L’imprescindibile mantra che antepone l’intrattenimento e la sfida all’interno di un’opera di natura videoludica rappresenta il cuore di un medium in continua ed irreversibile miglioramento che, come la tecnologia in generale non finisce mai di stupire. Proprio queste due imprescindibili caratteristiche si sono esponenzialmente acuite sempre di più avendo a disposizione degli hardware tutt’ora in grado a tutti gli effetti di garantire in certi casi esperienze simulative, soprattutto nell’ambito racing.
Dai vecchissimi Gran Prix e Pole Position di fine anni ’80 questo genere seppur con alti e bassi ne ha fatto di strada ed oggi dopo averlo sviscerato appieno siamo pronti per parlare dell’ultima fatica di Bigmoon Studios, il talentuoso team portoghese che prima di realizzare questa sua prima IP ha dovuto lavorare, principalmente da comprimaria, in tanti altri titoli del genere come alcuni dei Moto GP targati Milestone passando poi ad alcuni giochi della serie WRC, ma nonostante l’esperienza acquisita sul campo il loro principale obiettivo era quello di compiere un’impresa diversa dall’ordinario, la realizzazione di un gioco di corse che rompesse la tradizione ma al contempo abbracciando le peculiarità di una delle competizioni più complesse, pericolose ed affascinanti al mondo…insomma preparatevi ad affrontare le insidiose lande di Perù, Bolivia ed Argentina nel nuovissimo Dakar 18.

La mitica Peugeot 205 Turbo 16 di Ari Vatanen che vinse la competizione per ben quattro volte.

Come acqua nel deserto:

Il Rally Dakar, che forse in molti ricorderanno col nome di Parigi-Dakar è stata fondata da Thierry Sabine che, dopo aver rischiato di perdersi nel deserto durante la Abidjan-Nizza nel 1976, decise di creare un rally raid che percorresse la direzione inversa toccando tutti i paesi dell’Africa nord-occidentale e diverse zone dell’Africa centrale e meridionale divenendo altresì indiscutibilmente il ramo più famoso nonché estremo, dell’intero panorama sportivo in termini automobilistici. L’intera competizione tradizionalmente inaugurata in Europa giungeva dopo aver attraversato diversi paesi dell’Africa e il deserto del Sahara, appunto in Dakar ma nel 2008 l’intera manifestazione venne anzitempo annullata a causa di conflitti politici e militari di natura assai note in quelle insidiose lande ed a seguito anche di alcune minacce terroristiche ricevute poco prima della disputa fu irrimediabilmente spostata l’anno successivo in Sud America assumendo la nomenclatura di Rally-Dakar che tutt’oggi affascina ancora tanti appassionati amanti delle sfide estreme.
Con partenza da Buenos Aires i piloti devono cimentarsi senza mappe, smartphone o altri apparecchi elettronici nell’affrontare ben quattordici tappe per un percorso di oltre 9000 km a cui partecipano da tutto il mondo auto, moto, truck, quad e SxS con le parti meccaniche rinforzate per le sollecitazioni e le condizioni estreme che posso indubbiamente portare ad un facile ritiro ma al contempo riponendo tutte le speranze e le abilità nel decifrare le uniche indicazioni rilasciate sul road book per poter accumulare punti, non ricevere penalità e, soprattutto, di arrivare alla fine senza perdersi. Ed è proprio la sensazione di smarrimento che noi da meri spettatori tanto temiamo al solo contemplare le gesta dei partecipanti che riesce a manifestarsi con una fedeltà impressionante ed in tutta la sua crudeltà in quest’opera di natura videoludica che fa della simulazione e della realisticità il suo punto di forza nonché il suo apice assoluto, in una competizione nella quale la velocità non è tutto ma dovrà esser accompagnata anche da una buona dose di scaltrezza, da una maniacale strategia e da un pò di fortuna che come di consueto non guasta mai.

Un HUD di gioco da comprendere e scoprire man mano.

Perdersi e perdere ad oltranza

Non vi illudete di cantar vittoria tanto facilmente poiché capiterà sin dai primi istanti del gioco, se non si ha particolare dimestichezza nell’orientarsi con le mappe e con la bussola, di perdersi inesorabilmente nei meandri di un costrutto vastissimo, vivido e raggiungibile in ogni suo piccolo angolo che corrobora ancora una volta il fatto che questo Dakar 18 è un gioco dalle dimensioni colossali che riproduce in un vasto open world lo stesso tracciato dell’edizione 2018 del vero Rally-Dakar tanto che è presente addirittura la possibilità di passeggiare con il proprio alter ego nel bel mezzo del nulla alché porterà la nostra controparte digitale probabilmente a maledire il giorno in cui sarà sotto la nostra inesperta egida.
Come se non fosse già abbastanza complicato, il gioco implementa tre livelli di difficoltà di cui solo la prima, Rookie, prevede un supporto sotto forma di una piccola freccia direzionale che aiuta il giocatore alle prime armi ad orientarsi tra i vari checkpoint del road book. Abbiamo poi la difficoltà intermedia, Competitor, adatta ad una fascia d’utenza che ha già acquisito senza troppe pretese delle meccaniche altresì facilmente intuibili ma difficili da metter in pratica, ed infine il gradino più alto, Legend, che non presenta alcuna facilitazione ma che è altamente consigliata ai veri esperti. A seconda della difficoltà scelta poco prima di una tappa essa andrà intrinsecamente ad influire anche l’andamento delle gare nella loro globalità poiché nel primo caso a difficoltà bassa avremo la possibilità di tornare fino a un massimo di tre volte all’ultimo checkpoint, qualora ci perdessimo mentre invece nel secondo caso dovremo trascorrere molto più tempo per ritrovare la retta via o, con tutta le frustrazione del caso, arrivare addirittura a ricominciare la gara.
Altro elemento assolutamente da non trascurare sono le condizioni dei nostri mezzi che improvvisamente possono avere problemi meccanici o ritrovarsi a corto di carburante, per cui premere sull’acceleratore “ a tavoletta” non è quasi mai una buona idea ed ergo conviene dapprima studiare con calma ogni terreno che si attraversa per evitare di subire danni contro rocce, alberi, dune o sabbie mobili realizzate tuttavia con un comparto grafico d’impatto, grazie all’ausilio dell’Unreal Engine 4, che riesce in tante occasioni a regalare un bel colpo d’occhio ed anzi raggiungendo il suo punto più alto quando si contemplano i vari veicoli presenti che sono stati realizzati, a seguito anche delle licenze ufficiali acquisite, con una minuziosità sconvolgente.

Nonostante la bellezza del panorama che ci circonda bisogna inequivocabilmente riportare in auge alcune macroscopiche sbavature come le texture non sempre reattive al nostro passaggio oppure un effetto poup-up troppo marcato che risultano essere non propriamente al passo con gli ultimi prodotti usciti sul mercato pur venendo in parte colmati da una profondtà di gameplay che pur andando in contrasto con una fisica riprodotta in modo alquanto approssimativo e che rappresenta il vero punto debole del gioco, nella sua globalità vuole conquistare il videogiocatore in cerca di una sfida estrema.

  • 6.6/10
    - 6.6/10
6.6/10

Commento finale

Da come ormai potete ben dedurre questo Dakar 18 è un videogioco non adatto a tutti, un esperimento targato Bigmoon Studios che nonostante alcune scelte di design e di gameplay inopinabilmente criticabili riproduce fedelmente quella che è la competizione sportiva più estrema al mondo. Per i non appassionati dello sport sarà una sfida ancora più impegnativa prender dimestichezza con la competizione ma dopo tante ore e soprattutto tanta pratica è un videogioco in grado di regalarvi tante soddisfazioni.

Sull'autore

Francesco Palmiero

Enciclopedizzare, narrare, contemplare e condividere insieme l'arte videoludica.