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Fantastici Quattro #4 – Recensione

Fantastici Quattro #4

Con i Fantastici Quattro tornati a essere una famiglia dobbiamo prepararci sicuramente per altre nuove avventure oltre ogni limite. Questo credo che sia scontato come il sole che sorge al mattino. La famiglia si è finalmente riunita, ha combattuto e ora è pronta a tornare a casa insieme a tutti gli altri membri che hanno intervenuto durante la lotta. La storia della nuova run di questa storica serie è sicuramente avvincente, ma serve ancora un po’ per entrare nel vivo degli eventi e manca pochissimo allo storico matrimonio tanto atteso. Intanto Dan Slott ci porta verso la Terra con le matite di Stefano Caselli.

Si torna a casa

Dopo la pesante battaglia nel multiverso la famiglia riunita è pronta per dirigersi verso casa, nel proprio universo. Ad accompagnarli ci sono tutti gli altri eroi che ormai fanno parte dei FF e che sono pronti per dare la vita per i propri amici. Parte ovviamente anche l’addio alle civiltà create nel multiverso, ma sulla terra qualcosa è cambiato. Arrivati sul pianeta terra, Reed e Susan si ritrovano senza il Baxter Building e con alcune scoperte che ovviamente noi conosciamo già (Spider-Man che diventa un riccone e successivamente va in bancarotta). Ed è sempre sulla terra che gli FF e noi veniamo a conoscenza di un nuovo quartetto di eroi, i Fantastix. Un gruppo simile al nostro, ma diverso allo stesso tempo.

Bentornati

Dan Slott porta finalmente i Fantastici Quattro sul pianeta terra. Abbiamo di nuovo la famiglia riunita e anche senza una casa, si tratta sempre di una famiglia unita e grazie ai due albi di Marvel 2 in 1 possiamo vedere alcuni risvolti tra i personaggi. Dan Slott dalla sua gioca le carte lentamente, ma ognuna di queste è vincente. La storia deve ancora ingranare semplicemente perché abbiamo avuto solo un motivo per riportare i personaggi a casa e inoltre manca il matrimonio. Si tratta però di un inizio che considero delicato e sopratutto rispettoso del passato. Le matite invece stavolta non sono firmate da Sara Pichelli, ma da Stefano Caselli, che raccoglie la sfida con il suo tratto preciso, ma leggermente abbozzato. Non si tratta di una nota di demerito però, ma semplicemente di una constatazione e alla fine proprio questa sua caratteristica. I dettagli la fanno da padrona con una grande cura per i fondali e quindi per l’ambiente circostante.

Sull'autore

Rostislav Kovalskiy

Rostislav Kovalskiy

Un giovane appassionato del mondo videoludico e di tutto ciò che lo circonda. Cresciuto con i videogiochi e libri tra le mani ha deciso di unire la sua passione per la scrittura con quella per i videogiochi ed ecco perché si trova qui.