Hidden Agenda

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Hidden Agenda – Recensione

Sfruttando il nuovo brand Play Link della Sony, finalmente posso parlarvi di uno dei titoli di punta di questo filone. Supermassive Games ci presenta questo nuovo titolo esclusiva Sony sotto la veste di un’avventura grafica thriller. Hidden Agenda è una storia interattiva a tema poliziesco dove il giocatore, insieme agli amici intorno a lui, potrà fare delle scelte che influenzeranno il corso degli eventi in maniera considerevole.

Il gioco tratta del mistero intorno al caso di un serial killer con un modus operandi molto particolare che, colto in flagrante, sarà arrestato e condannato a morte. In terza persona, saremo resi partecipi delle indagini sia seguendo la storyline di Becky Marney, la detective, sia quella di Felicity Graves, il procuratore. Attraverso una storia di inganni, tradimenti, pedofilia e sfruttamento minorile, i giocatori dovranno prendere in mano le redini del gioco per arrivare alla soluzione finale che, a seconda delle decisioni prese, salverà la vita di un uomo o la condannerà…

La schermata visualizzabile dal proprio telefono che ti fa interagire con il gioco.

Un mistero nelle nostre mani

Hidden Agenda è, senza mezzi termini, il prodotto più vicino alla cinematografia della Supermassive Games, anche grazie a una resa grafica decisamente realistica. La storia, seppur abbastanza breve, prende le sue radici dal genere crime, ramificandosi in un susseguirsi di eventi definiti dalla volontà propria del giocatore, entro certi limiti. Con l’ausilio del proprio telefono, usando un’app apposita scaricabile dagli store Android ed Apple, il controller diventa dunque uno strumento secondario, dando spazio al nuovo centro di comando. Attraverso dunque lo smartphone, riusciamo a interagire con il gioco, connettendoci in modo abbastanza semplice e visualizzando tutte le informazioni principali tramite lo schermo del nostro dispositivo.

Essendo un’avventura grafica sconvolta dalle nostre scelte, il gioco presenta diversi sviluppi di trama che, ovviamente, non possono essere risolti in un solo tentativo. Il meccanismo delle route è piuttosto semplice: le scelte più importanti creano diversi binari sui quali la trama può proseguire, portando quindi a diverse evoluzioni e finali. Per fare questa semplice operazione, ci sono due modi: consultarsi con gli amici e decidere insieme l’andazzo della storia, o decidere di testa propria giocando da soli (scelta sconsigliata, visto che è pensato per essere giocato da più persone). Utilizzando il telefono come controller, ci verrà chiesto di spostare il cursore sullo schermo tramite il touch del nostro cellulare, garantendo una reazione sul monitor che, effettivamente, non sempre arriva puntuale e talvolta richiede qualche secondo prima che ti permetta di muoverti (cosa che, in una sfida a tempo, è veramente un fastidio).

Per evitare spoiler, ecco la situazione precedente a una ricerca di indizi dove, comunque, il gioco ci propone di indagare nelle vicinanze o entrare direttamente nella roulotte.

Il telefono non funziona solo come un semplice controller, ma anzi permette anche di avere l’accesso alla fantomatica agenda di gioco dove, attraverso un pratico menù, potremo vedere tutti i dati delle indagini, da i dossier sugli indagati alle informazioni generiche sui portagonisti. Oltre a questo, persino gli oggetti ritrovati attraverso le indagini sul campo possono essere visualizzati come indizi nell’agenda, agevolando l’investigatore nell’arrivare alla soluzione. La critica più grande che posso muovere a questo sistema è il puntamento in sé che, oltre a farti trovare gli indizi, deve anche permetterti di fare le tue scelte quando necessario. In quei momenti, soprattutto se distratti, non è difficile dirigersi verso la casella sbagliata a causa della difficoltà nel controllare con precisione il cursore. In un gioco del genere, dove ogni scelta è importante, è sicuramente una rottura avere un sistema di puntamento poco efficace. Nessun problema riscontrato nei Quick Time Event, che sono piuttosto semplici e non richiedono grandissima precisione.

Interessante la gestione delle scelte che si riflettono sul lato caratteriale delle persone, in modo da costruire diversi rapporti a seconda della soluzione selezionata, arrivando con le giuste opzioni a salvare delle persone da accuse infondate fornendo loro alibi. Decisamente, la rigiocabilità del gioco è molto alta grazie al sistema multi-scelta che influenza moltissimo la sceneggiatura, nonostante il giocatore ricopra un ruolo puramente in terza persona. In pratica, è come assistere a un film. Fa piacere il fatto che sia quantomeno interessante e, se giocato tutto d’un fiato, riesce anche a farti percepire la tensione durante gli avvenimenti principali del gioco. Altre scene invece risultano piuttosto ambigue, con inquadrature piuttosto particolari che potrebbero preannunciare attività sessuali fra giovani donne, e che invece si risolvono in un nulla di fatto. Candele accese, luce soffusa, sguardi molesti, vicinanza sospetta… Tutti elementi che facevano presupporre una cosa sola. Peccato non sia andata in porto.

Il modus operandi delle scelte è abbastanza semplice: due riquadri nei quali far scivolare il nostro dito per intraprendere una diversa direzione.

Questo mi fa arrivare all’ultimo punto cruciale della recensione, la resa grafica. Come già detto, essendo molto realistica riesce a dare un’impostazione molto d’impatto, rendendo il tutto molto credibile sopratuttto dal punto di vista delle espressioni. Quest’ultime sono state veramente ben curate, rendendo la maggior parte dei personaggi veri ed enfatizzandone la loro personalità. Il labiale talvolta non segue la stessa linea qualitativa, lasciando spesso a desiderare con movimenti troppo macchinosi o addirittura fastidiosi. Per quanto concerne il doppiaggio, sia in inglese che in italiano riesce a rendere piuttosto bene lo stato d’animo dei personaggi, dando un’interpretazione sicuramente non da film, ma accettabile per un videogioco.

COMMENTO FINALE

Hidden Agenda si è dimostrato un gioco particolarmente interessante e divertente da giocare in compagnia. Sentivo la mancanza di giochi offline da fare con gli amici e spero veramente che questo filone cominci a spopolare, costruendo la strada verso il ritorno di fiamma del multigiocatore locale, fin troppo abbandonato nelle ultime generazioni di console.




The Good

  • Ottimo utilizzo della scelta multipla
  • Un buon poliziesco capace di intrattenere a dovere
  • Buona rigiocabilità grazie alle route multiple
  • Ottima resa grafica, soprattutto grazie all'espressività dei personaggi
  • Doppiaggio niente male

The Bad

  • Controllo del cursore tramite telefono fin troppo grezzo
  • Labiale non sempre perfetto
  • Sconveniente da giocare in solitario
  • Se non giocato tutto d'un fiato, la tensione viene smorzata fin troppo facilmente
7.0
Gabriele Gemignani

Written by: Gabriele Gemignani

Nato in povertà e cresciuto in un ambiente dove erano i valori a portare avanti la vita delle persone, cerco sempre di seguire fino alla mia stessa autodistruzione ogni settore che stuzzica il mio interesse. La passione è ciò che mi muove e la curiosità è ciò che mi fa resistere nonostante le difficoltà della vita. Quando devo recensire qualcosa però non è l’emozione a guidarmi, ma la stessa passione che mi sprona. La mia è una costante ricerca di ciò che è veramente bello, non solo fuori, ma anche dentro. Seguitemi dunque nella mia caccia alla ricerca di prodotti che soddisfino le mie esigenze, nella speranza che vi sia di aiuto con le vostre stesse valutazioni o, semplicemente, nell’acquisto di un fumetto, di una serie animata, di un libro o di un videogioco.

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