XCOM 2

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XCOM 2: War of the Chosen – Recensione

Ad un anno del suo tardivo rilascio su console, XCOM 2 si aggiorna con una corposa espansione, War of the Chosen, che mira ad evolvere storia e gameplay in ogni direzione possibile. XCOM 2: War of the Chosen, non si integra esattamente con il gioco principale; infatti, al momento di avviare il gioco, ci verrà chiesto di selezionare la campagna. Potremo quindi scegliere se giocare XCOM 2 in versione aggiornata o “liscia”. Questa separazione è necessaria perché War of the Chosen non è una campagna standalone, ma una versione alternativa della normale campagna, in cui le cose accadono in maniera un po’ differente. Quali sono quindi queste differenze?




I prescelti

Iniziamo dal titolo, chi sono questi Chosen? Chi sono i Prescelti? Queste potenti creature non sono altro che la diretta conseguenza dei piani degli alieni Anziani svelati alla fine di XCOM: Enemy Unknown, le cui origini e scopo ci saranno rivelati in maniera frammentaria dalle molte linee di dialogo con cui comunicheranno con noi ad ogni scontro, e con dei filmati appositi che ci sveleranno da vicino i retroscena del loro rapporto con gli Anziani. A seconda della zona del mondo in cui ci troveremo, potremo essere attaccati da uno dei prescelti. Ognuno di loro è differente, con diverse abilità e diversa personalità. Quest’ultimo tratto in particolare, è ben reso dall’ottimo doppiaggio in italiano di cui gode XCOM 2: War of the Chosen. A prescindere dalle loro abilità, i prescelti avranno la possibilità di rapire i nostri soldati per estorcere loro informazioni, riempiendo la rispettiva e preoccupante barra rossa che aggiungerà un certo grado di ansia alla partita, come se non bastasse l’onnipresente indicatore del progetto Avatar. Tuttavia, XCOM 2: War of the Chosen controbilancia lo svantaggio che avremo a causa della presenza di questi esseri con dei potenti nuovi alleati.

La resistenza

La resistenza contro gli alieni, in XCOM 2: War of the Chosen, prende le distanze da quelle astratte presenze dell’episodio base, in cui la presenza di civili organizzati a resistere alla ADVENT era rappresentata da civili indifesi e male armati, torri radio e mercati neri. Sono ben tre le fazioni con cui avremo a che fare, non in ottimi rapporti tra di loro, ma disposte ad unirsi sotto la guida del Comandante, ed a fornirci un aiuto concreto contro la minaccia aliena. Avremo ad esempio una schermata in cui mese per mese potremo scegliere potenziamenti simili a quelli che già adottavano gli alieni con gli “Eventi Oscuri”. Tali perks si sbloccano “prestando” i nostri soldati ai vari gruppi della resistenza, per portare a termine missioni segrete il cui successo dipende dall’abilità dei soldati e dalle risorse che decideremo di assegnare. Tali missioni possono anche concludersi con un’imboscata, che dovremo giocare attivamente per tirare fuori i nostri soldati sani e salvi, col ferimento di un XCOM, o con la sua cattura da parte di un prescelto.

Validi Alleati

Ognuna delle fazioni della resistenza ci fornirà uno dei suoi migliori soldati per supportarci. Tali potenti personaggi apparterranno alla classe associata alla propria fazione, e non condivideranno nulla con i normali XCOM, neppure le armi. I Mietitori sono la frangia più estremista della resistenza, e rifiutano di utilizzare qualsivoglia manufatto alieno, armi comprese, preferendo l’uso di potenti fucili da cecchino e di mine, oltre alle loro eccezionali capacità stealth, che consentono loro di colpire senza essere neppure individuati, rendendo questi guerrieri la classe più divertente da utilizzare in tutto il gioco. Di tutt’altra pasta sono i Guerriglieri, una banda composta interamente da soldati ibridi della ADVENT i quali, liberi dal controllo mentale, si ribellano contro i loro creatori. I soldati di questa fazione sono caratterizzati da una grande mobilità, che permette loro di compiere molte azioni per turno, e di muoversi rapidamente attraverso il campo di battaglia utilizzando il rampino. Il rampino può essere utilizzato anche per avvicinarsi o per avvicinare fulmineamente i nemici per poi colpirli con un potente attacco corpo a corpo in grado di stordirli. Un guerrigliero di alto livello è più simile ad una versione fantascientifica di Scorpion, piuttosto che ad un XCOM. L’ultima fazione è quella dei Templari: potenti utilizzatori dell’energia psionica, ma molto meno sottili dei potenti psionici XCOM. Se questi ultimi infatti, sono simili a subdoli maghi, i Templari sono brutali combattenti corpo a corpo che utilizzano lame di luce che si alimentano dei loro poteri mentali, in grado di spostarsi o rendersi invulnerabili dopo ogni attacco, armati di una debole pistola che però usano con maestria, e dotati di altri poteri psionici minori; in pratica, qualcosa di molto simile ad un Guerriero Jedi.

Apocalisse dispersa

Vi ricordate dei misteriosi contenitori di sostanza verde dei precedenti episodi? In XCOM 2: War of the Chosen essi rivelano finalmente il loro scopo: quello di infettare la popolazione terrestre per tramutarli in Dispersi, praticamente, delle vere e proprie orde di zombi. I Dispersi non si muovono nel turno degli alieni e della ADVENT, ma rappresentano una vera e propria fazione a parte, e agiranno sia contro i nostri fedeli soldati, che contro i nostri nemici extraterrestri. Sono in grado di correre, arrampicarsi e scendere in modo sgraziato da grandi altezze, proprio come noi, e normalmente prenderanno di mira l’avversario più vicino per circondarlo ed attaccarlo. Ad ogni esplosione sul campo di battaglia ne arriverà un gruppetto di 5 o 6, attirato dal forte rumore. Per fortuna, nonostante il loro grande numero, hanno una mortale debolezza: il colpo alla testa. No, questa meccanica non è determinata dall’abilità del giocatore, né dalla precisione del soldato che spara, semplicemente, se colpiremo ed ammazzeremo un disperso con un’arma da fuoco, l’azione di attacco ci sarà regalata, facendo proseguire il turno e consentendoci potenzialmente di fare fuori tutti i mostri in vista fino all’esaurimento delle munizioni. Non è da sottovalutare comunque l’importanza tattica di una terza forza sul campo, talvolta, pur di distrarre gli alieni dal colpirci, potremo rischiare e lasciare appositamente qualche disperso nei loro paraggi, forzando uno scontro tra i nostri nemici e risparmiando punti salute.

Affinare i pregi

Le novità introdotte in questa XCOM 2: War of the Chosen non si limitano ai nuovi alleati e nemici. La storia stessa è stata adattata in modo da integrare perfettamente le novità, facendo rientrare nel quadro anche le due espansioni proposte in precedenza, quella che introduce i robot, e l’altra con i maledetti abomini della dottoressa Vahlen. Lo stealth, che nelle incarnazioni precedenti di XCOM 2 era abbastanza problematico, è stato molto migliorato, mossa obbligata, visto le meccaniche dei Mietitori, ed ora i soldati che lavorano spesso insieme potranno sviluppare un legame che darà loro accesso ad abilità di squadra quando sono impegnati nello stesso combattimento. Altra novità è quella dei punti abilità, che gli XCOM guadagneranno compiendo azioni particolari in battaglia. Ogni soldato avrà una riserva personale di punti utili ad imparare abilità aggiuntive, anche estranee alla classe di appartenenza, ma troveremo anche una riserva comune di punti aggiuntivi da suddividere a piacimento.

COMMENTO FINALE

Nonostante War of the Chosen rappresenti un ulteriore passo avanti per questa già grande serie, non è esente da difetti. I caricamenti già molto lunghi della prima versione sono ulteriormente dilatati dalla quantità di contenuto aggiuntivo, e spesso avremo a che fare con fastidiosi glitch legati allo spostamento delle nostre unità, ma non ci girerò troppo intorno, il problema principale sono i frequenti – e ripeto – frequenti crash del gioco, almeno nella versione console. A metà del gioco, un caricamento su sei crashava, verso la fine addirittura uno su quattro. XCOM 2 è forse troppo per una console, ed il cattivo adattamento dell’espansione, anche dopo un pesante aggiornamento, peggiora tutto l’insieme. Anche questa volta dunque, se volete nuovamente combattere gli alieni in grande stile, dovrete scendere a compromessi con la vostra pazienza, ma vi posso assicurare che ne varrà la pena, davvero.




The Good

  • Ben integrata col gioco originale
  • Aggiunte azzeccate

The Bad

  • Caricamenti lunghi e frequenti
  • I crash metteranno a dura prova la vostra pazienza
8.0
Michele “Azzie Threadbare” Sabatino

Written by: Michele “Azzie Threadbare” Sabatino

È convinto che il valore di una persona si misuri soprattutto in base al tempo che riesce a dedicare alle proprie passioni, a prescindere dagli altri impegni. Ha la straordinaria capacità di inventare cose che già esistono e di dire cose incredibili che diventano ovvietà pochi anni dopo. Inoltre gli piacciono i videogiochi, motivo principale per cui scrive qui.

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