Zombie Vikings

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Zombie Vikings – Recensione

Dallo sviluppatore indie svedese Zoink!, noto per aver dato alla luce il divertente e particolare Stick It to the Man, arriva una nuova folle avventura, intitolata Zombie Vikings. L’idea alla base del prodotto è molto semplice: sterminare orde e orde di nemici, in un picchiaduro a scorrimento bizzarro e irriverente. Vediamo dunque se il titolo targato Zoink! merita i nostri soldi o l’indifferenza generale.

Zombie Vikings PS4

Divertimento spensierato

Cominciamo anzitutto col dire che Zombie Vikings ha avuto una storia sfortunata, venendo contrapposto a titoli di case di sviluppo più popolari, finendo così col passare in secondo piano al momento della messa sul mercato. Detto questo, specifichiamo subito che questo picchiaduro a scorrimento, a base di non morti e battute esilaranti, merita davvero tantissimo.

La modalità cooperativa, sia online che in locale (fino a 4 giocatori contemporaneamente), riesce a rendere il titolo perfetto per serate spensierate con gli amici, passate a pestare vermi giganti e lanciare teste di cadaveri parlanti. La story mode si avvale di un’idea di fondo semplice quanto efficace: Odino, come al solito troppo pieno di sè per notare il perfido Loki che trama alle sue spalle, riesce ad essere così distratto da farsi rubare dal fratello un bulbo oculare. Il possente dio nordico a questo punto, non potendo contare sull’aiuto di Thor, probabilmente affaccendato a fare a cazzotti coi Chitauri in qualche pellicola Marvel, decide di reclutare quattro valorosi guerrieri vichinghi: Gunborg, Seagurd, Hedgy e Caw-kaa.

Gunborg è l’incarnazione del barbaro tipica dei GDR occidentali, ignorante quanto basta per avanzare senza problemi attraverso orde di nemici, capace inoltre di pompare al massimo le proprie braccia fino a scoppiare. Seagurd è probabilmente il più nauseabondo fra i quattro, una chimera fra un vichingo e un polipo che spruzza inchiostro velenoso dal sedere. Caw-ka invece è la regina dei corvi, veloce e letale, capace di usare i suoi seguaci pennuti come arma contro gli avversari. Infine abbiamo Hedgy, una piccola peste azzannatrice che attacca senza pietà tutti i nemici. I nostri eroi dovranno fronteggiare oltre 25 livelli per compiere la missione assegnata dal distratto Odino. Saranno all’altezza del perfido Loki e riusciranno a portare in salvo il bottino rubato?




Una grottesca parodia della società e del videogame moderno

Ciò che subito risalta all’occhio, fin dai primi livelli, è l’audacia degli sceneggiatori i quali non risparmiano frecciate e prese in giro alla società moderna. Prendiamo ad esempio il dialogo presente alla fine del primo livello: i nostri eroi sono alle prese con un verme che ha rubato il capo ad uno zombie, per sentire l’ebrezza di essere uomo. Comincia così a comportarsi proprio come l’utente medio di Facebook e Instagram, chiedendo ai membri della sua famiglia di mettersi in posa per un selfie. Questo costituisce solo un assaggio delle perle di sceneggiatura messe a disposizione dai ragazzi di Zoink. Il punto forte del titolo risiede dunque non tanto nel gameplay, semplice ed efficace, ma nella scrittura irriverente che sorregge l’intera impalcatura videoludica e rende l’avanzare nella storia piacevolissimo, soprattutto se in compagnia di altri giocatori in locale.

Gli equipaggiamenti messi a disposizione poi, miscelano elementi tipici del gdr (ad esempio “uno scudo che aumenta i nostri HP”) a trovate folli e disturbanti che rispecchiano in pieno lo stile goliardico dell’intero titolo. Potremo infatti pestare a sangue i nostri nemici avvalendoci di pesci-martello, gatti o puzzole ed altre armi non convenzionali, che rendono il tutto ancora più assurdo. Upgrades e nuove armi potranno essere acquisiti utilizzando le monete d’oro raccolte nel corso dei livelli affrontati. Da precisare inoltre che, oltre alla modalità storia, potremo godere di una interessante modalità arena. Il tutto è contornato da uno stile grafico particolare ed accattivante, che ricorda tanto da vicino Rayman Origins e compagni. Non male per un prodotto indipendente vero?

Zombie Vikings

Lo stile che vince sulla noia

Inutile specificare che Zombie Vikings presenta tutti i difetti tipici del genere. La quantità di mosse a nostre disposizione è numerosa, con la possibilità di sferrare attacchi normali o caricati, utilizzare manovre speciali diverse a seconda del personaggio, parare gli attacchi con lo scudo e lanciare oggetti, o teste di cadaveri o qualsivoglia stramberia. Il difetto di questo quadro, all’apparenza interessante dal punto di vista del gameplay, è la ripetitività delle nostre azioni. Zombie Vikings infatti, se non giocato in gruppo con gli amici, potrebbe facilmente dare noia in singolo. Specifichiamo però che si tratta di una possibilità e non una certezza, considerando comunque l’eccellente qualità di dialoghi e situazioni messe sul piatto. Il tutto viene scandito da una colonna sonora appropriata al contesto, permeata da un grottesco senso dell’humor.

COMMENTO FINALE

In conclusione possiamo dire che Zombie Vikings rappresenta una piccola perla indie del picchiaduro a scorrimento. Una grafica accattivante, dialoghi ben scritti, di sicuro impatto, e una modalità cooperativa divertente e spensierata fanno di questo titolo un must per tutti coloro che vogliono ottenere il massimo da una serata fra amici. Non sarà certo un capolavoro, e non riesce a raggiungere l’eccellenza di giochi nati da più illustri case di sviluppo, ma le ore di divertimento che Zombie Vikings offre varranno ogni euro speso per l’acquisto.




The Good

  • Dialoghi a dir poco esilaranti
  • Situazioni assurde ben congegnate
  • Grafica particolare e accattivante
  • Multiplayer cooperativo divertente

The Bad

  • In singolo può facilmente annoiare
8.0

Written by: Danilo Abate

Classe 1990, viene cresciuto a suon di Tekken 3, Crash Bandicoot e Resident Evil, e ciò inevitabilmente influisce sulla sua psiche, dando origine a una creatura ossessionata da tutto ciò che è possibile giocare tramite un controller. Ha una grande passione per la scrittura e per il mondo del cinema in generale. Nel frattempo si è specializzato in Biologia Molecolare. Punti cardine della sua cultura nerd: Metal Gear Solid, Sin City, Spielberg e Scrubs.

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