Not A Hero (PC) – Recensione

Sviluppatore: Roll7

Editore: Devolver Digital

Data di uscita: 14 maggio 2015
Piattaforma: PC (Steam, GoG, Humble), prossimamente PS4 e PS Vita.
Genere:
Platform

Di solito mi piace iniziare con un paragrafo in corsivo, uno “stacchetto” introduttivo per rompere il ghiaccio. Questa volta però è davvero dura, in quanto l’ultima fatica dei Roll7 (creatori dei due celebri OlliOlli, per intenderci) insiste in maniera talmente ottusa nel voler essere divertente da risultare deleterio solo sopra le righe.

Not A Hero è sbarcato su Steam e GoG qualche settimana fa, ed è in dirittura di arrivo ancora meglio non specificata su PS Vita e PS4. Esso si pone come uno sparatutto/platform a due dimensioni, in cui i riflessi e la presa di decisioni giuste in maniera istintiva porta alla sopravvivenza piuttosto che al game over. Data l’assenza di checkpoint di qualsivoglia tipo, i livelli più lunghi necessitano di buoni riflessi e gestione delle situazioni potenzialmente fatali al fine di non essere costretti a ricominciare dal punto di partenza. Ma andiamo con ordine.

 

Not A Hero
BOOM! Fate sempre in modo di avere una finestra in cui infilarvi (anche col vetro, niente paura). Cadere da un’altezza eccessiva significa rompersi il collo.

Sparatorie elettorali

È tempo di elezioni, tempo di promesse e di campagne propagandistiche. Tuttavia il candidato in questione, BunnyLord (quel tipo grosso e viola), ha deciso di mandare Steve (primo personaggio disponibile di 9 totali) e compagnia bella a fare piazza pulita di gran parte della criminalità organizzata (talvolta anch’essa in possesso di propri candidati in corsa). Not A Hero, quindi, si sviluppa in 21 livelli in cui dovremo sbarazzarci di chiunque ci ostacoli la strada, facendo attenzione agli obiettivi da svolgere. A questo proposito, ve ne sono anche di secondari, il cui completamento con successo vi permetterà di aumentare il punteggio complessivo al fine di sbloccare man mano l’intera scuderia di personaggi giocabili. Ciascuno di essi è in possesso di sistema di offesa unico e peculiare, e sarà selezionabile prima di intraprendere ciascuna missione (tutte rigiocabili ancora e ancora).

 

Not A Hero
Al termine di ogni missione si riceverà una valutazione. In questa sono stato bravo.

Le azioni che possiamo compiere in Not A Hero, frecce direzionali a parte, sono quattro: scivolata, fuoco, ricarica dell’arma e “oggetto speciale” (bombe a mano ed altre diavolerie che troveremo nel corso delle partite). Il sistema di “copertura”, una meccanica a dir poco fondamentale, è stata innestata proprio nel primo comando elencato. Ci troveremo quindi a fare glissate incredibili sulle superfici in maniera da mettere il nostro non-eroe al riparo dal fuoco nemico, ma sempre pronto ad andare temporalmente allo scoperto per rispondere adeguatamente a destra e a manca. Tale sovrapposizione, tuttavia, si rivela una scelta non particolarmente saggia, in quanto ci troveremo nell’impossibilità di metterci al sicuro semplicemente in un punto in cui ci troviamo già. Inoltre, i nostri detrattori sono tutti, a parte eccezioni sporadiche, “infettati” dall’algoritmo “se mi tocchi ti sbatto via” (a una distanza non elevata ma neppure indifferente). Tale fattore che potrebbe dare il via, nel caso malaugurato di trovarsi tra due antagonisti, a partite velocissime di ping pong degne di una finale internazionale: in questi casi l’unico modo per uscirne è sparare “un po’ come ci pare” (per dirla con un eufemismo), sperando che uno dei due si stanchi di palleggiare con noi (letteralmente). Degno di menzione, infine, è il fatto che la nostra barra dei punti vita (composta da 5 segmenti in orizzontale) si ricaricherà abbastanza in fretta se riusciremo a non subire danni nel tempo necessario della ripresa.

 

Not A Hero
Esporsi al momento giusto per ricevere meno danni possibile è fondamentale.

Conclusione

Not A Hero è un titolo accessibile, ma duro da padroneggiare. La colonna sonora dalla deriva elettronica accompagnerà le vostre scorribande sanguinarie alla perfezione, talvolta regalandoci sfumature retro godibili. Le meccaniche di gioco sono nel complesso buone, ma penalizzate dalla scelta di sovrapporre il comando di copertura a quello della scivolata. Il titolo purtroppo, come anticipato, presenta un umorismo talmente insistente da risultare pesante e deleterio, tanto da avermi privato del desiderio di leggere i monologhi di BunnyLord posti all’inizio (e al termine) di ciascuna missione dopo appena dieci minuti. Curiosità: il nostro aspirante sindaco si esprime con una sequenza di versi incomprensibili (che tendono a sfociare in leggeri “clic”, dovuti probabilmente a un taglio netto dell’audio originale), ma riportati correttamente in inglese in forma di sottotitoli. Tutti gli altri personaggi, invece, sono muniti ciascuno di un insieme di frasi che interverranno nel pieno dell’azione (gradito soprattutto da chi predilige l’inglese con accento londinese).

 

Not A Hero

 

Insomma, Not A Hero si dimostra un titolo godibile ma non privo di magagne, e quando questi difetti vanno ad intaccare la godibilità delle meccaniche di gioco, purtroppo, hanno il loro peso. Non sono mai riuscito a fare sessioni più lunghe di mezz’ora, ma tornare sui propri passi cercando di affrontare di nuovo quella missione con un personaggio diverso (o cercare di completare gli obiettivi secondari di ciascuna) potrebbe rivelarsi un fattore che potrebbe far scattare la scintilla in alcuni di voi. Vi ricordo, come citato all’inizio, che l’unico checkpoint esistente è l’inizio dei livelli stessi. Finite schiena a terra a 2 metri dalla fine? Rifa. Talvolta ciò si verifica a causa di “sorprese” finali, che potrebbero risultare frustranti e dispettose.

Nota tecnica: Not A Hero, all’avvio, ogni tanto si presenta affetto da rallentamenti e scatti di azione insopportabili sin dal menu. Riavviare il gioco risolve la cosa, ma si tratta comunque di un’anomalia.

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