Over the Garden Wall – Recensione

Dopo Adventure Time nasce un nuovo cartone da Patrick McHale, Over the Garden Wall. Sarà riuscito a sorprenderci?

Over the Garden Wall

La fantasia è il mezzo più potente che abbiamo per creare delle storie magiche e talvolta contorte. Lo sa bene quel genio di Patrick McHale, che dopo aver creato Adventure Time si è dedicato allo sviluppo di una miniserie targata Cartoon Network e che a tutti gli effetti si presente come una controparte matura delle avventure di Finn e Jake. Con Over the Garden Wall scompare la spensieratezza del precedente cartone e si fa strada una tematica più profonda, più cupa e complessa e tanti sono i riferimenti alle famose fiabe che siamo abituati ad ascoltare. In questa recensione vogliamo raccontarvi la nostra al riguardo, dando anche uno sguardo al doppiaggio, che in edizione italiana ha visto Sio e Cristina D’avena doppiare i protagonisti.

L’avventura nell’Igonoto

Over the Garden Wall è una miniserie di dieci episodi che narra le avventure di due fratelli, Wirt e Greg che insieme dovranno attraversare un tetro bosco per tornare a casa. Una cosa piuttosto semplice a primo impatto. Il bosco nasconde infatti molti molte insidie, ma allo stesso tempo molti personaggi bizzarri, ma innocui. Persone che probabilmente hanno ormai perduto il senno della ragione e che vivono la loro particolarità come se fosse la normalità. I due incontrano Beatrice, un uccellino parlante che vorrà aiutarci e che nasconde anch’ella un grande segreto.

I due fratelli vagheranno per il bosco senza conoscere la direzione da intraprendere e senza avere un vero aiuto. Due fratelli tanto diversi, ma legati tra loro. Wirt è il classico adolescente un po’ impacciato e molto pauroso che cerca di farsi forte per il proprio fratello. Quest’ultimo, Greg, è invece un bambino spensierato, che vive tutto come una meravigliosa avventura al limite del reale e non si spaventa nemmeno quando vede Beatrice che parla la lingua degli umani. La sua fantasia spazia ovunque ed egli trova sempre un pretesto per essere di buon umore o per intonare un allegro canto.

Gli altri personaggi riempiono le puntate con le proprie bizzarrie con una stravaganza, ma allo stesso tempo con una naturalezza incredibile. Il taglialegna, un povero uomo che vaga nel bosco e raccoglie la legna per creare l’olio per la lanterna tra tutti si rivelerà forse uno dei pochi personaggi amichevoli, anche se non sembrerà cosi al primo impatto. Nel corso di tutta l’avventura poi i due verranno perseguitati dalla Bestia, un essere che potrebbe sembrare quasi mitologico, ma che in realtà è molto più reale di quanto si pensi.

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Ma quanto siamo belli!

Adventure Time ci ha catapultati in un mondo in cui i colori sembravano messi con il secchiello e tutto ciò funzionava (e funziona) davvero alla grande. Con Over the Garden Wall invece ci troviamo di fronte a un opera davvero completa e particolare, che riesce a stupire lo spettatore fin dal primo istante. I personaggi sono dipinti sempre in un modo semplice, ma con i colori più cupi e spenti e ciò dona già di per sé un’aria particolare. Il punto forte però arriva non appena diamo un’occhiata all’ambientazione. Questa sembra infatti un quadro, olio su tela, talmente bello da rapire all’istante. L’unione dei personaggi piuttosto semplici e dell’ambiente cosi sofisticato fa quasi sembrare questo un anime dello Studio Ghibli. I colori autunnali dominano quasi sempre la scena, ma ogni tanto il bianco invernale prende il sopravvento e il freddo si impossessa anche dello spettatore.

Over the Garden Wall è un cartone che come abbiamo detto prima prende molto dalle fiabe, ma anche dai racconti horror. Alcuni personaggi e ambientazioni potranno ricordarci altresì lo stesso Studio Ghibli e i suoi personaggi, come ad esempio la vecchietta dagli occhi immensi. Troveremo molteplici riferimenti ad Hansel e Gretel, Alice nel Paese delle Meraviglie, Il mago di OZ e cosi via. Una costellazione di riferimenti che faranno piacere ai più acuti e abbastanza adulti. Un bambino infatti difficilmente coglierà i tanti riferimenti oscuri che il cartone trasmette. Precisiamo però che non si tratta di cose negative, ma più macabre e tristi. Sono infatti tante le teorie che girano attorno alla storia del cartone, ma noi non vogliamo parlarvi di queste, o almeno non in questa recensione.

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Musica maestro!

Uno dei lati più sorprendenti è quello musicale. Quasi tutte le puntate contengono un qualche brano creato appositamente per Over the Garden Wall. Le canzoni spaziano tra i vari generi, senza stancare mai, appassionando di secondo in secondo. La sola sigla d’apertura finisce per creare un atmosfera onirica, che preclude già l’aria che si respirerà nella miniserie. La fusione dei colori e dei suoni finisce per creare il giusto mix di bellezza e stravaganza.

Una nota dolente invece va fatta al doppiaggio italiano. Sio doppia i due fratelli in una maniera al quanto imbarazzante, rovinando tutto ciò che abbiamo elogiato prima. A tratti sembra infatti di trovarci nel mezzo del film parodia: Lo Svarione degli Anelli. Trattandosi però di un’opera molto diversa dallo Svarione il tutto finisce per stonare in una maniera terribile. Non si salva nemmeno Cristina D’Avena, che doppia Beatrice. Contando poi che nella versione originale troviamo dei doppiatori come Elijah Wood e Melanie Lynskey e il magistarle Christopher Lloyd troviamo insensata la scelta italiana.

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Sull'autore

Rostislav Kovalskiy

Un giovane appassionato del mondo videoludico e di tutto ciò che lo circonda. Cresciuto con i videogiochi e libri tra le mani ha deciso di unire la sua passione per la scrittura con quella per i videogiochi ed ecco perché si trova qui.

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