Intervista ad Alfredo Castelli

È sempre un grande piacere, nonché onore, scambiare due parole con una persona di cosi grande spicco come Alfredo Castelli. Nato nel 47, è presente da ben 50 anni nel panorama fumettistico italiano e che molti ricorderanno per quella gran serie, Martyn Mystère. Ha sceneggiato dei capisaldi come Ken Parker, Topolino, Diabolik ecc… Ecco cosa è uscito fuori dalla nostra breve chiacchierata.

Rostislav: Lei lavora nel campo del fumetti da ormai 50 anni e quest’anno ha vinto il premio Micheluzzi alla carriera. Si aspettava di vincere qualcosa?

Alfredo: No, non mi aspettavo di vincere qualcosa anche perché questo premio non esisteva fino al 2015. Avevo immaginato che succedesse qualcosa perché non essendo tonto ho notato dei piccoli movimenti, però sinceramente non sapevo che cosa ed è stata quindi una bella sorpresa davvero. Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno fatto un disegno sul book del ricordo, che mi ha trasmesso certe emozioni.

Alfredo Castelli

R: Il altri paesi il digitale sta andando davvero bene, mentre qui in Italia si è ancora restii a leggere in questo formato secondo lei, qual’è il motivo?

A: Beh in altri paesi il digitale sta andando benino, ma non favolosamente (per quanto concerne i fumetti n.d.r.). Si legge di più che in Italia e io ho il sospetto che sia perché in digitale spesso si comprano quei libri che non andrebbero in casa in forma cartacea. Ad esempio, io leggo moltissimo in digitale perché magari sono quei libri che altrimenti non li leggerei. Parlo del classico giallo o quello che è e che mi ingombrano spazio. Il digitale è la loro forma migliore. Con il libro funziona bene, ma con il fumetto un po’ meno. Mi sembra una forma di aberrazione, non so per quale ragione. Ritengo quindi che il fumetto si continuerà a leggere in cartaceo.

R: Una domanda banale, classica e che ha sentito tante volte. Come ha iniziato a lavorare nel campo del fumetto?

A: Beh l’idea del raccontare mi è sempre piaciuta, come penso a chiunque ami raccontare qualcosa. Ero appassionato di Walt Disney, più del cartone animato che del fumetto e poi ho provato, semplicemente. Magari avrei potuto a provare a scrivere un romanzo, ma il fumetto ha vinto grazie alla sua narrazione per immagini.

R: Ed è più facile entrare a lavorare in questo campo adesso o prima?

A: Io dico indubbiamente prima. Adesso in particolare è un momento pessimo, perché nonostante la massiccia presenza di case editrici, di quelle che effettivamente producono materiale interessante ce ne sono davvero poche. Quindi è molto difficile entrarci perché stiamo vivendo una crisi d’identità del fumetto, che secondo me adesso è alla ricerca di una nuova formula, come anche il teatro, che dopo la ricerca della sua formula l’ha trovata. Il fumetto sta cercando la sua specificità ed è un momento duro, mentre all’epoca c’era molto spazio da esplorare con grande facilità

R: Il fumetto è un mezzo narrativo davvero sorprendente, capace di raccontarci delle storie molto serie. C’è stato qualche fumetto che l’ha influenzato e toccato delle corde emotive?

A: In termini profondi credo di no. Diciamo che tutto il fumetto magari ha toccato un’unica corda emotiva, però non esiste un fumetto che mi abbia aperto gli occhi su qualcosa.

R: Milo Manara fece una copertina di Spider Woman che fu molto criticata negli Stati Uniti d’America….

A: Devo confessare che so che l’ha fatta, ma non ce l’ho presente. Chiudo gli occhi e non la vedo. Suppongo che Milo abbia fatto una delle sue donnine molto erotiche e che appunto va benissimo e che negli Stati Uniti questa cosa li abbia scandalizzati. Non mi stupisce ecco. Se pensiamo che i fumetti di un altro grande amico, Massimo Mattioli (Pinky n.d.r.) ha fatto Squeak the Mouse che era un ispirazione per Itchy & Scratchy dei Simpsons e che questo fumetto è stato ritirato dalle fumetterie, processato e chi più ne ha più ne metta per violenza e incitamento a questa. Per questo non mi stupisce che Milo abbia creato scandalo con una sua donna ragno.

R: La ringrazio per il suo tempo e le risposte.

A: Alla prossima.

Sull'autore

Rostislav Kovalskiy

Un giovane appassionato del mondo videoludico e di tutto ciò che lo circonda. Cresciuto con i videogiochi e libri tra le mani ha deciso di unire la sua passione per la scrittura con quella per i videogiochi ed ecco perché si trova qui.

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