Sunny #1 – Recensione

Sunny

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Autore: Taiyo Matsumoto

Genere: Drama

Numero volumi usciti: 2 (in corso)

Edizione italiana: J-pop

Formato: 14×21

Prezzo: 9.90

 

Trama:

Ambientato in un orfanotrofio, Sunny racconta delle vicissitudini di bambini e ragazzini residenti nell’edificio che funge, quasi tristemente, da deposito di bambini. Fra prime storie d’amore, nostalgie e pesi da dover sostenere, Sunny ci racconta come dei piccoli orfanelli crescono nel loro mondo.

Opinioni e commenti:

Nonostante il genere drama, Sunny ancora non ci ha raccontato storie strappalacrime o pregne di dubbi esistenziali, semplicemente ci ha proposto una storia agrodolce, con piccoli momenti di vita quotidiana conditi con tutti gli elementi necessari per creare un buon racconto di formazione.

I personaggi, seppur infanti, non mancano certo di caratterizzazione. Haruo, il teppistello di turno, non è altro che un sognatore, un bambino che guarda più lontano dove l’occhio riesce a scorgere. In Sunny, una macchina che, al di là delle aspettative, è solo un nascondiglio per le riviste degli adulti, Haruo e gli altri bambini immaginano una vita piena di colore, una vita dove loro sono gli eroi e girano per il mondo dove più gli piace. La fantasia la gioca da maestra. Nonostante la sua apparenza rude, Haruo (soprannominato White per i suoi capelli bianchi) si dimostrerà essere un  bambino passionale, inizierà a conoscere le sue emozioni poco alla volta e a comprendere gli ingranaggi della vita. Sei, un altro bambino lasciato nell’orfanotrofio per qualche periodo, è la perfetta rappresentazione del bambino modello, composto, educato e bravo nello studio. Nonostante la sua condotta impeccabile, il ragazzino inizierà ad odiare sempre di più l’orfanotrofio, non riconoscendolo come casa sua. Ultimo dei protagonisti è Junsuke, un altro monello caratterizzato in modo alquanto ignorante, un altro ragazzino pestifero. Da bambino qual è, inizierà a comprendere, attraverso la riparazione alle sue marachelle, la morale della vita. La sua evoluzione sarà interessante da vedere. Una sceneggiatura accattivante che, nel suo piccolo, riesce perfettamente a rappresentare le emozioni e i pensieri dei bambini, cosa che non in tutte le opere è possibile osservare.

Detto questo, l’opinione dal punto di vista introspettivo è forse esaltata dalla conoscenza dell’autore che, per chi non lo sapesse, ha anche creato il fumetto da cui è tratto la serie animata di Ping Pong the Animation, disponibile in streaming legale su vvvvid. E’ proprio da questa serie che il suo talento narrativo e la forza dei personaggi fanno ben sperare per il continuo di quest’opera che, nonostante non abbia dei ritmi ferrati nel primo volume, fa ben sperare per un seguito accattivante.

I disegni, seppur fatti con imprecisione, riescono ad estrapolare dai personaggi tutte le loro emozioni, palesandole su carta. Lo stile grafico invece vince in pieno. Adattandosi in pieno alla figura dei bambini, lo stile dell’autore riesce a rappresentare la giovinezza nel volto dei personaggi e a renderli più reali nella loro irrealtà.  Le ambientazioni, rigorosamente disegnate a mano (senza l’utilizzo di retini o di foto), rendono perfettamente giustizia all’atmosfera e anzi, ne alzano il livello grafico, soprattutto nell’ultima doppia tavola.

Il volume contiene circa 220 pagine, con le prime sette a colori. La rilegatura è accompagnata con una sovra-copertina ruvida che, come unico difetto, si rovina con facilità. Il formato grande aiuta nella lettura e la rende più gradevole, mostrando ancor di più lo splendore di alcune tavole.

Conclusioni:

Un’opera di nicchia, non adatta a tutti i palati soprattutto per lo stile grafico particolare. Fa ben sperare per un continuo miglioramento, ma il possibile sviluppo è ancora un’incognita. Prima dell’acquisto, per i più dubbiosi, consiglio la visione di Ping Pong, nel caso non vi ispiri proprio per il tratto grafico.

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Sull'autore

Gabriele Gemignani

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