Gen di Hiroshima #1 – Recensione

Gen di Hiroshima

Autore: Keiji Nakazawa

Genere: Dramma/Storico

Numero volumi: 3 (completo)

Numero volumi in italia: 2 (in corso)

Edizione italiana: 001 Edizioni

Collana: Hikari

Dimensioni: 17×24

 

Trama:
La storia è ambientata ad Hiroshima nel 1945, negli ultimi atti della seconda guerra mondiale. Il protagonista, Gen, si ritroverà con la sua famiglia a dover combattere non solo contro la giornaliera paura degli attacchi aerei americani, ma anche contro il loro stesso popolo.

 

Opinioni e commenti:

Un fumetto malinconico, dove la morte e la paura fanno da sovrani. Gen, all’inizio del racconto appena un bambino, si ritrova in un ambiente che non capisce, una situazione di guerra che per ovvi motivi non riesce a comprendere e perciò molte delle sue azioni e delle sue frasi sono incoscienti e infantili, tant’è che la preoccupazione dei genitori nei suoi riguardi viene messa alla luce pagina dopo pagina. Persino i personaggi secondari, come i militari, appaiono titubanti e spaventati in quel frangente, non convinti del loro schieramento e del motivo per il quale dovrebbero combattere i soldati nemici con armi rozze come lance fatte con il bambù. La frustrazione dei genitori nel non riuscire a sfamare i propri figli a causa della situazione e l’aver paura di lasciarli orfani accenderà l’empatia del lettore sempre di più, accrescendo la tristezza che questa opera vi proporrà. Un perfetto documentario sul Giappone durante la guerra che ci mostra un popolo giapponese per niente unito, una situazione di crisi che colpisce tutti e ci mostra perfettamente come la guerra possa distruggere uno Stato e una popolazione. Fra risse, sevizie di innocenti e corruzione, Gen non è uno spaccato solo di guerra, ma un grande volume pregno della parte più oscura dell’umanità, la parte più corrotta e il picco più basso a cui un uomo possa arrivare con la sua moralità.
L’insieme degli insegnamenti fatti attraverso la critica sociale sono di grande aiuto soprattutto per i ragazzi in più giovane età che, per colpa dell’ambiente moderno, non conoscono il rispetto reciproco né la concezione di comunità. Infatti, la città mostrata in Gen di Hiroshima fa vedere tutto meno che il sentimento di comunità. L’emancipazione la fa da padrona, continuando a farci vedere atti di bullismo e crudeltà nei confronti della famiglia del protagonista, colpevole solo di esser contro alla guerra in quanto portatrice di distruzione e povertà. Keiji mette alla prova l’onore e la morale di ogni suo personaggio, mettendolo davanti a sfide  a prima vista insormontabili e che spesso, purtroppo, sfociano in piccole tragedie.

Senza dubbio, il miglior personaggio a livello di caratterizzazione è il padre di Gen, un perfetto capofamiglia che sa cosa è meglio per i suoi cari e riesce, nonostante abbia tutta la città contro, a mantenere alto il suo orgoglio e a difendere i suoi valori, convinto di star facendo la cosa giusta.

In quanto al disegno, l’autore sa benissimo come far estrapolare le emozioni dai suoi personaggi e, nonostante il tratto non sia dei migliori, riesce comunque a dare un’atmosfera al racconto e a rendere la lettura, a livello contenutistico pesante, assai leggera e piacevole. Gli sfondi, quasi onnipresenti, ci aiutano ad immedesimarci ulteriormente nella storia, mostrando la devastazione e la povertà di un Paese in guerra e al limite.

Conclusioni:
Fra attimi di felicità in famiglia, paura, guerra, crudeltà e violenza il lettore non si annoierà mai. Una sceneggiatura perfetta rende quest’opera un vero capolavoro, degno senza dubbio della lettura da parte di tutti, dagli adulti ai più giovani. 1100 pagine di storia e di orrori del passato, pronte soltanto a farsi leggere.

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Sull'autore

Gabriele Gemignani

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