Il mistero dietro i tasti della PlayStation

Per due decenni abbiamo sormontato il mondo reale per sgattaiolarci in una dimensione chimerica e fantastica, attraverso i videogiochi. E’ stato, è, e sarà un viaggio incredibile e non abbiamo l’infima idea di terminarlo. Amore e odio, rabbia e calma, gioia e dolore: ecco cosa abbiamo provato, schiacciando gli iconici pulsanti del joypad di PlayStation, dalla sua eccezionale forma ergonomica.
I tasti della periferica sono sempre stati un mistero. Perché quelle forme stravaganti? Perché quei colori strani?
Teiyu Goto ha spiegato che le forme dei simboli della console “non sono state arbitrariamente scelte, ma in realtà significavano qualcosa”.

"Vi sono sempre state parole che hanno rappresentato il design di ogni Playstation. Le paroli chiavi di Playstation 2 sono state 'la terra, l'universo e la vita'. Il colore nero ardesia della console, il logo PS2, e la graduazione blu nello stand, evocavano immagini di vita senza limiti, da cui i nuovi contenuti, i quali i giochi sarebbero emersi."
“Vi sono sempre state parole che hanno rappresentato il design di ogni PlayStation. Le paroli chiavi di Playstation 2 sono state ‘la terra, l’universo e la vita’. Il colore nero ardesia della console, il logo PS2, e la graduazione blu nello stand, evocavano immagini di vita senza limiti, da cui i nuovi contenuti, i quali i giochi sarebbero emersi.” – Teiyu Goto

 

L’incredibile impresa

L’ingegnere e responsabile del design di Sony è stato impetuosamente coinvolto nel progetto della creazione della prima PlayStation nella primavera del remoto 1993. “Il mio capo mi ha chiesto se ero interessato nella lavorazione di una console di gioco”, ha sfarzosamente ricordato. “Mi piacciono i giochi ed ho pasticciato con loro nel mio tempo libero, quindi per me è stato fantastico lavorare su quello che mi piaceva fare di più”.
Poiché la piattaforma a 16 bit prodotta da Nintendo – ovvero il lussuoso SNES – capace di immergere il giocatore in un’esperienza edonistica ed imprescindibile, è stato un enorme successo, l’azienda non ha voluto sradicare la ricetta di base del controller, bensì ha auspicato una standardizzazione del modello con qualche novità. “Ricordo ancora che il presidente di Sony mi disse che lo ‘stick di controllo’ era la parte più importante di qualsiasi gioco. Gli piaceva davvero le impugnature sul controller perchè offriva maggior comodità all’utente”, ha affermato Goto.
“E’ stato piuttosto difficile” assegnare le lettere ed i colori ai pulsanti. Il responsabile del design si è avvicinato alla combinazione triangoloquadratocerchioX subito dopo, ed ha conferito ad ogni simbolo un significato ed un colore.

SONY DSC
Il primo joypad venduto insieme alla PlayStation

La magia dei tasti

15px Il triangolo indica il punto di vista: rappresenta una testa, o una direzione, e venne colmato di verde.
15px Il quadrato afferisce ad un foglio di carta: rappresenta i menu, i documenti e venne deciso per il rosa.
15px15px Il cerchio e la X rappresentano il sistema batsu/maru, che nel paese del Sol Levante è usato per dire si/no ai processi direzionali e vennero fatti rispettivamente rosso e blu.
Per quanto ne concerne l’Occidente, gli ultimi due tasti si invertono i ruoli: il tasto X venne adibito ad una posizione più logica per il giocatore all’infuori del suolo nipponico, che associa tale tasto come il principale.

PlayStation Logo
L’indimenticabile logo

Un design singolare

Goto vede il suo lavoro sul controller come una possibilità che giunge una volta nella vita. “Arrivare a utilizzare tali simboli semplici in un design è un’opportunità estremamente rara, ed è stato davvero un colpo di fortuna per me”, ha aggiunto l’ingegnere nipponico.
Anche le altre società produttrici hanno assegnato le lettere o i colori ai pulsanti. Basti pensare al colosso Nintendo, che ha usato la lettera A per Accept e la lettera B per Back, ed allo SNES, dove sono state associate le lettere X, Y e Z, che si riferiscono alle coordinate cartesiane.
Non c’è dubbio, però, che l’esponenziale designer ha coniato un successo ed essere in grado di lanciare un nuovo marchio ed avere una fastosa fetta di utenza nell’intrattenimento PlayStation rende Goto un “designer molto, molto felice”.

Sull'autore

Luigi Fulchini

Studente e uno dei fondatori di HavocPoint.it. Scrive di videogiochi.

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