Maison Ikkoku #1 – Recensione

maison1Autrice: Rumiko Takahashi

Genere: Commedia sentimentale

Numero volumi originali: 15 (completo)

Numero Perfect Edition: 5/10 (in corso)

Edizione italiana: Star comics

Prezzo: 7 euro

Dimensioni: 14,5×21

 

Trama:

All’interno dell’appartamento dove si svolgono le vicende vive Godai, un giovane ragazzo svogliato che nonostante i vari tentativi non è ancora riuscito a passare l’esame di ammissione all’università. Spinto dai dispetti dei vicini, Godai decide di trasferirsi, ma è proprio a quel punto che la bella Kyoko fa la sua comparsa…

 

Opinioni & Commenti:

Una commedia in perfetto stile anni ottanta, ricca di fraintendimenti e un amore non proprio platonico. Infatti, Godai “chiamato anche Ronin”, ci verrà mostrato come un vero e proprio pervertito, pronto in qualsiasi momento a deliziarsi delle grazie femminili, anche a costo di sembrare stupido. Proprio grazie a questo suo modo di comportarsi, Kyoko, che ha preso il posto di amministratrice del condominio, prende di cattivo occhio il giovane che, fin da subito, ha perso la testa per lei. Causa dei continui fraintendimenti e gli sbalzi di umore di Kyoko sono gli altri abitanti dell’appartamento che, a volte anche senza ragione, fanno passare Godai in cattiva luce, facendogli scherzi quasi bambineschi.

Nonostante tutto, i personaggi non mancano di credibilità e di umanità. Prima fra tutti, Kyoko, che rappresenta il modello della perfetta mogliettina, pudica e tuttofare, ma le ombre del suo passato e i rammarichi continuano a perseguitarla, complicandole sempre di più la relazione con ogni uomo a cui si avvicina. Godai, d’altro canto, è il perfetto vagabondo. Cerca di fingersi importante mostrandosi diligente, ma alla fin fine è il tipo di ragazzo che si arrende alle difficoltà. Grazie all’amministratrice riesce però a trovare la spinta che gli serviva per andare avanti, infatti l’amore, insieme alla commedia, è il fulcro della vicenda.

Una storia d’amore di altri tempi, con personaggi di per sé semplici ma anche molto profondi e familiari. Perché familiari? Perché richiamano molto i tempi andati, sia per i modi di conquista che per il carattere, come ho detto, personaggi di altri tempi che, analizzandoli adesso, sembrano solo i rimasugli di una vecchia tradizione. E’ un male? Affatto, quell’amore non platonico ma allo stesso tempo sincero e romantico è assolutamente degno di rispetto e interesse, un modus operandi unico di quel tempo che davvero raramente potrete ritrovare in un’opera moderna. I tempi sono andati, ma i fumetti come Maison Ikkoku non tramontano mai.

La crescita di ogni personaggio è legata allo svilupparsi delle situazioni: gelosia, empatia, invidia e una tonnellata di altre emozioni muoveranno i fili dei nostri due protagonisti, mostrandoci una commedia sentimentale di alto livello, che conta sia nel divertire lo spettatore che nel farlo emozionare, in momenti di infinita tenerezza.

Ciò che non manca ai due protagonisti è il carisma.

Vi dirò, nonostante l’età non più adolescenziale mi sono fermato più volte ad ammirare Kyoko, il suo design maturo e la sua personalità al limite della perfezione. Un sogno per tutti, direte, eppure la sua bellezza estetica lascia molto a desiderare. Essendo una delle prime opere della Takahashi, l’autrice non aveva ancora sviluppato un tratto buono, infatti risulta essere acerbo e spesso impreciso, ma sempre nello stile degli anni ’80. Allora come fa Kyoko a sembrare così attraente? Semplicemente, le atmosfere di Maison Ikkoku ingannano. Il calore che esce letteralmente dalle pagine irradia la nostra lettura con una differente luce, una luce che fa atmosfera e fa immergere il lettore nel racconto, creando una sorta di empatia con il protagonista che, ancora grazie alla Takahashi, risulta essere molto umano, seppur non proprio intelligentissimo. L’amore che Godai prova riesce a trapelare grazie alle espressioni e alle tonalità dei personaggi e delle tavole che, con le giuste situazioni, riescono a farci comprendere appieno le emozioni del giovane.

L’edizione è semplicemente ottima, l’inchiostro non rimane appiccicato alle dita, la carta è di buona qualità e la copertina ruvida è di buona fattura, di gran lunga superiore ad altre edizioni simili.

Conclusioni:

L’opera Magna di Rumiko. Per Maison Ikkoku sorpassare i suoi successori non è affatto un problema, infatti si rivela essere una storia ben più profonda e interessante delle altre opere come Lamù, Inuyasha e Ranma1/2 che, sebbene non mancassero di impatto iniziale, con l’avanzare dei numerosi capitoli e volumi si andavano a perdere in una spirale di ripetitività e di noia (basti pensare al triangolo Inuyasha/Kikyo/Kagome). Capolavoro di Rumiko, da non lasciarselo scappare.

 

Sull'autore

Gabriele Gemignani

Gabriele Gemignani

Dare la propria opinione è importante. Ascoltare quella degli altri lo è anche di più, del resto, due teste funzionano meglio di una, anche se vanno in contrasto.

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