Mad Max – Recensione

Mad Max

PEGI: 18
Produttore: Warner Bros Interactive Entertainment
SviluppatoreAvalanche Studios
Data di uscita: 2 Settembre 2015                                                                                              Piattaforma: PS4, XBOX ONE, PC
Genere: Action                                                                                                                          Giocatori: 1                                                                    

Non è facile riportare in auge vecchi film, soprattutto quando si parla di film importanti, che hanno influito molto sull’immaginario collettivo e la cultura pop. Se ne sono forse accorti i fan delle saghe di Terminator, Robocop e The Evil Dead, per citarne alcune. All’annuncio del film Mad Max: Fury Road, quarto capitolo di una saga che negli anni 80 ha dato una forma al futuro postatomico, ispirando direttamente opere come Ken il Guerriero e la saga di Fallout, in molti hanno tremato. Il film tuttavia, oltre le più rosee previsioni, si è dimostrato più che all’altezza del suo nome, diventando prepotentemente il film preferito della saga per molti fan, noi compresi. Questa versione videoludica del pazzo Max ha quindi un doppio fardello da portare. Sarà un’altra conferma della grandezza della saga, oppure una brutta macchia di morchia sulla saga?

Mad Max

Vecchio e nuovo testamento

Lo sviluppo di Mad Max è iniziato contemporaneamente con quello di Fury Road, sceneggiatori e sviluppatori hanno quindi avuto una visione delle ambientazioni e della trama per grandi linee, ed hanno dovuto basarsi sugli schizzi dei personaggi e dei costumi del film, sulle location ed ovviamente sui vecchi film, da questi ultimi deriva anche la scelta di mettere il posto del guidatore a destra. Non avendo a disposizione la sceneggiatura del film, gli sviluppatori di Mad Max hanno creato una trama che potrebbe con qualche forzatura essere un prologo, un epilogo o una versione alternativa del film. All’inizio del gioco, durante uno scontro con Scrotus, signore di Gastown a Max viene sottratta la sua adorata auto Interceptor. A seguito dell’incontro con il meccanico pazzo Chumbucket, che ha fatto della costruzione dell’auto perfetta la sua religione e che considera Max un messia, i due iniziano un’odissea allo scopo di vendicarsi del malvagio leader delle terre desolate e di trovare i pezzi per costruire da zero la Magnum Opus, auto la cui personalizzazione rifletterà il carattere, lo stile ed i gusti del giocatore. Per raggiungere questo scopo, Max e Chum dovranno collaborare con leader di accampamenti minori, la cui autorità è stata lesa dalle bande di Scrotus e che hanno tutto l’interesse a scatenarvi contro le orde di barbari motorizzati per riguadagnarsi un po’ di potere. Il più memorabile e meglio caratterizzato dei personaggi sarà tuttavia il già citato Chumbucket, che con le sue manie tecno-religiose, il suo amore per la Opus, la sua conoscenza della meccanica e dell’ambiente, e soprattutto il suo entusiasmo e fervore, ci accompagnerà per tutto il gioco, a fare da controparte al taciturno Max.

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Io sono il cattivo, tu non sei il brutto, non c’è nessun buono

Il gameplay di Mad Max si divide in due parti ben distinte, come ben distinti sono i due personaggi che controlleremo; ma come, mi chiederete, ci sono due personaggi giocabili? Praticamente si. Oltre a Max, con le sue molte abilità da aumentare, dalle tecniche di combattimento alla quantità di acqua che riesce ad estrarre dalle fonti, e con un sistema di combattimento che ricorda molto la serie Batman Arkham e Shadow of Mordor, controlleremo anche la Magnum Opus, un vero personaggio a se stante. Nelle sezioni di guida, in base ai comandi che daremo, la coppia Max/Chumbucket si alterna nei compiti in maniera perfetta; Max sarà al volante, con la possibilità di usare il suo fucile a canne mozze durante la guida e il potente fucile da cecchino sul retro dell’auto, mentre Chum sarà addetto alle riparazioni ed agli arpioni, di gran lunga le armi più divertenti da usare in tutto il gioco, che ci permetteranno di agganciare le auto nemiche per farle sbandare, strappare corazze e ruote o addirittura trafiggere e cavare fuori dalle auto nemiche i loro conducenti. Anche se la varietà di veicoli da controllare è vastissima, la Magnum Opus sarà il nostro mezzo primario. Ha un suo sistema di progressione con molte parti personalizzabili a livello di prestazioni ed estetica, che nelle intenzioni del team di sviluppo dovrebbe andare di pari passo con lo stile di gioco scelto. Purtroppo l’unica seria pecca di Mad Max è proprio il parziale fallimento di questo importante aspetto; molti potenziamenti sono migliori sotto ogni aspetto alle loro versioni precedenti, ci è capitato di sbloccare molto presto gli spuntoni anti abbordaggio più avanzati del gioco, e visto che installarli non porta alcuno svantaggio, praticamente non conviene mai rimuoverli o ridurli. Montando invece corazze più pesanti, aumenteremo ovviamente la difesa dell’auto insieme al peso sulle sospensioni, riducendo accelerazione e manovrabilità, stesso dicasi per vantaggi e svantaggi che comporta un motore più potente. Estendendo il sistema di guadagnato e perso il gioco avrebbe a nostro parere guadagnato in profondità. Altro errore è la possibilità di cambiare l’assetto della Magnum Opus non solo nelle officine dei rifugi, ma anche nel deserto che è l’ambiente di gioco, consentendo ai giocatori più pazienti di mantenere una configurazione più veloce e prestante mentre si attraversano le lande desolate, per poi trasformare all’istante con pochi tasti la nostra auto in un pesante carro armato alla prima avvisaglia di scontri. Difetti ed ingenuità a parte, l’esplorazione in Mad Max offre una rara varietà di attività da svolgere, potremo espugnare fortezze distruggendo ad una ad una tutte le difese in modo strategico oppure scivolarci dentro usando un passaggio segreto rivelatoci da un abitante in cambio di un sorso d’acqua, partecipare a folli corse in stile Burnout, tendere agguati e scatenarsi in folli inseguimenti ai convogli di Scrotus o semplicemente cercare reperti e risorse in strutture abbandonate, tra le altre cose.

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Acqua, vento e benzina

Molti giochi ambientati nel futuro postatomico proprio su ispirazione della prima trilogia dei film di Max, hanno una forte componente survival che ci ricorda costantemente la difficoltà di trovare viveri e risorse in un’ambiente desolato. Mad Max non delude queste aspettative, anche qui dovremo trovare continuamente taniche di benzina per rifornire i nostri mezzi, rottami per i potenziamenti, che funzionano come una vera e propria moneta di gioco, cibo ed acqua per rifornire la salute di Max. Anche se avremmo gradito un vero sistema di fame e sete semi-indipendente dalla salute, come in Fallout New Vegas, bisogna dire che questo elemento funziona abbastanza bene ed è preferibile al classico sistema di salute autorigenerata. Il meteo in questo gioco ha una componente importante, siamo ben lontani dalle pioggerelline inutili presenti in altri giochi, l’ambiente è estremo come è estremo il meteo. Oltre al caldo del giorno e l’escursione termica notturna, ben resi ma solamente di impatto estetico, tornado di piccole e medie dimensioni spazzano il deserto, pronti a scagliare Max e la Opus come fossero giocattoli, per non parlare delle tempeste, di gran lunga l’effetto meteo più spettacolare e coinvolgente che si sia mai visto in un videogioco. Questi uragani di sabbia e fulmini fanno sembrare le tempeste di Assassin’s Creed Black Flag dei banali temporali estivi. Immaginate la scena, siete in mezzo al nulla, si alza il vento e la luce del sole viene coperta improvvisamente; Chumbucket in preda al panico vi avvisa del pericolo ed a schermo una scritta allarmante vi avvisa che dovete trovare riparo… in pochi secondi si scatena l’inferno, il vento vi rende la guida difficilissima, camminare a piedi è da pazzi, centinaia tra frammenti e lamiere volano ovunque e distruggono tutto ciò che sfiorano, siamo solo all’inizio, stanno per arrivare i fulmini, a decine, e la vostra auto non ne è assolutamente immune; visto il potenziale esplosivo che scatenano all’impatto del terreno non dovremo preoccuparci solo del fulmine in se, ma anche dai frammenti che esso scaglia ad una velocità incredibile. Oltre alla soddisfazione che regala essere sopravvissuti ad una tempesta, saremo invogliati a cercare di dominarle anche dalle ricche casse di bottino che essa trasporta, bottino che dovremo localizzare, arpionare al volo ed aprire appena la tempesta termina, il tutto evitando i pericoli prima descritti. Una esperienza esaltante che da sola vale tutto il gioco.

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Tiriamo le somme

Anche sfiorando appena la trama del film, Mad Max coglie alla perfezione il suo spirito, regalandoci una esperienza coinvolgente e divertente, che rende l’inferno del mondo postatomico un vero paradiso per gli amanti dell’esperienza di gioco libera e del combattimento su veicoli, nonostante i pochi difetti di game design ed alcune fastidiose facilitazioni.

Sull'autore

Michele “Azzie"

Ho la straordinaria capacità di inventare cose che già esistono e di dire cose incredibili che diventano ovvietà pochi anni dopo. Inoltre mi piacciono i videogiochi, motivo principale per cui scrivo qui.

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