Far Cry: Primal – Anteprima

5 ottobre 2015. Ubisoft manda in onda su Youtube un misterioso livestreaming contornato da una pittura rupestre: un nuovo progetto in cantiere sta per vedere la luce. Inizia, così, la spasmodica attesa di scoprire l’entità del titolo. Sono bastate poche ore per disinnescare l’attenzione del pubblico, poiché la filiale turca di IGN ha pubblicato, poi rimosso, anzitempo una notizia che non lascia passare inosservato il nome del nuovo titolo della software house: Far Cry: Primal.

Far Cry Primal

Una scelta impeccabile

Pensiamoci bene: con gran parte dell’utenza molto tradizionalista e conservatore, quale software house si cimenterebbe nell’impresa di partorire una nuova IP? Alcuni leader nel mercato, sicuramente. Se l’idea fosse contemplata, alla luce sarebbero franchise che premono sull’innovazione e calamitano nuove leve, ma nel contempo sono mosse che richiedono costi di proporzioni superiori alla norma. Credere in se stessi, impegnare più energie e adottare nuove formule non è errato, bensì è conforme ad una scelta temeraria e dignitosa. E quindi: l’ammontare monetario occorrente per la produzione di un gioco aumenta, il prezzo della copertina rimane invariato (per ora).
Ubisoft ha deciso, quindi, di coniugare a dovere la popolarità del brand ed i suoi elementi canonici (la componente “stealth”, “free-roaming”, “survival”); e, piuttosto che prediligire l’idea di una nuova IP, ecco che pullula Far Cry: Primal, un nuovo sparatutto disponibile a partire dal 22 febbraio 2016 su PlayStation 4 e Xbox One. La versione PC è prevista per il mese successivo.

Far Cry Primal 1

Verso l’età della pietra

Dopo aver nagivato nei mari di Micronesia, visitato l’angolo più corrotto dell’Africa, esplorato gli arcipelaghi tropicali delle Rook Island e sormontato le vette dell’Himalaya, Far Cry: Primal ci scaraventa in una travolgente avventura ambientata più di 10.000 anni fa, in un’epoca in cui il nostro pianeta era inondato da creature terrificanti – come i mammut lanosi e gli smilodonti; in una terra selvaggia povera di regole e ricca di pericoli, Oros; nell’età della pietra, una cornice perfetta per il gioco. A onor del vero, questo periodo arcaico è la prima frontiera dell’umanità in cui gli uomini stanno per iniziare a scalare la catena alimentare.
Vestiremo i panni di Takkar, un veterano nella caccia e l’ultimo superstite del suo gruppo, il cui arduo obiettivo è domare la natura e superare l’estinzione. Nel corso della nostra avventura dovremo procurarci delle risorse necessarie per costruire dei mezzi di attacco, ad esempio archi o lance, per difenderci dai predatori feroci, affinché non fossimo gettati in pasto a loro. In parole povere: addio alle armi convenzionali da fuoco. Potremo espandere, pertanto, la nostra tribù e sgombrare quelle nemiche che tenteranno di ostruirci il cammino verso la conquista della terra di Oros.
Non vediamo l’ora di saperne di più sul nuovo spin-off di Ubisoft.

Sull'autore

Luigi Fulchini

Studente e uno dei fondatori di HavocPoint.it. Scrive di videogiochi.

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