L’unica voce – Recensione

Autore: Tiziano Angri
Editore: Coconino Press – Fandango
Pagine: 128
Prezzo: 16,00€
Data di pubblicazione: settembre 2015
ISBN: 978-88-7618-259-4

Tiziano Angri è una matita molto eclettica nel panorama fumettistico nostrano. Il premio Micheluzzi, conferitogli al Napoli Comicon qualche anno fa, è la mera conferma del suo lavoro encomiabile e della sua suggestione artistica. Dopo diverse pubblicazioni di opere, tra le quali ricordiamo Le 5 Fasi, l’autore torna in scena con una graphic novel ambiziosa e rimarchevole: L’unica voce. Il libro offre uno sguardo dolente su una storia amara, volta a tratteggiare spunti di riflessione sulla diversificazione della realtà, con uno stile dominante.

Una storia toccante

Unica voce 2L’esame audiometrico ha confermato i dubbi e i pregiudizi: l’innocente fischio dell’orecchio di Yuri si è tramutato in un’ipersensibilità uditiva, tale da generare conseguenze che rendono la sua vita oppressa da torture insostenibili. Una terapia riabilitativa non è abbastanza, il recupero può essere solo parziale e la speranza rimane vana. Yuri cresce come un mare agitato che non può calmarsi, vive ai margini, ma deve cercare quella stabilità che risiede nel suo corpo. Yuri non si abbatte e crede che gli spiriti sono gli unici capaci di condurlo verso la guarigione; si accinge quindi ad evocarli attraverso dei bizzarri rituali, con un’energia così forte da piombarlo in uno stato di incoscienza. Questo darà il via ad un viaggio a ritroso che accade nella sua testa: come nel caso di Irene, un altro ragazzo imprigionato in un corpo che non gli appartiene, intento a prostituirsi per pagare l’intervento che completa la sua “metamorfosi”. I due protagonisti, uniti sotto l’unica voce, finiscono per incontrarsi in un paesaggio di rovine, rievocazione di un passato che li ha misteriosamente legati.

Tiriamo le somme

L’impegno per la realizzazione dell’opera è autorevole. Le tavole colme di dettagli curati in modo magistrale, i personaggi grotteschi e malformati, i tratti neri marcati e gli sfondi bianchi, le atmosfere cupe e stranianti: ecco cosa valorizzano questo fumetto. Intraprendere la lettura di questa opera con molta equità e docilità fa sì che essa diventi un inopinato suggerimento perché “la fantasia priva della ragione produce impossibili mostri; unita alla ragione è madre delle arti e origine delle meraviglie”.

Sull'autore

Luigi Fulchini

Studente e uno dei fondatori di HavocPoint.it. Scrive di videogiochi.

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