Overwatch – Provato

 

È da parecchio tempo ormai che si sente parla della nuova IP Blizzard, e, in effetti, il brusio è più che giustificato. Questa software house estremamente popolare già per titoli ormai iconici quali StarCraft, Diablo 3, World of Warcraft e Heartstone, infatti, ha deciso di invadere il genere finora a lei estraneo dei degli sparatutto in prima persona. Gli ingressi in generi inesplorati possono essere fonte di passi falsi errori di valutazione. Ma niente paura: se eravate entusiasti per Overwatch ne avete ancora pieno diritto (ma con una piccola riserva che vi illustreremo più avanti). Scoprire insieme a noi il perché!

Overwatch
Niente paura: il titolo è stato totalmente trasposto in lingua italiana. Siamo noi che lo giochiamo così.

 

18 PICCOLI GRANDI EROI

 

La Blizzard, gli appassionati lo sapranno bene, ha sempre fatto della cura per i dettagli estetici un dogma, e, se avete seguito lo sviluppo di Overwatch, sarete già al corrente di come il titolo annoveri ben 18 personaggi unici. Questa premessa è stata mantenuta fino in fondo, in quanto ciascuno di essi, oltre a un aspetto estremamente caratterizzato e ricchissimo di dettagli, vanta una velocità di movimento e visuale in prima persona altrettanto esclusiva (nonché estremamente coerente con la posa e le movenze di ciascuno di loro). Per caso siete degli appassionati del tiro preciso a distanza e pensate di non scollarvi mai da quella sottobranca? Stolti! La presentazione degli eroi di Overwatch è talmente ispirata, gradevole e, potremmo dire, “simpatica” che non riuscirebbe a instillare il desiderio di provare ciascuno di loro almeno una volta solo nei giocatori più testardi e, perché no, forse anche un poco antipatici.

Gli eroi sono divisi graficamente nelle loro sottocategorie in base al ruolo, e si nota subito come ciascuno di loro abbia un modo particolare di svolgere la propria mansione. I ruoli sono i seguenti: Attacco, Difesa, Tank (tizi grossi e resistenti, per i profani) e Supporto. Noi della redazione ci siamo affezionati, per ora, a due personaggi in particolare: Lúcio e Bastion. Il primo è un support con un area di effetto a 360 gradi abbastanza vasto, che permette di aumentare la velocità di movimento o innescare la cura progressiva di noi stessi e chiunque si trovi entro il nostro raggio di azione. Bastion, invece, è un robot un poco goffo con la possibilità di diventare velocemente una torretta fissa semi-rotante micidiale (l’ideale per difendere un punto!). Ma illustrare qui ogni eroe sarebbe inutile e prolisso, e per questo vi rimandiamo alla ottima pagina ufficiale del gioco.

 

Overwatch
Non vi è un singolo eroe che non sia ricco di dettagli e non vi sproni a provarlo almeno una volta.

 

Non appena avvieremo Overwatch avremo la possibilità di impratichirci con un tutorial: esso copre le basi davvero elementari delle meccaniche degli fps, risultando utile solo nelle battute finali. A questo punto, infatti, ci viene detto con quali tasti far scatenare le abilità di ciascuno (Tasto Destro, Shift, E, Q). Non tutti i personaggi hanno un egual numero di abilità, e, ebbene sì, i personaggi che con shift corrono sono davvero pochi. Pochissimi oserei dire (forse uno solo). La maggior parte degli eroi di Overwatch, infatti, riempie questo tasto già con una abilità tutta sua. In ogni caso, non importa in che modo desideriate dare il vostro contributo alla squadra: di sicuro troverete uno o più pg che faranno al caso vostro. È degno di menzione il fatto che la Q rappresenti la mossa “finale” di ciascun eroe: per poterla utilizzare dovremo riempire un indicatore fino al 100% colpendo i nemici (o i compagni nel caso li stessimo curando) con successo. La barra, in realtà, si riempirà anche in caso fossimo noi a ricevere il fuoco nemico (come precisato nel tutorial di gioco).

 

PRENDI IL PUNTO E SCAPPA

 

Per il momento Overwatch offre due modalità di gioco estremamente consuete e di comprensione istantanea anche per chi frequenta poco questo genere: Conquista e Trasporto. Entrambe le modalità si dividono in una fase di attacco e difesa tra due squadre composte da sei giocatori, che, come avrete già inteso, si scambieranno di ruolo col progredire della sfida. In Conquista dovremo fare proprio ciò che state pensando: conquistare un punto. Ve ne sono due per ogni mappa da conquistare uno alla volta, di cui il secondo è “l’ultima frontiera” (in quanto la sua conquista da parte della squadra avversaria corrisponderà alla perdita della partita). In Trasporto, invece, dovremo fare in modo di far progredire un veicolo contenente una reliquia (il maglio presente nel trailer di gioco, per intenderci) lungo un percorso su rotaia stando vicino ad esso. È anche presente una modalità “Schermaglia”, che si avvierà automaticamente in caso di attesa dei giocatori rimanenti per avviare un incontro vero e proprio: un ottimo modo per provare eroi nuovi senza timore di far ricadere le conseguenze sull’esito degli sforzi altrui! Entrambe le modalità, inoltre, risultano scorrevoli e, in caso di una nostra dipartita, torneremo in azione in una manciata di secondi.

 

Overwatch
Tu… non puoi.. PASSAREH!

 

UN ERRORE DA MATITA BLU

 

A questo punto non possiamo esimerci dall’illustrare un paio di elementi di Overwatch che ci hanno fatto storcere un po’ il naso. Il primo è la possibilità di poter cambiare eroe in ogni momento (perdendo il progredire della abilità finale), e per farlo dovremo trovarci nell’area di spawn della nostra squadra (a cui la compagine nemica non può accedere). Ciò potrebbe senz’altro incoraggiare la sperimentazione, ma rappresenta una variabile che potrebbe rendere l’equilibrio delle partite eccessivamente caotico. È indubbio come questa possibilità onnipresente possa celare un rischio all’equilibrio del tutto, e, per questa ragione, riteniamo che una limitazione di qualsivoglia tipo al riguardo potrebbe giovare al titolo.

Questo fattore diventa particolarmente problematico quando si viene a conoscenza di un altro elemento che, senza mezzi termini, cozza irrimediabilmente con il concetto di “eroe unico” a cui gli addetti ai lavori hanno dedicato infinite cure: la possibilità di avere più “cloni” dello stesso personaggio per squadra (senza limiti). Questa scelta, oltre a collidere con il concetto “astratto” di cui sopra, rappresenta una variabile estremamente pericolosa che potrebbe distruggere irreparabilmente l’equilibrio tanto cercato nella costruzione dei “meravigliosi 18”. Dalla nostra, riteniamo che introdurre il limite di un solo esemplare per ogni eroe per squadra (ma con la possibilità di avere un “gemello” nella squadra avversaria, naturalmente) sia un intervento che oseremmo definire obbligatorio. Alcune partite, purtroppo, si sono rivelate talmente a senso unico a causa di ciò da risultare frustranti, un vero e proprio insulto a tutta l’intelligenza e creatività che ha permesso al titolo di crescere fino ad arrivare ad essere giocato oggi da noi.

 

Overwatch
Le partite votate alla eterogeneità totale tra i pg sono le migliori. Purtroppo non saranno tutte così.

 

Un’ultima cosa: Widowmaker è una cecchina che fa male. Troppo male. Il suo colpo potenziato (che inizierà a caricarsi semplicemente mirando) arriva alla carica massima in poco più di un secondo, riuscendo a tirare giù praticamente tutto con uno (massimo due) colpi. Questo fattore l’ha resa ai nostri occhi un personaggio un po’ troppo “comodo” (anche paragonato ad Hanzo, l’altro cecchino del gioco), e ritoccare il tempo di carica del suddetto colpo letale ci pare una soluzione utile e ragionevole.

 

CONCLUSIONI

 

A parte qualche piccolo dubbio, Overwatch si è dimostrato estremamente divertente e promettente, e l’unicità di ciascun eroe e la cura enorme nei dettagli lo rende un titolo da provare assolutamente. La variabile che ci spaventa di più è il fatto di poter avere più copie dello stesso eroe per squadra. Un aspetto, questo, che se non verrà affrontato in tempi utili riteniamo possa minare questa nuova IP Blizzard in maniera molto grave agli occhi di cerca un titolo equilibrato e “sportivo”. È da aggiungere il fatto che non è ancora chiaro quale forma prenderà il titolo al momento dell’uscita ufficiale: sarà un cosiddetto Free To Play con alcuni personaggi sbloccabili dietro pagamento? Un titolo venduto in blocco e basta? Ancor non ci è dato sapere.

Che altro aggiungere? Blizzard aggiungerà sempre più utenti a questa beta nel tempo, e vi auguriamo che possiate giocarlo voi stessi il più presto possibile! Nel frattempo, ecco la nostra galleria immagini per voi!

 

Pubblicità

Pubblicità