Prison School #5-10 – Recensione

Autore: Akira Hiramoto
Genere: commedia/scolastico/ erotico
Target: Seinen
Editore: Star Comics (10 volumi, in corso)
Dimensione: 13×18
Prezzo: 4.90€

Il liceo femminile Hachimitsu è uno dei migliori di Tokyo e uno dei più severi a livello di regole, soprattutto perché vieta ogni tipo di rapporto con l’altro sesso. Questo, fino all’inizio di questa storia. Infatti, per la prima volta in assoluto la scuola decide di aprire le sue porte anche agli studenti maschili, approvando l’iscrizione di cinque ragazzi: Kiyoshi Fujino, Takehito (Gakuto) Morokuzu, Shingo Wakamoto, Joji (Joe) Nezu e Reiji (Andrè) Ando. Dopo poco dall’inizio delle lezioni, i ragazzi vengono però beccati mentre erano intenti a spiare lo spogliatoio femminile, così la scuola decide di punirli nel modo più severo possibile: recluderli in prigione! Ce la faranno i prigionieri a sopravvivere nella crudele prigione del liceo Hachimitsu?

Opinioni e commenti

Continuiamo dunque la storia dei nostri prigionieri del liceo femminile Hachimitsu, intenti a scontare la loro pena per aver sbirciato le ragazze mentre si stavano cambiando.
Le torture da parte dell’”Associazione studentesca segreta” continuano e degenerano sempre di più ad ogni capitolo. Le sadiche vigilanti continueranno a percuotere sia il corpo che la mente dei ragazzi, distruggendo la loro essenza stessa in quanto uomini. Con un ritmo travolgente, la storia penderà ancor di più sul lato psicologico dei personaggi, creando situazioni sempre folli ma che, con alcuni tranelli, inducono i protagonisti a mostrare i loro punti deboli.
Tradimenti, amori e amicizia saranno i punti principali del primo atto di questa seconda parte del manga. Un’amicizia distrutta dopo gli eventi dei primi quattro volumi. Tuttavia, di fronte alla minaccia dell’espulsione i protagonisti cercheranno di far fronte al problema, ma ci riusciranno davvero?
La conclusione rimane incerta fino all’ultimo momento: sia i ragazzi che le ragazze cercheranno di costruire piani ben congeniati per denigrare il sesso opposto e porre fine a questa storia.
Interessante come l’autore faccia sempre più spazio all’introspezione dei singoli personaggi, mostrando i loro lati oscuri e i loro limiti

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Proprio su questo si basa il personaggio di André che, stremato dalla psicologia inversa di Meiko, inizia un percorso di degrado che lo porterà più avanti a perdere se stesso nel peggiore dei modi.
L’evoluzione dei personaggi è costante, ognuno agisce in base ai suoi valori e grazie a questo possono superare ogni ostacolo che gli si para davanti, sia esso un senso di colpa o eccesso di avarizia.
La parte erotica non cessa di mostrarsi in tutte le sue sfumature, dalla più banale scollatura alla più folle scena pseudo romantica gestita a livello registico in modo superbo, mostrando una sequenza di vignette che catturano il lettore.
Una lettura coinvolgente anche se semplice, questo è il punto forte di Prison School.
Prison School non ha grandi pretese e mai ne ha volute avere. Ponendosi come semplice manga comico/erotico sulla vita dei prigionieri e facendone una parodia, Prison School risulta essere molto scorrevole e di grande impatto verso il lettore che, pur non cercando una lettura impegnativa, è stanco della solita pappa ecchi che il mercato propina.

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Nonostante i vari pregi, c’è da dire che il fumetto non sia per niente un’opera eccellente, anzi, pecca molto in fatto di trama e, talvolta, mancanza di credibilità.
Perché sì, non essendo ambientato in un mondo fantastico, l’escamotage della prigione scolastica può funzionare fino ad un certo punto. Non esistono leggi in Giappone contro la violenza fisica?
Spero che qualche inchiesta venga posta nei volumi successivi, ma al momento non risulta essere il fatto più importante.
La trama infatti, essendo molto semplice, non dona al lettore la curiosità di ciò che succede nel volume dopo, bensì ne smorza l’interesse a causa della sua banalità.
Per fortuna, le situazioni prese singolarmente sono interessanti e divertenti, quindi questo fatto non va a pesare in modo drastico sul giudizio.
I disegni, ottimi come sempre, riescono a dare il loro meglio grazie all’intelligente regia dell’autore, che pone ogni scena nel miglior modo possibile, giocando con le inquadrature.
In breve, non ci sono stati cali rispetto agli altri volumi.

Conclusione

Anche questa parte di Prison School si è rivelata interessante, anche se non ottima.
Di certo un’ottima lettura per passare il tempo in allegria, ridendo delle disavventure dei protagonisti e dell’assurdità delle situazioni. Senza dubbio, per gli appassionati del genere è imperdibile.

Sull'autore

Gabriele Gemignani

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