Dylan Dog Sette Anime Dannate – Recensione

Autore: Tiziano Sclavi (sceneggiatura), Corrado Roi (disegni),  Corrado Mastantuono (copertina variant), Angelo Stano (copertina)
Genere: Horror Noir
Editore: Bao Publishing
Dimensioni: 22 x 29 cm
Pagine: 144
Prezzo: 18.00€

Inutile negare che le vecchie storie di Dylan Dog sono quelle rimaste nel cuore degli appassionati. Lo stile di Tiziano Sclavi è senza alcun ombra di dubbio capace di immergere il lettore in un mondo in cui il fantastico si unisce con il macabro per dare il via a un ballo particolarmente appassionante dall’inizio al termine della lettura. A volte quelle belle storie del passato fanno ritorno in alcune edizioni di lusso, proprio come Sette Anime Dannate. Uscito nel caldo mese di luglio del 1992, questo numero è entrato senza grosse difficoltà tra le top ten del mondo Dylaniano e a partire dal 2016 è disponibile con una ristampa edita da Bao Publishing e possiamo considerare questa come un edizione definitiva del numero speciale 6.

 

Ten Little Niggers

Sette persone si riuniscono in una casa di nome Xanador senza conoscerne il vero motivo e senza conoscere l’un l’altro. Tra questi c’è anche Dylan Dog, l’indagatore dell’incubo e ci troviamo anche altre sei persone con un temperamento e un carattere del tutto differente. Dopo essere stati accolti da delle bambole parlanti gli ospiti vengono a sapere che questa casa sarà la loro morte in quanto dentro ognuno troverà la propria fine, ma nel frattempo possono alloggiare senza problemi e servirsi di cibo. Sarà proprio la cena il primo momento in cui una delle persone morirà in circostante tutt’altro che piacevoli. Da questa prima morte partirà una serie di uccisioni nei modi più feroci e crudeli, mentre Dylan cercherà ci capire chi si cela dietro a questi omicidi, che tanto gli ricordano le morti contenute in Dieci Piccoli Indiani (Ten Little Niggers e che nel fumetto è stato tradotto letteralmente con Dieci Piccoli Negretti) un famoso libro di Agatha Christie che parla di un altro gruppo di persone esposte alla stessa fine.

Il classico che non muore mai

Tiziano Sclavi è una vera e propria garanzia di qualità e su questo ci sono pochi dubbi. Le sue capacità descrittive vanno ben oltre quelle di tanti altri sceneggiatori e la sua abilità nel creare la suspense è davvero fuori dal comune. Nonostante sia una storia che abbiamo già letto anni e anni fa, riesce ancora nell’intento di appassionare e di addossare l’ansia sul lettore. Per un neofita questa storia potrebbe essere un esempio lampante di tutte le potenzialità e debolezze di Dylan. Non si tratta di un eroe senza macchia e paura, ma come tutti noi, ne ha parecchia e lo dimostra chiaramente. Altresì si tratta di un personaggio che non ama spostarsi gratis e che ammette tranquillamente di essere venuto nella casa solo per i soldi e mostra anche il suo lato da seduttore, qual è. Tutte queste caratteristiche, unite a dei dialoghi mai sciocchi o banali, ma sempre pregni di significato rendono questo numero immortale.

A valorizzare la sceneggiatura ci pensa Corrado Roi che con i suoi disegni mette a proprio agio, ma allo stesso tempo a disagio, il lettore. Questo controsenso è dovuto alle sue vignette, che ci mostrano sempre con una chiarezza disarmante l’azione che si svolge, ma che ci mettono a disagio grazie alla potenza di alcune scene. I tocchi del chiaro scuro creano dei dipinti che soprattutto in notturna trasmettono tutta l’angoscia che provano i personaggi all’interno del fumetto e questo è percepibile anche grazie alle inquadrature. Nonostante la composizione classica delle vignette all’interno delle tavole (quella bonelliana per dire) la tipologia di alcuni campi lunghi, primi piani e inquadrature dall’alto o dal basso rendono quest’opera tutt’altro che vecchia. La copertina di Angelo Stano in questo caso è stata cambiata con due nuove, di cui una regular e una variant disegnata da Corrado Mastantuono.

Sull'autore

Rostislav Kovalskiy

Un giovane appassionato del mondo videoludico e di tutto ciò che lo circonda. Cresciuto con i videogiochi e libri tra le mani ha deciso di unire la sua passione per la scrittura con quella per i videogiochi ed ecco perché si trova qui.

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