Unity vol. 1: Uccidere un Re – Recensione

Autore: Matt Kindt, Doug Braithwaite, Brian Reber
Genere: Supereroi, Fantascienza
Editore: Star Comics
Dimensioni: 17×26
Pagine: 128
Prezzo: 8.90€

Marvel e DC sono due colossi del fumetto americano, a cui sembra quasi impossibile decretarne il vincitore: il confronto è inevitabile e non lascerebbe scampo a equivoci. Questo dominio incontrastato non ha però frenato l’ambizione di tante altre case editrici, dedite a farsi strada nel settore con orde di pagine. Si pensi a Valiant: negli anni novanta portò alla luce un nuovo universo, cospicuo di storie e di tanti personaggi. Adesso è pronta ad amplificare il suo livello di azione e divertimento, riportando in auge le versioni aggiornate dei suoi supereroi nei paesi d’oltreoceano, in particolar modo anche in Italia grazie a Star Comics. Ed eccoci predisposti a recensire il primo volume di Unity, contenente i primi quattro episodi della serie, pronta a debuttare nel territorio nostrano nel corso del mese di febbraio.

“Dall’anno 402 ad oggi: la strada verso Unity”

Il protagonista è Aric, un guerriero visigoto che, dopo essere stato imprigionato per ben 1600 anni dalla razza extraterrestre della Vigna, è pronto a rivendicare per il suo popolo l’egemonia sull’odierna Romania, impossessandosi della gagliarda armatura di Shanhara, ovvero l’X-O Manowar. Quest’iniziativa ha allertato i governi di tutto il mondo e in particolare la Russia, che vede Aric come una minaccia ai suoi confini. La situazione è in procinto di scatenare un nuovo conflitto nucleare, ed è qui che entra in gioco Toyo Harada, lo psiota più forte in circolazione. Unity è il punto d’ingresso ideale per ogni lettore.

Lo sceneggiatore dell’opera, Matt Kindt, ha svolto il lavoro in maniera esemplare: le storie degli altri tre numeri si sposano con quanto spiegato finora, mantenendo una nodale compattezza dell’universo Valiant. Ha costruito un’avventura solida che non inciampa in un linguaggio complicato o inaccessibile. Prende sul serio il lettore, riesce ad infondergli attrazione e stuzzicargli curiosità. È stato in grado di tirare nel suo insieme tutto il cast dei personaggi da vari albi senza la minima forzatura e confusione. Le tavole, curate da Doug Braithwaite, sono mere conferme dell’abbondante qualità editoriale. Il suo stile espressivo e audace, conferisce un maggior senso di completezza ai personaggi, ben accentuati e ricchi di dettagli, che non ci limitano solo ad osservarli con estetismo, ma con complessità. Encomiabile, invece, l’impegno di Robert Venditti per quanto concernono i testi.

Conclusione

Il primo numero di Unity riesce nello scopo ad adombrare lo spazio del lettore, attraverso una storia gratificante con tono più adulto. Tuttavia si tratta di un impianto del tutto classico con dei personaggi che, lungi dall’offrire degli archetipi dei supereroi, si trovano essere sull’orlo dell’estrema azione. La serie proseguirà il suo cammino con una miriade di volumi destinati a racimolare altri cicli narrativi. In tutto ciò, le prossime ristampe a tema non ci inducono che a destarci un buon acquolino in bocca.

Sull'autore

Luigi Fulchini

Luigi Fulchini

Studente e uno dei fondatori di HavocPoint.it. Scrive di videogiochi.