Kung Fu Panda (2008) – Recensione

Genere: Animazione, Azione, Avventura
Regia: Mark Osborne, John Stevenson
Durata: 90 minuti
Produzione: DreamWorks Animation, Pacific Data Images
Distribuzione: Universal Pictures
Uscita: 2008

È la storia di un paffuto e irriverente panda di nome Po (Jack Black), desideroso di contemplare un gran sogno: diventare un maestro di kung fu. Il padre gestisce un ristorante in cui il nostro eroe è costretto a lavorare come cameriere, passando le sue giornate al servizio dei clienti. Un giorno, il vecchio e saggio Oogway prevede il ritorno del ceberissimo e sinistro Tai Lung, un ex discepolo del severo maestro Sci-Fu (Dustin Hoffman). A causa di una serie di bizzarri incidenti, il destino di Po non sembra essere del tutto già scritto fino a quando un’antica profezia lo come il Guerriero Dragone, in grado di porre rimedio alle forze del nemico e di scoprire tutti i segreti dell’antica pergamena. Contando sull’aiuto di Tigre (Angelina Jolie), Gru (David Cross), Mantide (Seth Rogen), Vipera (Lucy Liu) e Scimmia (Jackie Chan), tocca a Po rovesciare i suoi punti di debolezza in quelli di forza.

“Mollare, non mollare… Spaghetti, non spaghetti”

Dopo aver acquisito popolarità grazie alle pellicole di Shrek e Madagascar, DreamWorks aveva bisogno di generare una formula che gli consentisse di far appello questa volta a più fette di giovani, intrattenendo al contempo gli adulti, cercando di non sviscerare nel patetico. Il risultato è Kung Fu Panda, una commedia animata radicata alla tradizione orientale, con dei personaggi affascinanti e vivaci e un’eleganza che riesce a strizzare l’occhio al pubblico. Il lavoro è ben calibrato: non a caso il suddetto è una pura avventura che esalta i valori dell’amicizia e di impegno personale, curato superbamente nei dettagli e nelle scene di azione. Cinismo a parte, la struttura dell’opera è tipica delle produzioni dello studio americano, il che è un piacere dal momento che ne siamo rimasti esterrefatti. All’ottima fattura di Kung Fu Panda, si aggiunge anche il perspicace e sottile lavoro registico di Mark Osborne e John Stevenson. Il merito va dato soprattutto per l’incastro azzeccato di riferimenti espliciti alle stelle di arti marziali cinesi.

kung-fu-panda

La dinamicità e il carisma dei personaggi danno un’aria speciale al film. Tra questi il più memorabile è nientemeno che il protagonista goffo, che sogna di essere un eroe, riuscendo a strappare al pubblico molteplici risate a partire dalle prime sequenze cinematografiche. Il villain, invece, guadagna una certa importanza proprio a causa del suo coinvolgimento con Sci-Fu. La più grande magagna del film proviene invece dal doppiaggio italiano: non vi è un’esauriente sinergia tra voci personaggi. Il tutto attraverso una tediosa prestazione da parte di un cast affidato a pregevoli attori sfortunatamente inadeguati in tal contesto. Negli aspetti tecnici, comunque, l’animazione emana una propensione verso il realismo: ogni muscolo dei personaggi risponde ai movimenti in maniera calzante e perfetta. Tra l’altro, la direzione orchestrale di Hanz Zimmer accende quelle tonalità orientali che si sintonizzano benevolmente con i passaggi del film.
Kung Fu Panda può essere considerato come il meno iconoclasta dello studio, ma riesce ad appassionare molto gli spettatori e, più di tutti, a trasmettere un forte messaggio morale. Nonostante i suoi esigui difetti concernenti il doppiaggio e una sceneggiatura che non lascia spazio a nessun’imprevedibilità, la pellicola ha tuttavia una marea di virtù per accontentarvi, senza però troppa enfasi. Nel frattempo, potreste (ri)allietarvi con le buffonate di Po, perché il film riuscirà senza misura a strapparvi qualche risata in ogni momento.

Sull'autore

Luigi Fulchini

Studente e uno dei fondatori di HavocPoint.it. Scrive di videogiochi.

Instagram