Tarzan 3D (2013) – Recensione

Tarzan 3D è ambientato nel presente. Durante una spedizione in una remota giungla africana, John Greystoke e sua moglie perdono la vita in un fatale incidente di elicottero mentre conducono delle ricerche su un misterioso meteorite. Solo il figlio, il piccolo J.J., soprannominato Tarzan, riesce a sopravvivere. Un gruppo di gorilla trova il piccolo tra i resti dell’elicottero, lo soccorre e lo cresce come se fosse uno di loro. Il giovane diventa grande imparando la dura legge della giungla e dopo dieci anni incontra un altro essere umano, la coraggiosa e bella Jane Porter. Tra i due è amore a prima vista. Ma le cose si complicano quando William Clayton, in viaggio in Africa con Jane, rivela le sue vere e avide intenzioni. Tarzan, diventato un uomo diverso da tutti gli altri, dovrà fare appello all’istinto sviluppato nella giungla e a tutto il suo ingegno per proteggere la sua casa e la donna che ama.

tarzan 3d

Il mito della giungla

Sarebbe molto scoraggiante, e probabilmente inutile, cercare di spiegare il perché della popolarità della famosa opera della penna creativa di Edgar Rice Burroughs. Il consueto successo che ha riscosso col transitare del tempo è forse la causa dell’allungare in maniera prolissa avventure simili dalle miriadi trasposizioni. Certo: almeno una volta, tra grandi e piccoli, ci siamo immersi in un mare pieno di fantasia più di tutti con il classico Disney, primo adattamento animato del 1999 dedicato all’eroe della giungla. Un ricordo indelebile, ma un film di tale spessore prodotto oggi potrebbe rischiare spudoratamente di non rinverdire più il mito centenario. Tarzan 3D ne è una conferma: non a caso la pellicola diretta dal tedesco Reinhard Kloos riprende il canovaccio, ma non riesce nello scopo a riplasmarlo ai tempi odierni. Pare che il reboot sia forzatamente catalogato ad un pubblico molto giovanile e candido, con una trama molto semplicistica e cosparsa di leggerezze, permettendo in questo modo di non infondere suspence e colpi di scena vari. Ebbene, lo scenario è trasandato e sciatto. Molte vicende illogiche ostacolano il film: anzitutto sembra che il regista non abbia completamente rispettato la leggenda del personaggio. Per menzione, basti pensare che il giovane viene chiamato J.J all’inizio del film.

tarzan 2013

Il lato positivo è invece rappresentato dalla tecnica del motion capture, sfruttata in modo congeniale. Infatti raggiunge un livello ineccepibile, in grado di conferire una verosimiglianza ad ogni movimento di qualsiasi personaggio. C’è da rammentare che risulta essere invalicabile rispetto alle produzioni statunitensi. La verità è che, essendo una creazione tedesca, sarebbe ponderato reputarlo un lavoro svolto in maniera considerevole. Tarzan 3D riesce quasi, malgrado tutto, a navigare nella sufficienza, poiché viene affiancata all’epopea intramontabile una storia tra le meno probabili. Se solo Kloos si fosse concentrato meno sul motion capture…

Sull'autore

Luigi Fulchini

Studente e uno dei fondatori di HavocPoint.it. Scrive di videogiochi.

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