Hardcore! – Recensione

Genere: Azione, Avventura, Fantascienza
Regia: Ilya Naishuller
Durata: 96 minuti
Produzione: Bazelevs Production, Versus Pictures
Distribuzione: Lucky Red
Uscita: 13 aprile 2016

Qualche tempo fa girava in rete un video musicale di produzione Russa (“Bad Motherfucker”) che divenne virale in poco tempo; era realizzato in prima persona e mostrava le imprese di un agente segreto in giacca e cravatta intento a seminare un’orda di inseguitori tra mirabolanti acrobazie e uccisioni spettacolari.
[Qui è possibile visionare il video in questione: Bad Motherfucker]
Oggi quel team di poche persone si è espanso coinvolgendone altre e si è trovato a capo di un progetto sicuramente rischioso e ambizioso, ma che risulta essere a tutti gli effetti il primo lungometraggio interamente girato in prima persona (in POV per intenderci).
Ciò che rende però assolutamente peculiare Hardcore! non è soltanto la tecnica utilizzata o il linguaggio filmico adottato, bensì l’influenza e la costante ricerca di molti degli stilemi classici e moderni che il mondo dei videogiochi ha reso celebri in una sempre più ampia schiera di appassionati.
Siamo di fronte infatti ad un prodotto singolare che strizza costantemente l’occhio a noi videogiocatori, tra citazioni più o meno velate e sequenze di mirabile complessità.

Trama

I protagonisti del film siamo noi singoli spettatori che immedesimandoci in un non meglio definito cyborg dal nome “Henry” senza possibilità di proferir parola, siamo obbligati a comunicare attraverso i suoi gesti delle mani o della testa.
Introdotti da un flashback enigmatico, ci svegliamo così in una sorta di sala operatoria futuristica, la cui architettura minimale e i colori utilizzati ricordano distintamente i livelli claustrofobici di “Portal“, dove una longilinea e affascinante dottoressa si appresta a innestare parti meccaniche al nostro corpo deturpato e malmesso, confessandoci di essere nostra moglie. Da lì in poi varie vicissitudini porteranno noi (e il continuo uso della prima persona è necessario in quanto spettatori protagonisti) a distaccarci dalla dolce amata e rincorrerla in lungo e in largo affrontando vari nemici fino a giungere al fatidico villain che la tiene segregata. Un folle e sadico telecineta in grado di controllare e piegare l’ambiente circostante.

Akan(Hardcore!)
“Akan” il villain
SalaOperatoria(Hardcore!)
La sala operatoria

 

 

 

 

 

 

Stilemi videoludici

La semplicità della trama è dunque assolutamente necessaria per una fruizione più spassionata e goliardica, e attinge ancora una volta ad uno dei più classici e abusati stili di narrazione tipico dei videogiochi, il cui scopo del protagonista è salvare la principessa/donna amata e sconfiggere il temibile boss finale.
Super Mario” ne è un esempio eclatante.
Ma non solo, perché durante il nostro viaggio all’interno di Hardcore! incontreremo vari personaggi che ci aiuteranno nell’impresa, consegnandoci power-up e numerose armi di vario genere e faremo la conoscenza di una sorta di NPC (per usare un gergo a noi più congeniale) che diventerà nostro comprimario e ci aiuterà a distanza, almeno inizialmente, attraverso uno smartphone, proprio come l’indimenticabile codec di “Metal Gear Solid“. È proprio lui, Interpretato da uno straordinario Sharlto Copley (che i più ricorderanno nei film “District 9” ed “Elysium”) ad essere il personaggio più sfaccettato e interessante del film, che potrà godere del cosiddetto respawn e cambiare classe/personalità in continuazione, come nel più tradizionale degli FPS. Ovviamente ci troviamo in un futuro non meglio precisato, dove tecnologia sofisticata e strani poteri (molto simili ai plasmidi di “Bioshock”), la fanno da padrone, conferendo al film quel tocco surreale che tanto ci aggrada quando ci troviamo con pad alla mano.

Divertimento garantito

Il tutto, nonostante la difficoltà tecnica di girare con una GoPro in un casco posto sul capo del protagonista, è gestito egregiamente nelle tempistiche (non annoiando nemmeno un secondo), nei movimenti di macchina che non causano nausea o fastidio anche nelle sequenze di parkour più concitate (e che ricordano molto il tanto amato “Mirror’s Edge”), e nella coralità degli attori, sapientemente coordinati, che rendono intere sequenze di una spettacolarità rara.
Non mancano inoltre una violenza esagerata e grottesca, a tratti pure geniale nella messa in scena, ed una follia omicida necessaria per completare il quadro irrazionale dell’opera, tra musiche martellanti e sonorità volutamente disarmoniche.

Insomma Hardcore! è prima di tutto un divertissement, un’opera d’intrattenimento che garantisce ilarità, mazzate ottimamente coreografate e non da meno dosi di pura adrenalina.
Da amanti dei videogiochi è sicuramente un must-see.

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