Intervista a Daniele Fabbri, autore di “Quando c’era LVI”

Abbiamo già parlato in questo approfondimento, di Quando c’era LVI, fumetto pubblicato dalla casa indipendente Shockdom, il quale stand ha subito un attacco da parte di uno sparuto gruppo di neofascisti durante il Romics. Siamo ora in presenza di Daniele Fabbri, uno degli autori del fumetto che da poco è arrivato anche in edicola, che si presta gentilmente ad una nostra intervista.

Michele di Havoc Point: Daniele di cosa parla Quando c’era LVI?

Daniele Fabbri: La storia tratta di un gruppo di giovani neo fascisti estremisti, che delusi dai nuovi leader della destra, i quali non sono chiaramente all’altezza del Duce, decidono di trafugare il cadavere di Mussolini e riportarlo in vita con un esperimento scientifico simile a quello di Frankenstein Junior, a cui ci siamo ispirati; solo che essendo loro dei cialtroni, l’esperimento non va proprio come dovrebbe, quindi il Mussolini che torna in vita ma non è esattamente quel Mussolini che conosciamo, e quindi la storia parlerà di come farà questo nuovo dittatore a diventare quello che era, se ci riuscirà, e come ci riuscirà.

M: Sarà anche un bel colpo di scena la modifica con cui Mussolini ritornerà…

D: Esatto. Sarà una bella sorpresa che arriverà alla fine del primo numero, e che fondamentalmente lancerà la storia dei tre numeri successivi.

M: Quanti numeri sono previsti?

D: Il fumetto è una miniserie di quattro volumi trimestrali che saranno reperibili in edicola, fumetteria, libreria e ordinabili online, insomma, su tutti i canali di distribuzione.

M: A livello di satira e comicità ci sono stati degli autori a cui ti sei ispirato? Penso ad esempio al Guzzanti di Fascisti su marte, piuttosto che a qualcun altro?

D: Sulla visione satirica sì, Guzzanti, con Fascisti su marte è stato uno degli elementi. Un altro elemento a cui ci siamo ispirati è il libro Lui é Tornato di Vermes che parla del ritorno di Hitler, dal quale è stato tratto un film in uscita nelle sale e già disponibile su Netflix; ad esso però ci siamo ispirati soltanto per l’idea di base, visto che in realtà la nostra storia inizia dove invece il libro di Vermes finisce. L’idea di base è comune a molte opere, ma poi l’abbiamo sviluppata a modo nostro. Per lo stile di comicità invece, mi rifaccio soprattutto agli autori americani, sia di fumetti che di libri, e agli autori di stand-up comedy, quindi l’umorismo è molto poco all’italiana.

M: Eri presente all’aggressione avvenuta a Roma? Come l’hai vissuta?

D: Io e Stefano Antonucci, l’altro autore, non eravamo presenti perché le copie del nostro fumetto erano esaurite; l’ultimo giorno di fiera all’ora di pranzo non ce ne erano più, e quindi ci eravamo assentati. Questo “assalto” c’è stato alla fine dell’ultima giornata. Comunque, chiaramente all’inizio un po’ ci siamo destabilizzati, perché non credevamo potesse succedere sul serio qualcosa del genere. I danni che ci sono stati sono stati soprattutto economici, ma meglio così, perchè di solito quando Casapound va all’onore delle cronache é sempre per cose un po’ più gravi dei problemi di danneggiamento.

M: I danni sono stati solo economici, ma per quanto riguarda la ricezione del fumetto, siete stati danneggiati da questo episodio o vi siete avvantaggiati dall’effetto Streisand che ha provocato un’onda di ritorno di fan?

D: Beh c’è stata un’onda di ritorno che noi non abbiamo cercato ne voluto, anzi, lo ribadisco tutte le volte che me lo chiedono: preferirei che il mio fumetto si notasse di meno perché viviamo in un paese in cui queste cose non succedono, poi questa cosa è successa, ed ha avuto l’effetto boomerang di farci tanta pubblicità. Quindi adesso c’è tantissima gente che sa la nostra storia ed è stata incuriosita dal fumetto, e tante persone che altrimenti non avrebbero mai saputo della sua esistenza.

M: Quindi niente “Edizione Coca Cola” del primo numero… una variant cover magari…

D: Non credo perché non daremo loro questa soddisfazione… però comunque qualcosetta…

M: Sarebbe un bello schiaffo morale, no?

D: Non lo so, in realtà non abbiamo tanta voglia di continuare a parlare di Casapound. Chissenefrega di Casapound noi vogliamo fare il nostro fumetto e continuare a divertirci… Qualche sassolino dalla scarpa ce lo siamo già tolto. Qualche cazzatina l’abbiamo fatta nei giorni appena successivi su Facebook però adesso il fumetto ha la sua storia e non daremo loro soddisfazione.

M: Ultima domanda. Per quanto riguarda progetti futuri: per il dopo Quando c’era LVI , avete altre idee in cantiere?

D: Ne abbiamo tante, sia dal continuare a lavorare sulla nostra saga su Gesù, antecedente a Quando c’era LVI e che non abbiamo deciso di terminare, semplicemente l’abbiamo sospesa, ma riprenderemo. Abbiamo anche altre idee, perché noi pensiamo che i capisaldi della cultura italiana su cui vada fatta satira oggi siano Dio, Patria e Famiglia. Su Dio ci abbiamo lavorato, sulla Patria ci stiamo lavorando, poi forse faremo qualcosa sulla Famiglia. Abbiamo tanti progetti dipende dalle priorità perché i tempi per fare i fumetti sono lunghi e quindi bisogna decidere in anticipo.

M: Grazie per l’intervista, Daniele!

D: Grazie a voi.

Sull'autore

Michele “Azzie"

Ho la straordinaria capacità di inventare cose che già esistono e di dire cose incredibili che diventano ovvietà pochi anni dopo. Inoltre mi piacciono i videogiochi, motivo principale per cui scrivo qui.

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