Intervista a Physics 4 Comics

Durante il Napoli Comicon, uno strano fumetto distribuito gratuitamente, ha suscitato la nostra curiosità. Si trattava di un piccolo albo in cui venivano presentati personaggi con superpoteri, dall’invisibilità al teletrasporto. Per ognuno dei poteri presentati, compare un trafiletto che spiega come sarebbe teoricamente possibile riprodurre queste capacità usando la fisica. Ci siamo avvicinati al loro stand, e dopo aver assistito a vari esperimenti, siamo riusciti ad intervistare tre membri del progetto…

Physics 4 comics

H: Siamo in compagnia di…

Mattia: Mattia

Federico: Federico

Luca: e Luca

H: Che fanno parte del progetto Physics 4 Comics; cos’è Physics 4 Comics?

F: Physics 4 Comics è un’iniziativa ideata da un’associazione studentesca composta da studenti, dottorandi, e ricercaori dell’Università Federico Secondo di Napoli. Quello che noi facciamo è un’attività di divulgazione della fisica, cerchiamo di portare la scienza fuori dai laboratori e dentro le piazze, per darle la massima risonanza e visibilità possibile. Abbiamo già fatto alcuni eventi, come ad esempio la giornata di “Passione Fisica” che si tiene presso la sede di Città della Scienza in primavera, e Futuro Remoto, sempre con Città della Scienza, che è un grande festival scientifico che si è tenuto a Piazza Plebiscito tra settembre ed ottobre. Quello che facciamo qui al Comicon è per l’appunto portare degli esperimenti di divulgazione, usando elementi didattici interattivi, e portando un gioco da tavolo che è stato sviluppato dal dottor Fabio Chiariello, chiamato Quantum Race, che spiega in maniera simpatica, giocando, i più intriganti fenomeni della meccanica quantistica.

H: Ho notato che avete pubblicizzato la cosa anche attraverso un fumetto, come è nata questa idea e come l’avete sviluppata?

L: Il fumetto, che si chiama Physics 4 Comics, come il progetto, è partito con l’idea di mettere insieme la divulgazione scientifica con il tema principale del Comicon, cioè il fumetto. Tra fisica e fumetto ci sono tantissime analogie, soprattutto, quando si fa una scoperta in fisica si prova la stessa meraviglia, lo stesso entusiasmo di quando succede qualcosa di sovrannaturale all’interno di un fumetto. Ci sono però altre analogie con la scienza e la fisica: il rigore delle leggi della fisica, se applicate coerentemente nei fumetti, danno valore al fumetto stesso, che deve avere una trama e una narrazione solida e rigorosa perché altrimenti rischia di non piacere ad un lettore serio ed appassionato. Un Hobbit, che è un personaggio piccolo, non può improvvisamente tirar fuori una spada laser ed un superpotere per distruggere gli orchi, ma deve risolvere le situazioni usando le sue caratteristiche, per cui speriamo che chi apprezzi il rigore di un fumetto, possa apprezzare anche il rigore del metodo scientifico, aiutando anche a sviluppare quel senso critico che aiuta a distinguere tra bufale infondate e scoperte serie supportate dalla scienza. Avere un approccio scientifico alla vita di tutti i giorni aiuta, e non a caso i paesi più sviluppati sono quelli dove alla cultura scientifica viene data più importanza. Quest’anno collabora con noi anche l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, di cui sono primo ricercatore, e ci fa molto piacere mettere insieme studenti, ricercatori, persone che si sono impegnate nello studio e nella ricerca; l’impegno sulla ricerca ha impatto sulla società, e vorremmo che il pubblico, che finanzia indirettamente la ricerca con le tasse, sia cosciente dell’impatto che ha. Si riescono a curare tumori con le stesse tecniche con cui si ha a che fare con le particelle elementari, ma spesso la scienza è associata agli aspetti più negativi, non so, i disastri nucleari, l’inquinamento.

H: Siete quindi favorevoli ad un approccio più pesante della ricerca nella civiltà italiana?

L: Personalmente credo che l’impatto della scienza sia molto importante nella vita di tutti i giorni, ma come ho detto nella conferenza che si è tenuta poco fa, “da un grande potere derivano grandi responsabilità. La tecnologia, che è l’applicazione della scienza, deve essere molto consapevole e rispettosa dell’ambiente, della vita delle persone, e quindi devastare l’ambiente in nome di un progresso tecnologico non è quello che il ricercatore chiama “approccio razionale”, ma è quello che vogliono degli speculatori che vogliono solamente fare soldi approfittando dei risultati scientifici.

H: Parliamo del fumetto: a che stile grafico vi siete ispirati? Quali sono stati i vostri maestri?

F: Io ho curato l’illustrazione che omaggiava la scoperta delle onde gravitazionali, come stile di riferimento abbiamo la Disney e la Marvel, soprattutto però la Disney italiana che utilizza un tratto modulato nelle linee di disegno, semplice, ed a volte accompagnato da alcune ombre. Per quanto riguarda il fumetto vero e proprio, posso dirti che si avvicina ad uno stile più classico, un italiano alla Dylan Dog, alla Diabolik.

L: L’autrice è Maria Giada Del Vecchio della Scuola Italiana di Comics.

M: Abbiamo portato la fisica al Napoli Comicon perché tutto quello che c’è alla base di una fiera del fumetto, il senso di meraviglia, lo stupirsi, il meravigliarsi di fronte al fantastico, all’immaginazione, a ciò che ci fa vedere oltre quello che abbiamo davanti agli occhi, è la curiosità, e noi come divulgatori, sfruttiamo esattamente le stesse cose; quando noi facciamo un esperimento, la gente si meraviglia, ma appena passa lo stupore, appena passa il “momento WOW” qualcosa si accende nel cervello, non è un semplice gioco di prestigio, perché la gente che dopo inizia a porsi delle domande, a porre a noi queste domande, e noi mostriamo loro come anche nelle cose di tutti i giorni, sono realizzabili molti esperimenti.

L: Ed a differenza degli illusionisti noi spieghiamo i nostri trucchi.

M: Anzi, noi vogliamo che si sappiano!

H: L’obiettivo è che magari alcune delle persone meravigliate da voi, in futuro possano scoprire altre meraviglie?

F: L’obiettivo è anche quello di sdoganare i luoghi comuni che ci sono dietro lo studio della fisica, che sia una materia elitaria, portata avanti solo da pochi eletti

M: ed anche che non sia una materia così astratta, e dimostrare la sua importanza nella vita di tutti i giorni. Noi facciamo vedere che alla base di tutto quello che abbiamo davanti, dalle cose più stupide, dal semplice magnetino da frigo, si possono fare discussioni scientifiche ampie, si possono far scoprire effetti che nessuno si aspetta, che poi fanno guardare il mondo con un occhio più critico. Non vogliamo solo fare proselitismo, vogliamo soprattutto accendere la curiosità nella gente.

H: Vi ringraziamo tanto, siete stati molto esaurienti!

L,F e M: Grazie mille

Sull'autore

Michele “Azzie"

Ho la straordinaria capacità di inventare cose che già esistono e di dire cose incredibili che diventano ovvietà pochi anni dopo. Inoltre mi piacciono i videogiochi, motivo principale per cui scrivo qui.

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