Toy Story – Il mondo dei giocattoli (1995) – Recensione

Genere: Animazione, Azione, Avventura, Commedia
Regia: John Lasseter
Durata: 77 minuti
Produzione: Pixar Animation Studios, Walt Disney Pictures
Distribuzione: Buena Vista International Italia
Uscita: 1995

Toy Story – Il mondo dei giocattoli è un’avventura che ci fa sentire come bambini veri, dimenticare la vita e ridere dall’inizio alla fine. Una vera e propria avventura che riesce ad affascinare chiunque voglia iniziare con il piede giusto il viaggio cinematografico animato. Una pietra miliare realizzata interamente in computer grafica, per concessione di Pixar, studio capeggiato da Steve Jobs che al tempo giunse ad una netta conciliazione con Disney. Sotto la regia di John Lasseter, andiamo a ripercorrere oggi quest’opera calzante e folgorante risalente al 1995.

Verso l’infinito e oltre

Tutto ha inizio nella stanza di Andy, un bambino come tutti gli altri che si diverte a giocare con i suoi giocattoli. Non appena esce dalla stanza, i piccoli oggetti cominciano a muoversi, dimostrando che possiedono una propria vita. Il cowboy Woody è il giocattolo preferito di Andy, nonché una sorta di leader del suo gruppo. La sua posizione comincia a tremare con l’arrivo di Buzz, un pupazzo completamente nuovo dalle sembianze di un’astronauta, in quanto provoca il malcontento di Woody. Fra i due rivali si genera un conflitto ma, quando cadono accidentalmente fuori dalla finestra della camera, si ritrovano per allearsi per trovare la via di ritorno, prima che Andy compia il trasloco con la sua famiglia.

Nessuno, al momento della realizzazione di Toy Story – Il mondo dei giocattoli, avrebbe mai pensato che un tale film avesse sorbito questi risultati encomiabili: la qualità esibita era straordinaria e il modo di concepire l’animazione era radicalmente cambiato. Passando invece sul versante grafico, si nota a colpo d’occhio la sua prodezza tecnologica, una vera delizia per gli spettatori. Pixar era riuscita a portare un esemplare mescolanza di umorismo e avventura, costruire una narrazione sia per bambini che adulti, consolidando quello che sarebbe diventato nel corso degli anni uno dei marchi più incisivi in questa sezione.

Il mondo virtuale di Toy Story è incredibilmente realizzato come si deve. Cardine del film è il tema dell’amicizia, sviluppata in maniera magistrale, che non riesce a perdere di vista la sua impronta. I sentimenti messi in gioco all’inizio – come l’invidia, la rabbia, il risentimento – sfociano più tardi in un autentico e squisito rapporto. Un tema, insomma, che si impasta con i registri comici, drammatici e ironici. Le principali voci di Tom Hanks e Tim Allen, invece, attribuiscono solennemente al cowboy e all’astronauta tutto il carisma necessario. Per dare accenno alle musiche, non potremmo che ricordare l’impegno di Randy Newman, per la composizione delle tracce che si fondono perfettamente con la storia. Per concludere, le figure portanti della società americana – del calibro di Pete Doctor, Andrew Stanton, Lee Unkrich – avevano compiuto il primo passo lungo e promettente verso la nuova frontiera dell’animazione, contemplando una produzione emotivamente matura che non si avvicinasse particolarmente alla tendenza disneyana. Il tutto con l’inventiva, con l’estro, con Toy Story – Il mondo dei giocattoli: nientemeno che divertente, emozionante e mozzafiato.

Sull'autore

Luigi Fulchini

Studente e uno dei fondatori di HavocPoint.it. Scrive di videogiochi.

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