Il Sentiero Smarrito – Recensione

Autore: Amélie Fléchais
Genere: Fantastico
Editore: Tunué
Prezzo: 16.90€

Per molti anni le fiabe ci hanno cullato, trasportandoci in un universo parallelo governato da maghi, incantesimi, splendide principesse, principi e tanti cattivi pronti a tutto pur di mettere mano sul regno di turno o proprio sulla bella principessa. Alcune storie, sopratutto quelle più antiche, sono però abbastanza macabre e come finale non hanno il classico lieto fine che immaginiamo sempre. Qualche mese abbiamo recensito Song of the Sea, promuovendolo a pieni voti e oggi siamo qui per parlare del fumetto di Amélie Fléchais, Il Sentiero Smarrito. Amélie ha lavorato infatti in passato sul film d’animazione irlandese, oltre che su Kung Fu Panda e vogliamo raccontarvi il nostro approccio con questa nuova e fresca opera che ci ha resi di nuovo fanciulli, anche se per pochi minuti.

[Tweet “Il Sentiero Smarrito è un ritorno all’essere bambini, con la voglia di esplorare. “]

La foresta proibita

Il racconto si apre con un prologo che ci mostra una copia che perdendosi nella foresta finisce per separarsi e i cui destini si allontanano uno dell’altro. Successivamente ci ritroveremo nel presente con tre ragazzi intenti a vincere la caccia al tesoro organizzata dal campo invernale. Tra i ragazzi ci sono due fratelli di cui uno pensa di sapere tutto e l’altro, il minore, crede di essere un cyborg che combatte contro il male e infine il terzo ragazzo è figlio di un cacciatore. I tre finiscono per perdersi nella foresta grazie alla mal interpretazione della mappa. Qui il loro viaggio si trasformerà in un’avventura all’interno di un mondo onirico, governato da delle creature spaventose che non la prenderanno davvero bene l’intrusione dei ragazzi.

Il bianco e nero a colori

Quando abbiamo parlato di Song of the Sea abbiamo evidenziato una qualità visiva enormemente superiore alla media, premiandolo anche per questo motivo. Con Il Sentiero Smarrito Amélie Fléchais ha evidenziato ancora una volta le sue capacità da disegnatrice (oltre che di sceneggiatrice ovviamente) e ci ha trasportato in una storia fiabesca, capace di renderci bambini ancora per qualche istante. Purtroppo talune vignette sono distaccate dalle altre e bisogna rileggere due volte delle tavole per capirne tutto il senso, ma si tratta dell’unico difetto che possiamo evidenziare in quanto il resto dell’albo nella sua magnificenza non lascia alcun dubbio sulla qualità. Alcune tavole sono interamente a colori, mentre le altre si mostrano in un chiaroscuro ben definito.

Anche i piani, che ci mettono davanti alberi maestosi o personaggi fuori da ogni logica, riescono a mettere in evidenza la paura e il timore dei ragazzi, che piccoli come sono si ritrovano in un mondo pieno di distorsione di forme, colori e percezioni. L’albo è consigliato a tutti gli amanti del fumetto inteso come forma d’arte che non necessità del tocco realistico per essere apprezzata e che nella sua semplicità regala delle emozioni autentiche.

IL SENTIERO SMARRITO