Il Porto Proibito

Il Porto Proibito – Recensione

Autore: Teresa Radice, Stefano Turconi
Editore: Bao Publishing
Formato: Cartonato 16 x 22
Prezzo: 21.00€

La vita del mare ha da sempre affascinato molte persone del nostro periodo e per qualcuno il tempo della marina e della pirateria rappresenta la classica “epoca d’oro” (come aveva spiegato Carla Bruni nel magnifico Midnight in Paris diretto da Woody Allen). Tante sono le storie che si scrivono, si disegnano e si creano sotto forma cinematografica. Alcune di queste, nonostante la chiave fantasy diventano dei cult, come I Pirati dei Caraibi, di cui dobbiamo aspettare un nuovo quinto film. Anche i fumetti non si lasciano sfuggire questa succosa opportunità di sfruttare l’argomento della navigazione e quella di Teresa Radice e Stefano Turconi con il loro Porto Probito, edito da Bao Publishing e vincitore del premio Micheluzzi 2016 al Napoli Comicon è uno scrigno dal quale fuoriescono le emozioni.

La vita oltre la morte

La storia de Il Porto Proibito è ambientata agli inizi del 1800, quando la marina inglese e francese si facevano la guerra e i viaggi in America e in India erano una cosa da tutti i giorni. Un giovane fanciullo di nome Abel viene ritrovato dalla nave della marina inglese Explorer e senza ricordare niente del proprio passato inizia a lavorarci, entrando nelle simpatie del giovane capitano, divenuto tale dopo la diserzione del precedente comandante. Arrivati nella cittadina di Plymouth il giovane Abel conosce le tre figlie del precedente capitano ed entra a far parte della loro famiglia, distrutta dal disonore di uno stimato capitano che dopo aver tradito i propri compagni e rubato l’oro ne uccise quattro per puro gusto di farlo. Abel continua però a non avere alcun ricordo del proprio passato, ma cerca nel contempo di aiutare ogni sorella con le faccende di casa, imbattendosi in quella che sarà la sua più intima amica, una donna dai capelli rossi di una casa chiusa di nome Rebecca. Ciò che unirà i due sarà più profondo di un qualsiasi legame terrestre e pian piano il giovane ragazzo inizierà a comprendere il suo ruolo nel mondo e la missione, che lo porterà lontano.

La morte oltre la vita

Non è stato facile giudicare quest’opera, in quanto si tratta di un racconto che potrebbe sposarsi bene con tantissimi altri media, cinema in primis. Senza alcun ombra di dubbio a colpire inizialmente il lettore sono i disegni, quasi degli abbozzi da ammirare, senza toccare. Bisogna spendere due parole anche per la coppia che ha realizzato il fumetto. Teresa e Stefano, sono due autori di Topolino che dopo essersi conosciuti si sono anche ritrovati come anime gemelle e hanno iniziato a lavorare su dei lavori propri. La sceneggiatura de Il Porto Proibito ha sicuramente un tocco romantico, che però non guasta mai, ma anzi, crea proprio il giusto binomio tra lo storico e l’emotivo.I dialoghi talvolta sono certamente lunghetti, ma mai fastidiosi o tediosi. La leggerezza con la quale prosegue la lettura è come quella di una brezza marina che trasporta la nave Last Chance. Dulcis in fundo, leggere le canzoni da marinai e immaginarne in testa il ritmo crea una sinergia non da poco e alcuni brani sono davvero famosi, come Drunken Sailor, eseguita magistralmente dalla band The Irish Rovers.
I disegni come abbiamo detto prima sono quasi degli abbozzi fatti a matita, ma questi nella loro estrema semplicità riescono a descrivere in modo superbo tutto ciò che sta accadendo sulle pagine e possiamo dire senza ombra di dubbio alcuna che si tratta di un modo eccellente per mostrarci il mondo della marina e della navigazione. Qualche volta abbiamo pensato di trovarci all’interno di uno dei videogiochi della Lucas Arts, Moneky Island, in quanto Abel ha un po’ le fattezze di Guybrush Treepwood. In definitiva possiamo solo congratularci con Teresa e Stefano per averci fatto vivere un’avventura cosi bella.

Sull'autore

Rostislav Kovalskiy

Un giovane appassionato del mondo videoludico e di tutto ciò che lo circonda. Cresciuto con i videogiochi e libri tra le mani ha deciso di unire la sua passione per la scrittura con quella per i videogiochi ed ecco perché si trova qui.

Instagram