A Bug’s Life – Megaminimondo (1998) – Recensione

Genere: Animazione
Regia: John Lasseter
Durata: 95 minuti
Produzione: Pixar Animation Studios, Walt Disney Pictures
Distribuzione: Pixar Animation Studios
Uscita: 1998

Un film d’animazione sulle formiche interamente in CG. Un eroe malvisto in preda alle sventure e una principessa ribelle in pericolo. E un insetto malfattore con i suoi scagnozzi. No, non è Z – La Formica, è A Bug’s Life – Megaminimondo, secondo lungometraggio targato Pixar, uscito originariamente nel 1998.

Su una piccola isola circondata da acqua, ogni anno, una colonia di formiche è terrorizzata dall’arrivo di una banda di cavallette. Tutti accettano di prostrarsi e lavorare versando a loro un tributo di cibo, ad eccezione di Tilt: una formica che si distingue dagli altri per la sua spasmodica volontà di rivoluzionare questo piccolo mondo che fa delle invenzioni di nuovi macchinari il suo più grande e ambizioso sogno. Ma la sua stravaganza e goffaggine finirà per giocare brutti scherzi fino a quando non cadrà in un banalissimo errore: far precipitare tutto il cibo raccolto in un fiume. Guardato con ostilità dai suoi simili per gli ingenti danni causati, riuscirà Flik a (ri)acquisrare fiducia?

A Bug's Life (1998)

Una formica per amico

La genesi del film risale quasi alla stessa nascita di Pixar. L’idea per contemplare A Bug’s Life – Megaminimondo era sorta infatti durante l’estate 1994, nel momento in cui Steve Jobs e lo stesso regista cinematografico si apprestavano a mostrare i primi abbozzi del progetto alla Disney. Al netto di una contrapposizione di idee con Jeffrey Katzenberg, l’allora presidente della società, quest’ultimo aveva dunque scelto di abbandonare le redini del suo dipartimento per fondare, come risposta, la DreamWorks insieme a Steven Spielberg che, nel mentre, aveva iniziato subito a contemplare il suo primissimo nastro, cioè Z – La Formica. D’altro canto, nel tentativo di cavalcare il successo di Toy Story, John Lasseter aveva preferito continuare senza indugi il suo viaggio animato.

Pur ispirandosi alla favola della Cicala e la Formica, oltre a qualche somiglianza con I Sette Samurai di Akira Kurosawa, A Bug’s Life – Megaminimondo conferma la notevole capacità narrativa di Pixar nel sapersi rapportare con la storia e i personaggi. Flik si presenta come un perdente. Ha grandi idee, ma li implementa in modo terribile e viene trattato con disprezzo. Ignaro di questo, si accorge di essere apprezzato dai suoi compagni. Per fortuna, il suo sogno si trasformerà in realtà, un’ancora di salvezza, una grazia salvifica. Grazie ai suoi momenti inventivi e allo sfruttamento della tecnologia digitale, riesce ad affrontare la paura e in particolare a incuterne molta. Uno dei punti di forza della pellicola sta anche nella tematica dell’individualità, redenzione e fedeltà, con umorismo e ingegno ma carente in termini di emotività e colpi di scena.

È un’avventura divertente, capace di forgiare un collegamento e una riflessione con il pubblico tra paura e l’inquietudine della gente come l’illusione e la purezza di Flik. Un concetto che Pixar riporterà in auge nei seguenti progetti, tra i quali Toy Story 2 e Monsters & Co.

A Bug's Life (1998)

Commento finale

A Bug’s Life – Megaminimondo o Z – La Formica? Questo, in molti se lo chiedono. La dicotomia tra le due opere è in qualche modo rappresentativa ed entrambi nutriscono passione e coinvolgimento allo spettatore. Nel caso di A Bug’s Life, oggetto di tale retrospettiva, si potrebbe affermare che si categorizzi tra i più sottovalutati nella filmografia di Pixar; eppure, anche se non proprio come gli altri, lascia un retrogusto nella memoria, con benevolenza.