Superman: Red Son Havoc Point Recensione Havoc Point

Superman: Red Son – Recensione

Titolo: DC Absolute – SUPERMAN: RED SON
Sottotitolo: Red Son
Linea: Lion
Collana: DC Absolute
Serie: Superman
Autore: Mark Millar, Dave Johnson, Kilian Plunkett
ISBN: 9788868737023
21,2×32,6, C, col., 176 pp
Pubblico: Per Ragazzi
Genere: Supereroi
Titolo da: libreria

Ci sono alcuni fumetti che non possono e non devono essere dimenticati. Al loro interno nascondono delle potenzialità non indifferenti che vanno ben oltre il semplice aspetto d’intrattenimento. Oggi è però una cosa assai comune questa indole di mettere dei temi possenti all’interno dei fumetti o videogiochi. Superman è un eroe che più di chiunque altro sulla carta rappresenta i valori americani e anche la faccia della nazione stessa. Bello, alto, buono di cuore e onnipresente in ogni posto. Combatte i suoi nemici senza ucciderli e nonostante la sua invulnerabilità, basta un po’ di politica ed economia per metterlo in ginocchio. E se invece questo personaggio fosse atterrato non negli Stati Uniti, ma nell’Unione Sovietica staliniana? Questo è il tema di Superman: Red Son, disegnato da Dave Johnson e Kilian Plunkett, e scritto da Mark Millar. Una storia possente e attuale come poche altre.

Cambierò il mondo

Come abbiamo detto prima quindi, la storia dell’albo ci narra degli eventi quasi al limite del “what if?”. Superman viene cresciuto in una piccola fattoria dell’Ucraina e dopo la scoperta dei propri grandi poteri egli si dedica alla crescita della propria super nazione, l’Unione Sovietica. Con il suo aiuto molti paesi si lasciano guidare dall’unione socialista e sono in pochi a continuare con la strada verso la democrazia. Gli USA ovviamente sono tra quelli ed è lì che abita un geniale Lex Luthor, che anche qui diventerà la nemesi dell’uomo d’acciaio.

Leggendo Superman: Red Son oggi si ha una strana sensazione, la malinconia. Trovare un villain cosi geniale e superbo come Lex Luthor e un paladino del popolo come Superman in un contesto da guerra fredda. L’uomo d’acciaio anche qui cerca di fare una cosa molto importante, salvare l’umanità. Lo fa però in modo esagerato, finendo per rendere il pianeta dipendente dall’eroe dell’umanità. Ed è proprio lì, in quel frangente di indecisione, di delusione, ma anche di sicurezza che l’eroe fa qualcosa di particolare. Superman da un’opportunità a Lex, ma sta a voi scoprire in che modo.

Viva Stal… Superman!

Mark Millar ci ha dato una vera e propria lezione di etica e di scrittura con la sua opera. È riuscito a rappresentare un’icona americana come qualcosa di diverso, da combattere, ma poi ci ha tirato fuori dal tunnel. Un percorso immaginario che oggi, con le nuove classi politiche, è più attuale che mai e il messaggio che ne traspare è uno solo: bisogna dare fiducia ad alcune persone, anche se non ci piacciono. I testi sono veloci da leggere ed è impossibile lasciare la lettura metà. Anche il ritmo narrativo stesso non pecca in nessun punto della vicenda.

La parte grafica è stata affidata al duo di disegnatori Dave Johnson e Kilian Plunkett. I tratti dei personaggi hanno quei tratti leggermente cambiati in modo da farli apparire non appartenenti all’universo statunitense. Gli ambienti curati e dettagliati hanno ritagliato un forte spazio sull’universo sovietico e sulla sua crescita mondiale. L’azione invece, nonostante una certa plasticità, crea una grande sintonia con i testi e la storia.

Sull'autore

Rostislav Kovalskiy

Rostislav Kovalskiy

Un giovane appassionato del mondo videoludico e di tutto ciò che lo circonda. Cresciuto con i videogiochi e libri tra le mani ha deciso di unire la sua passione per la scrittura con quella per i videogiochi ed ecco perché si trova qui.