Doraemon: Un amico per ognuno di noi!

Doraemon Havoc Point

Ci sono quelle figure televisive che nel corso degli anni, volendo o no, sono entrate a far parte della gioventù. Personaggi che anche senza la nostra consapevolezza ci hanno accompagnato durante la crescita, dandoci dei messaggi forti. In ogni paese ci sono questi personaggi, ma grazie alla globalizzazione tutti noi siamo stati cresciuti da qualche eroe straniero. Doraemon fa testo proprio a questo. Si tratta di un personaggi che grazie alle serie animate, i manga e i film ha fatto molto più che intrattenerci, dandoci spesso uno spunto per miglioramento. In occasione del film Doraemon Il Film – Nobita e la nascita del Giappone voglio raccontarvi perché questo personaggio è cosi importante per la crescita dei più giovani. Partiamo però dal principio.

Chi è Doraemon?

Doraemon è un manga ideato nel lontano 1969 dal duo che tutti conoscono con il loro pseudonimo, Fujiko Fujio. Il protagonista dell’opera è un ragazzino sfaticato di 10 anni di nome Nobita e in suo aiuto viene un robot proveniente dal futuro, Doraemon. Grazie ai suoi chiusky (oggetti tecnologici capaci di rompere le barriere della fisica) che tira fuori dal suo gattopone (un marsupio dalla capienza estremamente grande) tira fuori dai guai il suo imbranato amico. Ma sicuramente la storia la conoscete tutti.

Doraemon è un nome che nonostante alcune assonanze con dora (gong in giapponese), è un riferimento esplicito verso una delle golosità del gattone robotico, i dorayaki. Il personaggio per noi occidentali potrebbe sembrare solo un gatto robotico che vediamo nel cartone (e che i più fortunati hanno letto nel manga), ma non è cosi per i nostri cugini giapponesi. Nella terra del Sol Levante, questo simpatico robottone è una vera e propria mascotte, alla stregua di Topolino. Non è difficile imbattersi in lui addirittura in alcune concessionarie automobilistiche giapponesi. Per farvi capire, nella prefettura di Kanagawa è possibile visitare un bel grande museo dedicato interamente a Doraemon.

Cos’ha da dire?

A prima vista Doraemon potrebbe sembrare un banale cartone che ci mostra le vicissitudini di un ragazzino sfigato e bullizzato da colui che definisce “un amico”, non molto intelligente e senza grosse doti. Si tratta però di uno primo sguardo, che scompare se si guarda più da vicino questo fantastico anime (o manga o film). Si parla dell’amicizia e di come talvolta il bullismo possa nascere anche dalla dei più deboli grazie alle prese in giro sulla situazione economica. Un argomento che verte sempre in due direzioni e lo fa con una semplicità cosi esplosiva che un bambino finisce per capire la morale senza difficoltà. Il lavoro duro e pesante è un altro argomenti più utilizzati all’interno dell’opera. Nobita è un classico scansafatiche che vorrebbe evitare di sporcarsi le mani e avere tutto e subito. Ogni suo tentativo di utilizzare in questo modo i chiusky non va per il verso giusto perché non è imbrogliando che si migliora e si cresce. Ce lo insegna anche il nostro caro Zio Paperone, ma è un’altra storia quella. Ogni ragazzo vorrebbe infatti dei compiti che si fanno da soli e non andare a scuola, ma in questo modo cosa si finisce per imparare? Come si fa ad affrontare la vita non sapendo niente?

L’informazione passa attraverso tutti noi, ma c’è qualcuno che decide di non recepire le informazioni, ignorando di proposito l’andamento del mondo. Si tratta di un altro dei temi evergreen che ogni giovane (e non solo) dovrebbe avere in testa. Essere informati equivale all’essere preparati e pronti per qualsiasi cosa. Lasciarsi trasportare dalla corrente dell’ignoranza al contrario è un salto nel vuoto più profondo. Ovviante non elencheremo tutti gli insegnamenti di Doraemon, ma tra gli altri figurano il rispetto per l’ambiente, per il prossimo e per il passato. Una grande opera capace di far leva sulle menti dei giovani.

Bisogna guardarlo?

Alla fatidica domanda non è difficile rispondere con un secco “Sì”. Non solo per la sua importanza per il mondo del fumetto e dell’animazione o per tutti quei messaggi. Lo si dovrebbe guardare sopratutto se si è in quella fascia d’età in cui si è più facile immedesimarsi con gli eroi della serie e amarli. Ovviamente anche in età adulta è sempre piacevole vedere un cartone cosi leggero e divertente, ma si perde sicuramente quel senso di magia, data forse dall’inconsapevolezza e anche dall’ingenuità che accompagna i bambini verso la scoperta.