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Dirk Gently vol. 1 – L’interconnessione della realtà – Recensione

Titolo: Dirk Gently 1
Sottotitolo: L’interconnessione della realtà
Autore: Chris Ryall, Tony Askins, Ilias Kyriazis
Collana: Fuori Collana
ISBN: 9788869192340
Dati: 16,8 x 25,6, 128 pp., col., brossura

Douglas Adams è un genio della comicità e uno scrittore prolifico dalla prosa semplice, ma travolgente. La sua opera omnia, Guida Galattica per Autostoppisti, ne è la piena dimostrazione e rappresenta un punto fermo all’interno del genere fantascientifico. Ovviamente anche la sua opera minore su Dirk Gently è un vero e proprio agglomerato di simpatia e follia che abbiamo visto in molteplici salse. Tra i due libri (con un terzo rimasto in sospeso per la scomparsa dell’autore), la serie televisiva britannica e quella più moderna targata Netflix, non poteva mancare in Italia anche la trasposizione a fumetti del personaggio. Attenzione però perché la serie a fumetti è più fedele all’opera originale che al telefilm Netflix-BBC America.

Tutto è interconnesso

Se non avete mai letto o sentito parlare di Dirk Gently allora non sarà molto facile spiegare in breve l’argomento di cui parla. Dirk è un detective olistico, questo è il primo punto. L’olismo (da Wikipedia) è una posizione teorica basata sull’idea che le proprietà di un sistema non possono essere spiegate esclusivamente tramite le sue componenti. Quindi in parole povere e concrete. Un detective olistico crede che tutto sia interconnesso e che quindi non servono le deduzioni o chissà quale abilità per risolvere un caso. Questo ovviamente rompe un qualsiasi legame con i gialli che per anni ci hanno inculcato le svariate teorie scientifiche o metodi logici. Il detective olistico vive e aspetta perché grazie alla sua abilità olistica si troverà sempre nel posto giusto per risolvere il caso, dimostrando che è tutto interconnesso e che niente (o quasi) è un caso. Strano? Parecchio.

La storia di Dirk Gently vol. 1 – L’interconnessione della realtà vede un Dirk simile a quello descritto dal buon Douglas, ossia, molto più inglese ed elegante rispetto alla nuova serie (che ha voluto e dovuto svecchiare alcuni punti, rimanendo però pressoché perfetta). Le avventure del buon detective stavolta si sono spinte fino agli USA, un posto molto caotico in cui le persone sono l’esatto contrario di quelle in Inghilterra. Qui Dirk si caccerà come sempre nei guai con una coppia di assassini, ma non solo. Una grave minaccia arriva dall’antico Egitto e chiaramente il nostro detective strampalato si occuperà anche di questo caso, creandosi nuove amicizie e scoprendo una vecchia conoscenza (indizio: qualcuno che centra con Thor).

L’eleganza

La storia che abbiamo letto in questo primo albo ci è piaciuto e non poco. Aver creato un protagonista cosi simile all’opera di Douglas Adams, svecchiando con grande cura la serie è stata davvero una mossa saggia. Chris Ryall infondo non è uno sceneggiatore alle prime armi e sa come muoversi nell’ambiente fumettistico. Le scene che ricrea sono sempre molto verosimili (per la storia ovviamente) e l’umorismo è di altissimo livello.

Il lato dei disegni veri e propri è stato realizzato a quattro mani da Tony Askins e Ilias Kyriazis. Figure pulite e nitide, con delle sembianze molto cartoon. Questo potrebbe essere sia un pregio che un difetto in quanto si tratta di una scelta fatto per accontentare il grande pubblico, anche coloro che non hanno mai letto i libri o che si stanno approcciando alla serie grazie al telefilm. I volti sono realizzati magistralmente e riescono a strappare più di un sorriso anche senza i testi, ma il punto un po’ basso è rappresentato sicuramente dalla figura del nemico principale verso la fine del volume. Le proporzioni in quel caso sono un po’ strane e forse sballate. Le vignette invece nella loro semplicità acquistano un certo dinamismo durante le scene d’azione. Non possiamo far altro che consigliare l’albo sia ai fan che ai neofiti.

Sull'autore

Rostislav Kovalskiy

Un giovane appassionato del mondo videoludico e di tutto ciò che lo circonda. Cresciuto con i videogiochi e libri tra le mani ha deciso di unire la sua passione per la scrittura con quella per i videogiochi ed ecco perché si trova qui.

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