Harley Quinn e la Gang delle Harley – Recensione

Harley Quinn e la Gang delle Harley

Titolo: DC Miniserie 40 – Harley Quinn e La Gang Delle Harley
Linea: Lion
Collana: Dc Miniserie  40
Serie: Harley Quinn e La Gang Delle Harley
Autore: Jimmy Palmiotti, Frank Tieri, Mauricet
ISBN: 9788893514415
16,8×25,6, B, col., 144 pp
Pubblico: Per Tutti
Genere: Supereroi
Titolo da: libreria

Harley Quinn e la Gang delle Harley è una nuova miniserie DC, scritta da Frank Tieri, Jimmy Palmiotti e Mauricet, edita in Italia da RW Edizioni, che prova a raccontare la storia di Harley Quinn, stanca dei soprusi del Joker e di una vita da criminale che sceglie di andare a Coney Island per diventare una supereroina a pagamento, aiutata da alcuni suoi ammiratori. Nonostante alcuni momenti davvero divertenti la storia è molto fragile e, indubbiamente, deludente soprattutto se si è fan di questo personaggio. Ma procediamo con ordine.

Harley Quinn o non Harley Quinn?

Il primo problema che si riscontra riguarda proprio la protagonista, la famosa Harley Quinn, ora, in seguito a una crisi mistica (risveglio spirituale per citare letteralmente il testo) scappa dalla sua vita a Gotham e prova a costruirsi una nuova identità. Prima di spiegare dove sta esattamente esattamente il problema è necessario però ritornare alle origini del personaggio. Harley è nata infatti dal genio di Bruce Timm e Paul Dini per essere la spalla del Joker nella fortunata serie animata di Batman.

Harley è da subito un personaggio all’apparenza eccentrico ed estroverso e solo dopo scopriremo le sue origini, il suo complesso background raccontato nell’episodio (e poi nel fumentto) Mad Love. Da allora Harley è cambiata molte volte, è diventata una folle assassina, ha instaurato una relazione platonica (non tanto) con Poison Ivy ed è stata anche un membro della Suicide Squad. Esistono dunque numerose versioni di Harley Quinn, un personaggio che ha davvero conquistato il pubblico e ha istituito un vero e proprio fandom che la idolatra. La storia vuole giocare proprio sulla fissazione che hanno i fan per Harley, in particolare la loro visione del personaggio, molto spesso banalizzato e appiattito dagli stessi fan e portando gli autori dunque a snaturare Harley e ad aumentare le eccentricità, eliminando di fatto alcune delle caratteristiche più profonde del personaggio (un po’ quello che è successo a Jason Todd).

La storia vuole proprio giocare su questo, sull’amore (e in alcuni i casi l’ossessione) che i fan provano solo verso certi aspetti del personaggio, appiattendola. Il problema però è che l’Harley resa dagli autori della storia è esattamente il personaggio banale e vuoto che per adesso è idolatrato dai fan, lo stesso che alla fine piace e fa guadagnare sul momento molto alla DC ma di cui non rimane niente eccetto un vago sapore di già visto, lasciando un forte senso di delusione.

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