WALL-E (2008) – Recensione

wall e

Genere: Animazione
Regia: Andrew Stanton
Durata: 98 minuti
Produzione: Walt Disney Pictures, Pixar Animation Studios,
Distribuzione: Walt Disney Pictures Italia
Uscita: 2008

Unico robot superstite in un futuro, in una desolata e cosparsa Terra, WALL-E trascorre le sue giornate costruendo enormi grattacieli e ripulendo i mucchi di spazzatura ereditati dagli esseri umani. Gli stessi esseri che hanno abbandonato il pianeta da 7 secoli or sono. È un mondo solitario e assordante, è un inquinamento antropico senza precedenti, è un’umanità avviatasi alla rovina. Ma WALL-E è sempre lì, ammira le stelle, le galassie, la bellezza dello spazio con migliaia di satelliti artificiali in orbita, guardando e riguardando la videocassetta del film Hello, Dolly!. Il tempo passa e il robottino comprende che l’uomo è fuggito, comprende che qualcosa è improvvisamente andato storto, comprende che la Terra è diventata un cestino gigante.

Unico robot, solo in un deserto irrecuperabile; ma solo fino a quando non compare da un cielo ricoperto di smog un’androide femmina, EVE. È subito amore a prima vista, un amore al quadrato e un trasporto emozionale a 360 gradi. EVE, impassibile nei suoi confronti, è intenta a proseguire il suo cammino nel tentativo di proseguire con la sua missione: quella di trovare forme organiche di vita per gli esseri umani che sopravvivono a vela tra miriadi di stelle. Il robottino non esiterà a seguirla ovunque, fin nello spazio, in un’avventura che cambierà il destino dell’umanità e quello tra i due “piccioncini”.

Impresa vincente

Quella di WALL-E era un’altra impresa riuscita e vincente della Pixar che, con la tenerezza di un protagonista goffo laddove vi è un dialogo particolarmente minimalista, diventa una delle icone del cinema d’animazione moderno. Riuscita e vincente per il suo design sbalorditivo e la sua storia emozionante, ma intrisa di significato, capace di trasmettere valori intramontabili con tutta la sua caparbietà e semplicità possibili, ovviamente con riferimenti citazionisti ai più importanti film sci-fi come 2001: Odissea nello spazio, Star Trek e tanti altri.

Andrew Stanton – regista dell’allora Alla Ricerca di Nemo – e il suo staff avevano uno smanioso bisogno di esaltare un messaggio ecologico e ambientalista, o meglio ancora, l’incapacità degli uomini di agire perché obesi o succubi delle macchine; e ci sono riusciti avvolgendo temi adulti a quelli pregni di fantasia, sia con un’impeccabile direzione artistica. Al netto di ciò, vale la pena menzionare un’animazione in CGI superba frame dopo frame, indice dell’asserzione di una Pixar sempre più innovativa, tutto ciò affiancato dalle stranianti composizioni di Thomas Newman.

Wall-E Pixar

Commento finale

WALL-E è triste e divertente, semplice e riflessivo, antico e moderno. È un’opera d’arte, una poesia in movimento che riesce a impressionare lo spettatore – che sia un adulto o piccino – per merito della sua magnificenza. Con i suoi assuefacenti temi – esistenzialismo, conformismo, ambientalismo, materialismo – WALL-E è una lettera contenente una morale filosofica se non politica, dedicata a ciascuno di noi, per ricordare quanto bello e appagante sia impegnarsi per un qualcosa di vero, per la vita. Eh sì, è anche una lettera d’amore, un vero amore.

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