Aqualung di Jacopo Paliaga e French Carlomagno – Recensione

Autori: Jacopo Paliaga, French Carlomagno
Genere: Serial sottomarino scientifico
Editore: Bao Publishing
Pagine: 176

Nato inizialmente e tuttora in corso come webcomic, serializzato sul sito Coldcove, Bao Publishing porta negli scaffali delle fumetterie e delle librerie il primo volume di Aqualung, un’opera scritta da Jacopo Paliaga e illustrata da French Carlomagno: i due autori, dopo aver esordito con la graphic novel Come quando eravamo piccoli, ci propongono una storia dalle tinte noir mista a fantascienza e sovrannaturale, il tutto accompagnato da una leggera salsa al gusto thriller.

Benvenuti a Cold Cove

Nella piccola città costiera di Cold Cove sono recentemente cominciate una serie di misteriose sparizioni, dovute, all’insaputa dei cittadini, da enigmatiche creature anfibie che emergono dal mare per trascinare le loro vittime nelle profondità dell’oceano. Proprio in questa città fuori dall’ordinario abita Holly Greenberg, la nostra protagonista, tipica e scontrosa ragazza di 17 anni in piena crisi adolescenziale: oltre ad avere un pessimo carattere ed un costante rapporto conflittuale con il padre, Holly è in possesso di un polmone d’acciaio in fase sperimentale che le permette di rimanere in apnea per lungo tempo, l’Aqualung, impiantatole nel petto proprio da suo padre, Andy Greenberg, ex scienziato che fu costretto ad effettuare quest’operazione su sua figlia rimasta vittima in un incidente causato da un suo esperimento, che mirava a studiare le caratteristiche rigenerative di un parassita marino.

Una sera, davanti a Andy e alla sua nuova compagna Tessa, si presenta inaspettatamente Philip King, il migliore amico e collega scienziato di Andy, dato per morto da ormai cinque anni: questo evento, insieme all’imminente rapimento del padre di Holly da parte di una delle misteriose creature anfibie, darà il via al travolgimento dell’ordinaria e monotona quotidianità dei nostri protagonisti, e chi si troverà al centro di questo problematico ciclone sarà proprio Holly, che armata di coraggio e di grande forza di volontà, insieme all’Aqualung e una super tuta da immersione, partirà al salvataggio di suo padre, l’unica persona che gli sia rimasta accanto in tutti questi anni.

Tra azione e spiegazione

Dopo un paio di capitoli introduttivi, coincisi e leggermente affrettati, Aqualung mette subito le carte in tavola per quello che sarà ciò che andremo a leggere: con un ritmo della narrazione un po’ altalenante, diviso fra momenti in cui i dialoghi tra i personaggi regnano sovrani e altri in cui sono le scene d’azione a fare da padrone, cominceremo ad avere un quadro più completo della situazione, il quale però si allargherà a sua volta sempre di più, grazie ad un buon ammontare di misteri che vedremo costantemente aumentare man mano che il racconto procede, dove inquietanti esperimenti, arcane creature ed esseri ambigui non daranno pace ai nostri interrogativi, le risposte dei quali giacciono nelle profondità del più oscuro e abissale degli oceani… oppure nei volumi successivi di Aqualung.

Ma botte e suspense non sono le uniche cose che troverete in questo fumetto: non mancherà di certo una crescita formativa e interna della nostra protagonista, costretta non solo a combattere contro terribili mostri marini, ma anche con un qualcosa di troppo grande per poter essere gestito totalmente da sola: l’accettazione della propria vita.
Come già accennato prima, la sceneggiatura di Jacopo Paliaga non sempre rende fluida la lettura dell’opera, a causa di alcuni intervalli in cui fiumi di parole invadono le pagine, anche se in tutta la storia non si presentano fastidiosi tempi morti; le scene d’azione, invece, sono ben studiate e, anche se molto di rado, non riescono a rendere bene il dinamismo di un combattimento.

Sceneggiatura a parte, i disegni e le illustrazioni di French Carlomagno ci mettono un po’ a definire lo stile di questo autore, dimostrandosi acerbi solo nei primi capitoli; poi lo stile diviene sempre più ben definito al passare di ogni capitolo, facendo esaltare lo splendido uso delle tonalità color blu per le ambientazioni marine, mentre, per i personaggi, vengono attribuite delle espressioni ben dettagliate sul loro volto, che, all’occorrenza, faranno il loro effetto.

Aspettando la seconda stagione

Tiriamo le somme: il primo volume di Aqualung grazie ad una storia intrigante e con un buon quantitativo di misteri, riesce a mettere su una buona dose di “carne sul fuoco” per quelli che saranno i successivi 4 volumi: a discapito di una sceneggiatura che talvolta rallenta la velocità della lettura, verremo sempre di più trascinati verso la fine di questo volume, lasciandoci ancora più ansiosi e vogliosi di sapere cosa succederà nella seconda stagione che, a maggior ragione, è stata vincitrice del premio Micheluzzi 2017 nella categoria “Miglior Webcomic”. In conclusione, consigliamo la serie di Aqualung a chi cerca un fumetto per certi aspetti simile ad una serie tv, con una storia che sa come farsi prendere, mista fra il sovrannaturale e il thriller e, cosa piuttosto atipica nelle opere d’oggi, un ambientazione che gira intorno ad un profondo mare blu.

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Redazione

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