Our Little Sister: Diario di Kamakura Vol. 1 – Recensione

Autore: Akimi Yoshida
Genere: Drammatico, Slice of life
Editore: Star Comics
Prezzo: 4.90€

Seconda di tre sorelle, Yoshino è a casa del suo ragazzo quando le giunge la notizia della morte del padre. I suoi genitori hanno divorziato da parecchi anni e lei, che non vede il padre da tempo, non prova alcuna emozione…

Opinioni e commenti

Our Little Sister è una serie di fumetti creata dal pennino di Akimi Yoshida, più conosciuta per la serie Banana Fish. Akimi ci propone un curioso spaccato di vita di una giovane ragazza, Yoshino, che un giorno scopre la recente morte del padre in seguito ad una telefonata. Con i genitori divorziati da anni, non aveva mai avuto una relazione solida con l’uomo, perciò la situazione, almeno inizialmente, non riesce a toccarla.

L’emotività di Yoshino pare essere come pietrificata, indurita da una vita scialba e semplice che neppure lei conosce appieno. Il dubbio è sicuramente la chiave delle prime battute del fumetto, mostrandosi in varie forme: viene messa da subito in questione l’identità del padre per la ragazza, che per lei appariva in due differenti forme, il padre affettuoso e quello che era fuggito con un’altra donna. Una relazione amorosa incerta e sicuramente non priva di lacune non aiuta Yoshino a mettersi il cuore in pace, tormentandola sempre di più. In tutto questo, l’unico barlume di speranza è la relazione con le sue sorelle. Akimi ci mostra molto bene il rapporto fra le tre, scrivendo con cura ogni loro dialogo e mostrandone la loro eccentricità.

Parlando del contenuto, è importante evidenziare anche come sia posto a livello di ritmo narrativo. Uno dei difetti maggiori è, probabilmente, la mancanza di una narrazione che si prenda le sue tempistiche. Non è raro trovare tavole ricche di dialoghi più o meno importanti che si vanno a mischiare fra di loro, scegliendo di uccidere una forma importante di espressione in questo genere di storie: il silenzio. A proposito di espressione, lo stile di disegno non aiuta a trasmettere emozioni. Il set di espressioni di ogni personaggio si adatta di più ad un gag manga piuttosto che ad un racconto drammatico, finendo per divertire il lettore, allontanandolo sempre di più dai punti chiave della storia.

Il carattere di Yoshino è ben rappresentato, mostrando soprattutto il suo modo di sopportare e superare le ferite. Un comportamento decisamente adulto, ma succube. Tutto questo suo stress non viene però rappresentato degnamente dai disegni, che sono fin troppo semplici e basilari. Una maggior cura per i dettagli avrebbe significato tanto. Invece, per quanto riguarda gli sfondi, sono decisamente ben disegnati, ma questa qualità della disegnatrice non viene messa in luce a causa del poco spazio a loro dedicato. Il tratto, pur non mostrando alcuno stile particolare, riesce a rendere piacevole la lettura grazie alla sua pulizia, senza riuscire ad esaltare niente se non le facce buffe, che sono anche ben realizzate.

In definitiva, Our Little Sister è una storia dal potenziale molto alto, ma che in questa forma non riesce ad esprimersi completamente a causa dei suoi difetti che lo limitano. La costruzione di Yoshino, le sue reazioni e i suoi pensieri sono resi molto bene e ben scritti, così come il rapporto con la sua famiglia, che è al centro della storia. Sotto quei punti di vista, si dimostra essere un buon prodotto, ma il non avere particolari picchi emotivi o di sceneggiatura lo porta ad abbassare il suo tiro, almeno in questa prima parte.