Rat-man speciale editoriale Havoc Point
Rat-Man giungerà alla conclusione quest'autunno e volevamo dire la nostra su ciò che rappresenta per il fumetto italiano.

Rat-Man: Le cronache di un eterno fanciullo

Non so se avete presente quel momento in cui qualcosa che ci piace ha già una data che ne decreta la fine. Per tutto il tempo non passa mai una labile speranza che tutto sia uno scherzo, che in realtà la fine non arriverà ancora per molto tempo. Si passa a guardare lo scorrere del tempo, sperando in una notizia, un comunicato o addirittura in un video con l’autore che dice: “vi stavo semplicemente prendendo in giro, non vi preoccupate”. Purtroppo, questo non accade mai.

Io ci credo ancora però. Credo che Leo uscirà un bel giorno a dire che era tutta una farsa e che Rat-Man potrà continuare a combattere il male. Un male che spesso è composto da faccende ben più grandi dello strampalato eroe e altre volte, completamente inesistente. Chiaramente, parlando a mente fredda e lucida, forse questo stop sarà positivo per creare un mito, senza deturparlo, rendendolo un ricordo di quel che era.

Per ognuno di noi, lettori, Rat-Man è stato qualcosa di importante. Ben più di un semplice fumetto da sfogliare e posare sullo scaffale. Quel piccolo albetto in bianco e nero nascondeva la formula della felicità. Questo lo potrebbe capire chiunque, credetemi. Ricordo chiaramente che quando non ero ancora in grado di comprendere al meglio l’idioma Itallico acquistai il mio primo fumetto dedicato al supereroi italiano. A quei tempi, leggevo i fumetti, non capendo tutto, ma imparando la lingua senza accorgermene. Ricordo benissimo che era estate e all’ingresso della spiaggia, pagati gli ombrelloni e i lettini c’era una piccola tabaccheria. Non era ricca di fumetti, al contrario, c’era pochissima roba e bastava spostarsi verso la spiaggia successiva per trovare una scelta molto più vasta, ma io di solito prendevo un fumetto a caso di quella piccola e povera scelta. Talvolta portavo il fumetto insieme a un amico all’interno della piccola sala da giochi, dove tra l’aria salmastra e l’afa si respirava un’aria di pesantezza e felicità.

Quel primo fumetto, acquistato in una giornata intensamente calda di un’estate del 2003 era Rat-Man: I Grandi Classici del Fumetto 18. Un volume di grande formato che raccoglieva le più grandi storie create da Leo Ortolani fino a quel momento. Inutile dire che quello era l’amore a prima vista. Un amore indissolubile che mi ha portato a comprare tantissimi altri volumi dedicati all’uomo topo e talvolta di comprare anche delle saghe parodistiche basate sui film.

Talvolta mi capitava di non leggere Rat-Man per qualche mese e a volte anche di più, ma quando entravo in un’edicola o fumetteria era come ritrovare qualcuno di molto caro a noi. La sensazione di rivedere un vecchio amico o famigliare era assai grande. Potevo leggere e rileggere le stesse storie e queste lasciavano sempre un sorriso sul mio volto. Talvolta, bastavano due sole vignette per cambiare l’umore e trasformare una brutta giornata in qualcosa di più piacevole.

A discapito della stampa e della maggioranza dei fan, ho apprezzato addirittura la serie animata e il film d’animazione sul personaggio e sui suoi problemi quotidiani. Non era certamente come leggere il fumetto, mancavano alcuni personaggi come Cinzia Otherside e c’era meno comicità della controparte cartacea. Nonostante tutto questo, era pur sempre un divertente passatempo per le giornate fiacche e non.

Tutte le cose bello hanno una fine però e ciò vale anche per la grande opera creata da Leo Ortolani. Ciò che continueremo ad avere e leggere sono le storie vecchie e magari, perché no, a riderci su, facendole conoscere ai più giovani. Questo lungo articolo voleva essere una condivisione di un momento felice e di cosa rappresenta per me Rat-Man. E ora… Fletto i muscoli e sono nel vuoto.

Sull'autore

Rostislav Kovalskiy

Un giovane appassionato del mondo videoludico e di tutto ciò che lo circonda. Cresciuto con i videogiochi e libri tra le mani ha deciso di unire la sua passione per la scrittura con quella per i videogiochi ed ecco perché si trova qui.

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