Gatta Cenerentola – Recensione

Gatta Cenerentola di Alessandro Rak

Si aprono le porte del cinema Adriano e trepidante di un attesa durata qualche anno vado a pagare il biglietto che in seguito mi avrebbe dato l’accesso al paradiso cinematografico. In sala siamo in pochi, ma d’altronde nelle altre sale ci sono dei film d’animazione stranieri, che attirano il pubblico più di questo, che non ha però niente da invidiare a nessuno. Diretto da Alessandro Rak, regista che ho apprezzato a dismisura con il suo primo film d’animazione L’Arte della Felicità, torna insieme a Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone per la creazione di Gatta Cenerentola, che si presenta sempre con un argomento tanto caro al regista, Napoli.

Una città, un milione di vite, un miliardo di storie, sotto lo stesso cielo e la stessa aria salmastra con un retrogusto talvolta amarognolo. Si tratta di una storia che tutti conosciamo grazie ai Fratelli Grimm, ma la sua struttura odierna la dobbiamo sopratutto all’autore giuglianese Giambattista Basile. Questa e anche tantissime altre fiabe più famose sono racchiuse in un libro chiamato Lo Cunto de li Cunti (che ha ispirato anche il film italiano Tale of Tales di Matteo Garrone). Mostrato in anteprima alla 74° mostra del cinema di Venezia, il film ha già conquistato la critica internazionale. Quest’oggi invece potete trovare il mio punto di vista di questa fiaba futuristica dai toni noir e temi contemporanei.

La città dai mille colori

La storia di Gatta Cenerentola ha ovviamente a che fare con l’omonima fiaba, ma dobbiamo cercare di pensare in modo trasversale guardando il film. Vi ricordo infatti che anche un film come Pretty Woman (diretto da Garry Marshall con una Julia Roberts bella più che mai) possono essere considerate delle rivisitazioni moderne dell’omonima fiaba, che probabilmente tra 300 anni avrà altre versioni ancora più particolari. Il film d’animazione è ambientato in un futuro, sì, ma facente parte di una realtà parallela dove tutto cambia, ma allo stesso rimane uguale e miserabile come ai giorni nostri.

La protagonista è una bambina (inizialmente) di 3 anni di nome Mia, che viene condotta da Primo Gemito (Alessandro Gassmann) nella stanza dove si trova suo padre, Vittorio Basile. Questi è un uomo di larghe vedute e dalla bontà incredibile. Il suo desiderio è quello di preservare il passato, dando un’opportunità ai molti di lavorare ed è anche il proprietario della sua gigantesca nave, che ricorda un po’ un incrocio tra Titanic e l’Arcadia (Capitan Harlock). Si tratta di una nave avanzatissima, capace di emettere degli ologrammi e di mostrarci cose che non sono accadute o al contrario, il passato. Come dice Vittorio, la nave elabora di continuo tutti i passeggeri. Dopo un brevissimo matrimonio con la giovane e provocante Angelica (Maria Pia Calzone) il magnate dal cuore d’oro muore ucciso dal vero cattivo della storia, Salvatore Lo Giusto, detto O’Re (Massimiliano Gallo). A questo punto la vita della città, dei suoi abitanti, ma sopratutto della bambina è già segnata da un certo punto di vista e non sarà di certo il finale a edulcorare tutto il sapore di marcio e di inganno che presenzia per tutta la durata dell’opera.

Gatta Cenerentola

Chi ci salverà?

Dopo questa breve spiegazione della trama, in cui ho cercato di dire il meno possibile perché si tratta di un film che andrebbe visto al cinema, vorrei andare avanti, parlando un po’ del lato tecnico e non solo. In primis, come in ogni fiaba, anche qui è presente un cavaliere senza macchia né paura, ma in forma diversa, che potrebbe sicuramente far parlare di sé. Si tratta infatti di un Carabiniere, che vediamo anche all’inizio della storia nel ruolo della guardia privata di Vittorio. Tra i due non c’è l’amore, ma solo l’affetto che un adulto potrebbe provare verso una bambina. D’altra parte abbiamo O’Re, che senza alcun scrupolo è disposto a passare sulla testa di chiunque per mettere in atto i propri piani. Questi sono simili a quelli che vediamo quotidianamente nei giornali: imbrogliare un popolo stanco e talvolta ignorante per i propri fini; vendere il letame spacciandolo per oro; imbrogliare e uccidere per i propri interessi.

Dal punto di vista registico c’è da dire che stavolta il gruppo ha saputo ricreare una storia più matura e interessante, senza dimenticarsi niente per la strada. La tecnica di produzione è sempre la medesima e consiste nell’uso di un engine 3D per far muovere i personaggi in uno spazio delineato. Si tratta di un modo per compensare il piccolo budget che avevano a disposizione e il risultato finale non ha assolutamente niente da invidiare alle produzioni più giganti prodotte all’estero. Il clima che si respira sembra appartenere a diverse epoche. Il futuro tecnologico con la nave e i suoi ologrammi, il noir statunitense uscito dagli anni 60 con la polizia che cerca di sventrare i crimini della malavita in un porto lugubre e maleodorante e infine, nota personale, un po’ di steampunk grazie ad alcuni arredi che ricordano vagamente lo stile di Bioshock. La macchina da presa virtuale si muove con maestria tra una scena e l’altra, mostrando sempre il necessario con grazia e leggiadria. Grazie ai primi piani sono visibili quelle espressioni facciali che combaciano a perfezione con il doppiaggio. Il film è una piccola perla e taglia il buio come la luce di un faro. E i più attenti noteranno un grande cameo di Sergio del film precedente, l’Arte della Felicità.

Parlando del sonoro, e quindi anche del doppiaggio, bisogna dire che Gatta Cenerentola subisce un passo in avanti anche in questo campo rispetto all’Arte della Felicità. Gli attori che si presentano sono infatti famosi nella scena nazionale. Maria Pia Calzone la conosciamo benissimo per la sua partecipazione alla serie televisva Gomorra e qui ha dato il meglio di se per mostrare ogni sfaccettatura del carattere di Angelica. Alessandro Gassmann è ineccepibile come sempre e si destreggia a perfezione con il suo personaggio leale e un po’ tormentato. Lo scettro del re va però a Massimiliano Gallo, che interpretando O’Re ha mostrato probabilmente la sua migliore interpretazione. Al livello musicale invece non c’è niente da dire, ogni brano, cantato rigorosamente in lingua napoletana, è un misto di allegoria, satira, ma sopratutto bellezza. Perché è facile perdersi in quelle canzoni ed è difficile uscirne.

Gatta Cenerentola

Simposio Suino in Re Minore

Come accade con le produzioni americane, anche Gatta Cenerentola ha avuto il suo cortometraggio prima dell’inizio effettivo della pellicola. Si tratta di un corto di dieci minuti diretto da Francesco Filippini con una tecnica totalmente diversa da quella del film. La sensazione iniziale è quella di vedere un prodotto dello Studio Ghibli, ma questa svanisce subito per acquisire un proprio spirito. La storia vede protagonista un maiale gigante che nel litigare con una vecchia cuoca provoca un bel casino, ma sarebbe un sacrilegio parlarne ancora di più.

Regista:Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Dario Sansone
Sceneggiatura:Ivan Cappiello, Dario Sansone, Marino Guarnieri, Marianna Garofalo, Alessandro Rak, Italo Scialdone
Genere:Animazione, Noir
Casa di Produzione:Mad Entertainment
Distributore:VIDEA – CDE
Cast:Alessandro Gassmann, Maria Pia Calzone, Massimiliano Gallo, Mariano Rigillo, Renato Carpentieri
Data d’uscita:14 settembre 2017

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