Gli anime da vedere nell’autunno 2017

Finalmente, l’ultima stagione anime dell’anno è finalmente giunta a noi portandosi dietro tutta la forza delle stagioni passate. Un po’ quando non riesci a pagare una bolletta e, per fare ammenda, devi pagare quella vecchia insieme alla nuova con sopra una salatissima multa. Ma, a differenza di questa spiacevole situazione, in questo giro di boa possiamo ritenerci veramente fortunati, sotto certi aspetti. Certo, l’editoria italiana ha deluso me e tanti altri fra scelte “coraggiose” e altre seconde stagioni mancate nel loro palinsesto, ma mi sento in dovere di essere ottimista, perché un altro anno sta giungendo al suo termine ed ho il presentimento che il prossimo sarà ancora più… “biri biri”. Bando ai convenevoli, ecco a voi la mia personalissima lista degli anime più consigliati per l’autunno 2017.

March Comes in Like a Lion (3gatsu no Lion)

March Comes in Like a Lion

Sì, sì, e sì: ritorna finalmente una delle perle più preziose del panorama d’animazione dell’ultimo anno, tratto dal celebre manga della Umino e animato dalla Shaft, sotto la direzione di Shinbo. Detto in poche parole, 3gatsu è quel che serve a un uomo per definirsi tale. Un tripudio di emozioni che sublimerà, indubbiamente, in questa seconda stagione in una maniera mai vista prima. La storia segue la vita di Rei, un giovanissimo shogista professionista che, ritrovatosi praticamente solo al mondo, si appoggia, come un cuculo, ad una sfortunata famiglia di tre sorelle e un vecchio. Se, come me, avete amato la prima stagione, preparatevi, perché il colpo sarà ancora più forte.

Kino no Tabi: The Beautiful World 

Kino no Tabi The Beautiful World 

Anche questo è un titolo che in molti si aspettavano, dopo tanto tempo che mancava dagli schermi giapponesi. Adattamento animato dell’omonima serie di libri, che tratta del viaggio in moto intorno al mondo di Kino, una vagabonda (sì, al contrario di quello che in molti pensano, è una ragazza) che non si ferma mai più di tre giorni nella stessa meta e che desidera imparare più cose possibili sui luoghi, sulle persone e sulla vita intorno a lui. L’incredibile varietà di scenari e di temi trattati sono stati la fortuna di questa serie, che a oggi è una delle più apprezzate in Giappone.

Osomatsu-san 2

Osomatsu-san 2

Torna la più esilarante gang di fratelli che abbia mai messo piede in qualsiasi palinsesto. Con una grinta innaturale dopo secoli di distanza dal rilancio di questo anime, ancora riesce a far parlare di sé. Divertente come pochi e geniale sotto vari aspetti, Osomatsu ha saputo conquistare una fetta di pubblico molto ampia e per questo si merita senza alcuna riserva un posto negli anime più attesi di questa stagione. Le vicende sempre più assurde dei fratelli Matsuno sapranno sicuramente come conquistarvi. Ulteriore conferma l’abbiamo avuta con il primo episodio, sulla stessa linea dei vecchi, anzi, anche più irriverente.

Kekkai Sensen & Beyond

Kekkai Sensen & Beyond

Ispirato dal manga di Nightow, Kekkai Sensen parla di un mondo alternativo, collegato ad un’altra dimensione che, nel caos più totale, è riuscito a far gemellare perfettamente le due realtà all’interno di una pseudo-New York. All’interno di essa, le vicende ai nostri occhi più bizzarre potrebbero sembrare giochi da bambini. E questo Leonardo Watch lo sa benissimo…

In parte deluso dalla prima stagione che, seppur bella, non seguiva gli avvenimenti del manga, sono contento nell’aggiungere anche Kekkai Sensen a questa lista. Il Bones, come ci ha già dimostrato in tantissime occasioni, non è uno studio da prendere alla leggera. Può contare su animatori di altissimo talento e un personale praticamente sempre all’altezza della situazione, dimostrando di essere uno (se non il) dei migliori studi di animazione giapponesi. Per questo sono curioso di vedere quale spettacolo ci riserverà questa nuova stagione di Kekkai Sensen.

Love Live Sunshine! 2

Love Live Sunshine! 2

Cavolo, una lista di soli sequel? Ebbene sì, purtroppo l’assenza di ulteriori informazioni e di uno staff rinomato ha impedito la creazione di una lista precisa, ma a fine stagione, nonché anno, saprò recuperare con la dovuta Top 2017. Per adesso, lasciate che vi rammenti di una storia triste, piena di colpi di scena ed eventi talmente inquietanti che, in tutta onestà, non augurerei a nessuno.

Questa storia narra la vita di un giovane ragazzo che, in seguito a un post su Facebook raffigurante ragazzine 2D in abiti succinti, decise di informarsi sulla sorgente di tale dono dal cielo. Fu così che scoprì dell’esistenza di Love Live. Love Live, per i neofiti, non è altro che un gigantesco progetto promozionale di due (all’epoca ovviamente una sola) band di idol, ovvero giovani ragazze (in questo caso neanche troppo) o donne (nonostante spesso si cada nel pensiero della prigione che è soltanto una stanza) che si vestono in modo sgargiante cantando e ballando sulle loro canzoni davanti a centinaia di fan. Love Live nasce a questo proposito, promuovere questo gruppo di cantanti attraverso vari media, tali fumetti e serie animate. In modo molto romanzato, Love Live racconta dell’esistenza delle School Idol, ovvero delle idol prettamente in età scolastica che si esibiscono per vincere il prestigioso Love Live, la gara più importante in quell’ambito.
Vi starete chiedendo cosa c’entri quel ragazzo.
Pure io.
Ma fermatevi un attimo a immaginare una persona molto giovane, che in vita sua ha sempre avuto uno strano ma potente istinto paterno, vedere delle giovani ragazze piene di sogni vivere le loro difficoltà, superarle e ballare e cantare raggiungendo i loro obiettivi.
Un mucchio di cavolate, direte voi.
Sì, palesemente.
Ma quel ragazzo ancora oggi piange alle esibizioni più importanti presenti nell’anime e non smetterà mai di farlo, perché deve avere una qualche malattia mentale piuttosto seria. Insomma, questo istinto portò il ragazzo a comprare gadget della serie, come action figures, e a giocare a uno stupidissimo gioco musicale per telefono spendendoci molte ore del suo tempo, usandolo persino a scuola durante gli intervalli. Questa ossessione con il tempo divenne sempre più debole, fino quasi a sparire.
Sfortunatamente, la Sunrise si ricordò che era tornata l’ora di batter cassa.
Così, dopo due serie ed un film, Love Live ricevette una nuova stagione, il Sunshine! Dove ovviamente il vecchio cast è stato rimpiazzato con uno nuovo e più frizzante, dando anche al prodotto in sé una spinta decisiva che lo ha sollevato dalla mediocrità con non si sa quale rito voodoo.
Sunshine 2 è dunque il continuo di quella serie che, sicuramente, rovinerà nuovamente la vita di quel povero ragazzo il quale, adesso, sta scrivendo questo articolo che avrebbe dovuto essere breve, ma ricordandosi di Love Live non ha potuto far altro che lasciarsi andare e implorare pietà per la sua povera anima.
Vi prego non iniziatelo.
Non fatelo se ci tenete alla vostra vita.
Altrimenti, beh, troverete canzoni particolarmente orecchiabili, balletti tutto sommato carini e, nella prima stagione di Sunshine, ottimamente diretti e un cast che farà risorgere in voi la vecchia regola 34 dell’internet.
Quel capitolo ancora non l’ho superato però.

Just Because!

Just Because!

Dallo sceneggiatore di Sakurasou no pet no kanojou, si prospetta l’ennesimo slice of life romantico strappalacrime noioso come la fila alle poste, ma la presenza di un regista totalmente nuovo e di uno studio che ha prodotto veramente poco mi ha fatto accendere una lampadina. Magari, questo nuovo volto, Kobayashi Atsushi, riuscirà a revitalizzare un genere ormai in decomposizione, con un’innovativa direzione nata dal suo genio. Ma non gli voglio mettere troppa pressione. Inoltre, ricordo che questo, insieme a Kekkai Sensen & Beyond è uno dei titoli portati da VVVVID in questa stagione.

Animegataris

Animegataris

Se è solo un quarto moe rispetto a quanto lo era New Game e se la sua sceneggiatura è buona anche solo come un quinto di quella di Shirobako allora, forse, potrà essere una serie dai risvolti piacevoli. Oppure un altro titolo da gettare nel dimenticatoio come Sore ga seiyuu.

RoboMasters

RoboMasters

Con uno studio che ha fatto praticamente solo da assistenza, sconosciuto, non so veramente cosa aspettarmi da un titolo del genere che, da una parte, mi presenta i mecha per i quali ho un certo feticismo, da un’altra degli studenti universitari. Questi due fattori mi indicano due cose: potremmo assistere a botte belle e ignoranti fra robot o, nella migliore delle ipotesi, un contesto ben studiato sulla vita privata degli universitari alle prese con questo hobby, aprendo una parentesi nel mondo della robotica scolastica moderna. Oh beh, ci sta anche che faccia semplicemente schifo in tutto, ma una chance gliela voglio offrire.

Anche per questa stagione è tutto, vi auguro buona visione e spero che possiate leggere il mio resoconto annuale fra circa quattro mesi, dove vi esporrò le serie dell’ultimo anno che, a mio avviso, sono state le più meritevoli.

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